Venerdì, 26 Febbraio 2021

Autocertificazione e coprifuoco: le regole delle chiusure nelle regioni

Le limitazioni agli spostamenti e agli orari dei negozi in Lombardia, Campania, Piemonte e Liguria. Il modulo da compilare in alcuni territori e lo stop alla movida

In Lombardia e in Campania con il coprifuoco arriva (o meglio: ritorna) anche l'autocertificazione. Il modulo da compilare per giustificare gli spostamenti negli orari dalle 23 alle 5 sarà preparato e pubblicato dal ministero dell'Interno non appena entrerà in vigore l'ordinanza della Regione Lombardia e servirà a illustrare i motivi di lavoro o di comprovata urgenza per uscire dalla propria abitazione. Ma non sarà l'unica regola da seguire nei territori che scivolano verso un lockdown soft. 

Autocertificazione e coprifuoco: le regole delle chiusure nelle regioni

Il Corriere della Sera illustra oggi in un articolo a firma di Fiorenza Sarzanini le regole delle chiusure locali nelle regioni. Per ora, mentre Lombardia e Campania vanno verso il coprifuoco, Piemonte e Liguria sono sulla linea morbida. Come detto, sarà il Viminale a fornire le indicazioni per il modulo da esibire alla polizia e ai militari che effettueranno i controlli. Nell'autocertificazione si dovranno specificare:

  • le proprie generalità
  • il motivo dell'uscita di casa oltre le 23
  • la "comprovata esigenza" dell'uscita
  • l'indirizzo (eventuale) del datore di lavoro
  • la destinazione e la durata dell'uscita

Non si dovrà invece indicare il nominativo della persona che si incontra per motivi di privacy. In Lombardia si prevede divieto di spostameno e chiusura delle attività dalle 23 alle 5, mentre nei fine settimana resteranno chiusi i centri commerciali non alimentari e la grande distribuzione, ma non i supermercati e i negozi di generi di prima necessità. La media distribuzione potrebbe essere esentata dalle chiusure. 

In Campania le regole saranno più rigide: oltre alla chiusura dalle 23 alle 5 di negozi, locali pubblici e attività non essenziali, il presidente della Regione Vincenzo De Luca ha imposto la limitazione degli spostamenti interprovinciali se non giustificati tramite autocertificazione da motivi di lavoro, salute, scuola, assistenza sociale, acquisto di beni essenziali. Le scuole rimangono chiuse tranne le primarie che riapriranno il 30 ottobre. 

Piemonte, Lombardia, Liguria, Campania: le nuove regole delle chiusure

Poi c'è il Piemonte, dove per disposizione del presidente della Regione Alberto Cirio la chiusura dei locali pubblici è fissata alle 24 ma nei fine settimana i centri commerciali saranno chiusi e rimarranno aperti solo supermercati e farmacie. Dal 26 ottobre entra in vigore l’obbligo per le classi dalla seconda alla quinta della scuola secondaria di secondo grado di seguire per almeno il 50% dei giorni la didattica digitale a distanza, in alternanza con la presenza in aula.

Anche la Liguria adotterà la didattica a distanza a metà per le secondarie di secondo grado e con l'esclusione delle classi prime. Le attività delle sale giochi sono consentite dalle 5 del mattino alle 18 mentre circoli e centri culturali devono chiudere alle 24. Una circolare del Viminale ribadisce le linee da seguire sulle chiusure di vie e piazze e sulla limitazione della movida:

«La facoltà di disporre la chiusura al pubblico dopo le ore 21 delle strade o delle piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento» è consentita ma deve rimane «la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private».

Deve essere il sindaco a decidere ma «l’attuazione di tale intervento richiederà poi la più ampia concertazione e collaborazione tra sindaco e Prefetto». I controlli Dovranno essere le forze dell’ordine e la polizia locale ad effettuare posti di blocco e controlli sulrispetto dei divieti in tutte le aree interdette. A questi servizi di vigilanza parteciperanno anche i soldati dell’operazione «Strade Sicure». Ieri in Campania sono stati inviati 100 militari di rinforzo.

Sembra alle spalle quindi anche la polemica del governo con i sindaci, che avevano contestato la stretta sulla movida e le chiusure delle strade "a carico loro". In attesa dell'incontro nelle prossime ore tra le citta metropolitane e il Viminale - ora al centro della mediazione con gli Enti Locali - è stata inviata ai Prefetti una circolare del capo di Gabinetto, Bruno Frattasi, che fornisce alcune indicazioni sui profili attuativi del Dpcm sulle misure anti-covid. Tra queste, anche la possibilità di prevedere "una chiusura parziale delle strade o delle piazze, restringendo, cioè, l'accesso senza interdirlo totalmente, con il contingentamento degli ingressi", ovvero accessi 'a numero chiuso'. I sindaci dovranno informare con "adeguati mezzi comunicativi", sia le associazioni di categoria, sia la cittadinanza interessata, della chiusura di piazze e vie a rischio assembramento. Ci saranno margini di flessibilità sul rispetto degli orari e per i controlli, se necessario, è previsto anche l'ausilio dell'esercito.

Verso un nuovo Dpcm entro domenica 25 ottobre

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