Lunedì, 25 Gennaio 2021

Autocertificazione, cenone di Natale 2020, coprifuoco e ritorno a casa dopo le 22: cosa c'è da sapere per evitare la multa

Nella sera del 24 dicembre, vigilia di Natale, è possibile andare a casa degli amici per il Cenone ma c'è bisogno dell'autodichiarazione ed è necessario rispettare il coprifuoco: ecco come compilarla e quali motivi indicare per giustificare lo spostamento

Con l'Italia in zona rossa da oggi giovedì 24 dicembre e le deroghe per la visita ad amici e parenti il governo ha di fatto consentito ai cittadini il pranzo di Natale 2020 ma anche il Cenone e il Veglione di Capodanno. Ma chi ha deciso di uscire la sera della Vigilia potrà tornare a casa - con autocertificazione - soltanto dopo le 5 del mattino: il pernottamento a casa dell'amico è possibile ma non si potrà tornare a casa dopo le 22.

Autocertificazione, cenone di Natale 2020, coprifuoco e ritorno a casa dopo le 22 

Il governo ha infatti chiarito in una faq pubblicata sul sito di Palazzo Chigi che il rientro a casa "dopo essere andati a trovare amici o parenti deve sempre avvenire tra le 5.00 e le 22.00 (il 1° gennaio 2021 tra le 7.00 e le 22.00), sia nei giorni “rossi” che in quelli “arancioni”. I motivi che giustificano gli spostamenti tra le 22.00 e le 5.00 restano esclusivamente quelli di lavoro, necessità o salute". L'autocertificazione valida è quella pubblicata sul sito del ministero dell'Interno e che porta ancora la data di ottobre 2020, quella dell'ultimo aggiornamento. In essa va indicato che lo spostamento è determinato da:

  • comprovate esigenze lavorative;
  • motivi di salute;
  • altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio;

Proprio quest'ultimo punto è quello da barrare nell'autocertificazione, aggiungendo nelle righe successive l'indirizzo di partenza e quello di destinazione ma, per motivi di privacy, non il nome della persona che si va a visitare. Quali sono le deroghe introdotte dal decreto legge 18 dicembre n. 172?

  • c'è una deroga che riguarda gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore ai 5mila abitanti, i cui residenti possono spostarsi per una distanza non superiore ai 30 chilometri rispetto ai confini. Non si può andare però nei capoluoghi di provincia;
  • c'è poi un'altra deroga che invece riguarda tutti i cittadini: è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata, ubicata nella medesima regione, una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05 e le ore 22.00 e nei limiti di due persone. Non vengono ricompresi, in tale limite numerico, i minori di 14 anni sui quali le persone interessate allo spostamento esercitino la potestà genitoriale e le persone disabili o non autosufficienti con esse conviventi;
  • a questo si aggiunge, come deciso dal decreto legge n. 158 2 dicembre, che il ritorno a casa è sempre consentito a qualsiasi ora del giorno e della notte e che per "casa" si intende la residenza, il domicilio o l'abitazione. Il Viminale ha precisato che se si utilizza una delle tre precedenti deroghe "la relativa ragione giustificativa potrà essere addotta tramite ricorso alla consueta modulistica di autodichiarazione, nella parte in cui si fa riferimento a "motivi ammessi dalle vigenti normative". 

Come compilare l'autocertificazione per uscire il 24 dicembre 

Sul sito del governo si spiega che sarà possibile nei giorni festivi e prefestivi (24, 25, 26, 27 e 31 dicembre e 1°, 2, 3, 5 e 6 gennaio) una sola volta al giorno, spostarsi per fare visita a parenti o amici, anche verso altri Comuni, ma sempre e solo all’interno della stessa Regione, tra le 5 e le 22 e nel limite massimo di due persone. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono; Il governo ha così autorizzato esplicitamente: 

  • il pranzo di Natale, perché rientra nei limiti temporali del coprifuoco;
  • il pranzo del primo dell'anno, per lo stesso motivo.

Ma, e questa è la novità, non essendo esplicitamente vietati sono consentiti anche il Cenone di Natale e il Veglione di Capodanno con due ospiti più gli under 14 e i non autosufficienti. Ma in due modi: 

  • il primo è il più semplice: si possono anticipare gli orari delle cene in modo da rispettare il coprifuoco; 
  • il secondo è quello di rimanere a casa dell'amico fino alle 5 del mattino del 25 dicembre (o alle 7 del mattino del primo gennaio)

Fabio Ciciliano, 48 anni, dirigente medico della polizia e membro del Comitato Tecnico Scientifico, di cui è segretario, in una serie di dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa al Corriere della Sera ha spiegato che l'espediente del pernottamento è valido: "Sì, ogni giorno si può effettuare soltanto una visita e si può rimanere anche a dormire. L’uscita per il ritorno a casa è consentita dalle 5 alle 22 tutti i giorni e il 1° gennaio 2021 dalle 7 alle 22". Non sarà però possibile tornare a casa dopo le 22 ma prima delle 5 del mattino. Se lo si fa, si rischia una multa da 400 a mille euro, come previsto dal decreto.

C'è poi da ricordare che anche la precisazione sulle seconde case che è sempre possibile raggiungere fornita il 19 dicembre scorso da Palazzo Chigi fornisce un'ulteriore scappatoia per organizzare cenoni e veglioni: "È stato necessario trovare un compromesso tra necessità di limitare la circolazione delle persone per evitare la diffusione del virus e l’esigenza di garantire comunque una minima socialità per le famiglie, soprattutto per consentire ai nonni di non rimanere soli durante il periodo natalizio", ha spiegato Ciciliano. 

Infine, i fedeli si potranno recare a messa sia nei giorni rossi che in quelli arancioni purché muniti di autocertificazione. Nei giorni rossi si dovranno scegliere chiese vicine alla propria residenza, negli arancioni i fedeli potranno raggiungere qualsiasi luogo sacro sito nel Comune di residenza, domicilio o abitazione. Se esso ha una popolazione non superiore a 5.000 abitanti è possibile recarsi in chiese situate in altri Comuni che non siano capoluoghi di provincia e distanti non oltre i 30 km.

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