Domenica, 28 Febbraio 2021

Il pranzo di Natale con autocertificazione ma senza nomi e le altre strane regole del Decreto Natale 2020

Nei giorni della zona rossa e arancione dal 24 al 6 dicembre per uscire di casa sarà necessaria l'autodichiarazione con l'indirizzo di destinazione ma senza dire da chi si sta andando. I Cenoni e i Veglioni non sono autorizzati ma possibili. E le famiglie con figli grandi sono nei guai

Dal 24 dicembre al 6 gennaio, quando entrerà in vigore il decreto legge 18 dicembre n. 172, servirà sempre l'autocertificazione per spostarsi nei giorni in cui sarà in vigore la zona rossa mentre nella zona arancione sarà necessaria soltanto se ci si deve spostare al di fuori del proprio comune (o della propria regione) o muoversi durante le ore del coprifuoco. Ma il combinato disposto delle regole della zona rossa e delle deroghe per due persone più gli eventuali under 18 significa che anche per uscire di casa per andare a trovare i parenti o per il pranzo di Natale con gli amici sarà necessaria l'autocertificazione. 

Il pranzo di Natale con l'autocertificazione ma senza nomi e le altre strane regole del Decreto Natale 2020

C'è un però: nel modulo autodichiarazione che è possibile scaricare dal sito del ministero dell'Interno non sarà necessario indicare la persona o la famiglia che ospita chi si sta spostando e quindi lo deve compilare. Ma si dovrà però indicare l'indirizzo di partenza e quello di arrivo. Tutto questo è necessario in base alla deroga per familiari e amici inserita nel decreto, che permette anche nei giorni 24, 25, 26 e 27 dicembre, 31 e 1, 2, 3 gennaio e 5 e 6 di uscire di casa per andare in visita a un parente o un amico in compagnia di un'altra persona (e nel computo totale non vengono conteggiati i minori di 14 anni e i disabili). 

Per muoversi sia a piedi che in automobile nei giorni in cui è stata proclamata la zona rossa bisognerà sempre giustificare lo spostamento. E quindi anche il pranzo di Natale che, seguendo la lettera delle regole, è possibile organizzare, sarà con l'autocertificazione. E una delle "curiosità" del combinato disposto delle nuove regole è, appunto, che non si dovrà indicare il nome della persona o della famiglia che ci ospiterà per la legge sulla privacy, ma per permettere eventuali controlli ex post alle forze dell'ordine bisognerà scrivere l'indirizzo di destinazione. Che, se si va ospiti in una villetta unifamiliare, coinciderà con il nome della persona che ci ospiterà. Se invece sarà quello di un grattacielo renderà piuttosto difficile alla polizia controllare qualsiasi cosa. 

Non solo. La lettera della legge dice che i familiari che si possono portare con sé ma soltanto se sono al di sotto dei 14 anni o disabili. Questo significa che una famiglia con due figli di cui uno 13enne e l'altro 15enne potrà andare al pranzo di Natale dai nonni ma dovrà lasciare il 15enne (o uno dei due genitori) a casa. Oppure, semplicemente, che ci si organizzerà uscendo con due automobili o due mezzi di trasporto diversi per raggiungere la stessa destinazione. Ma se i figli sono tre e soltanto uno ha meno di quattordici anni sarà molto difficile trovare una scappatoia. 

La nuova autocertificazione sarà praticamente identica a quella che accompagnava il Dpcm del 3 dicembre, salvo l'esclusione nel testo della regione in cui ci si sta dirigendo perché proibito dalla nuova norma. Confermate le sanzioni per eventuali violazioni, che potranno essere contestate anche nei giorni successivi al controllo. Nei giorni considerati arancioni chi risiede in un comune con meno di 5.000 abitanti potrà spostarsi anche nei comuni vicini, entro un raggio di 30 chilometri. Una norma, però, per la quale sono previste le stesse deroghe spiegate nel decreto, ossia spostarsi all'interno della propria regione per andare a trovare parenti o amici una volta al giorno. Il nuovo provvedimento messo a punto da palazzo Chigi, dunque, si rivela molto meno stringente di quanto paventato alla vigilia, seppur confermando il coprifuoco dalle 22 alle 5, esteso alle 7 il primo gennaio. 

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Il Cenone e il Veglione non sono autorizzati ma sono possibili

Ma Cenone della vigilia di Natale e Veglione di Capodanno sono autorizzati? In teoria nelle ore in cui di solito si cena è in vigore il coprifuoco, che scatta alle 22. Quindi per rispettare alla lettera le disposizioni del DL sarebbe necessario cominciare e finire in anticipo per poter tornare a casa entro quell'ora. Ma bisogna considerare altri due fattori. Il primo è che i controlli nelle case non sono possibili perché il domicilio è inviolabile, a meno che le forze dell'ordine non abbiano il fondato sospetto che nell'abitazione si stia commettendo un reato. Quindi se non si fanno schiamazzi, come si suol dire, nessuno potrà venire a controllare.

In secondo luogo va segnalato che rimane in vigore la norma che prevede che il ritorno a casa sia sempre possibile a qualsiasi ora (giustificandolo). Ma il governo ha specificato che questo non è possibile. Se non si vuole in ogni caso rischiare di violare il coprifuoco si potrà allora semplicemente arrivare a casa dell'amico o del parente prima delle 22 e lì attendere le 5 del mattino (o le 7 il primo gennaio) per tornare a casa. 

EDIT 24 DICEMBRE ORE 15,59il governo ha aggiunto una Faq nel sito di Palazzo Chigi per spiegare che il coprifuoco va rispettato 

Se si va a casa di parenti o amici, nel rispetto dei limiti e degli orari previsti dalla normativa, si deve comunque rispettare il cosiddetto “coprifuoco”? O si può rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione in qualsiasi momento?

  1. Il rientro a casa dopo essere andati a trovare amici o parenti deve sempre avvenire tra le 5.00 e le 22.00 (il 1° gennaio 2021 tra le 7.00 e le 22.00), sia nei giorni “rossi” che in quelli “arancioni”. I motivi che giustificano gli spostamenti tra le 22.00 e le 5.00 restano esclusivamente quelli di lavoro, necessità o salute.

Ci sono però molte raccomandazioni che è bene seguire per il Cenone, il Veglione e ovviamente anche per il pranzo di Natale e quello di Capodanno. La prima è quella di restringere il desco ai conviventi, anche se c'è la deroga del governo che permette di violarla. La seconda è quella di indossare le mascherine se ci si trova in casa con non conviventi togliendola solo quando si mangia. È necessario poi rispettare il distanziamento sociale sia quando non si sta a tavola, sia durante i pasti. Si consiglia poi di aerare più volte gli ambienti e di lavarsi frequentemente le mani. Sono sconsigliati i buffet, in ogni caso bisogna evitare che ci sia l’utilizzo delle stesse posate da parte degli ospiti. Lo stesso vale per piatti e bicchieri che devono essere esclusivi per ogni ospite. Potrebbe essere utile anche separare i tavoli tra bambini ed anziani. 

I diveti aggirabili e le scappatoie del Decreto Legge 18 dicembre n. 172

Il Messaggero oggi elenca anche altri modi per aggirare i divieti e le scappatoie del Decreto Legge 18 dicembre n. 172. Per esempio se gli spostamenti sono consentiti verso una sola abitazione privata la si può raggiungere con automobili diverse ma con due soli occupanti: così non si rischia più o meno nulla (a patto che si trovino nella stessa regione). Il testo del Decreto Legge è infatti chiaro

Durante i giorni compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 e' altresi' consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata, ubicata nella medesima regione, una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05,00 e le ore 22,00, e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi gia' conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potesta' genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi.

E per quanto riguarda i controlli va ricordato che lo stesso Conte ha escluso quelli nelle abitazioni private: "Un sistema liberal-democratico non manda la Polizia in casa, a meno che non ci sia una flagranza di reato - ha spiegato Conte in diretta rispondendo alle domande dei giornalisti sul decreto - noi non entriamo nelle case degli italiani, è un decreto concepito come forte limite alla circolazione. Si esce con l’autocertificazione". E quindi, spiega il quotidiano, come si può verificare che io vada prima da qualcuno e poi da qualcun altro se durante il primo tragitto non sono stato fermato (e quindi non sono stato costretto a indicare l'indirizzo di destinazione)? È evidente quindi che più che i controlli "l’appello sia rivolto alla responsabilità dei cittadini", dice al Messaggero il virologo dell’Università degli studi di Milano Fabrizio Pregliasco, "d’altronde non c’è un manuale che potesse permettere una precisa definizione delle singole misure". E ancora, aggiunge Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, "sappiamo come sono difficili da gestire le concessioni, ma bisognava trovare un equilibrio che per quanto precario fosse anche giusto. Serve responsabilità".

Autocertificazione Natale 2020: come si compila

Va segnalato che l'autocertificazione servirà anche per andare a messa. Rispondendo ieri alle richieste di chiarimento dei colleghi giornalisti legate al Decreto-Legge del 18 dicembre 2020, il Direttore dell'Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana, Vincenzo Corrado, ha dichiarayo quanto segue: "Il Decreto-Legge n. 172, contenente ulteriori disposizioni urgenti per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del virus COVID-19, introduce - come ormai noto - alcune limitazioni agli spostamenti durante il periodo natalizio, dal 24 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021. Nei giorni 24, 25, 26, 27, 31 dicembre 2020 e 1, 2, 3, 5, 6 gennaio 2021 si applicano le misure previste per le cosiddette "zone rosse", elencate all'art. 3 del DPCM dello scorso 3 dicembre. Nei giorni 28, 29, 30 dicembre 2020 e il 4 gennaio 2021 si applicano, invece, le misure previste per le cosiddette "zone arancioni", elencate all'art. 2 del Dpcm dello scorso 3 dicembre". 

Autocertificazione e pernottamento: le scappatoie per il pranzo di Natale, il Cenone e il Veglione di Capodanno

La Segreteria Generale della Cei ricorda quanto indicato dal Consiglio Episcopale Permanente nel comunicato finale della sessione straordinaria del 1° dicembre: "Sarà cura dei Vescovi suggerire ai parroci di 'orientare' i fedeli a una presenza ben distribuita, ricordando la ricchezza della liturgia per il Natale che offre diverse possibilità: Messa vespertina nella vigilia, nella notte, dell'aurora e del giorno. Per la Messa nella notte sarà necessario prevedere l'inizio e la durata della celebrazione in un orario compatibile con il cosiddetto 'coprifuoco'", cioè entro le 22. Nell’autocertificazione, il firmatario deve dichiarare che il proprio spostamento è determinato da: 

  • esigenze di lavoro; 
  • motivi di salute; 
  • altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio;

Sarà inoltre necessario indicare nel modulo di autocertificazione: il proprio abituale domicilio, un contatto telefonico valido, di non essere sottoposti alla misura della quarantena ovvero di non essere risultato positivo al Covid-19 (fatti salvi gli spostamenti disposti dalle Autorità sanitarie), di essere "consapevole delle conseguenze penali previste in caso di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale" regolate dall'articolo 495 del Codice di procedura penale. Cosa rischia chi non è in regola? In primo luogo una multa da 400 a mille euro, come previsto dal decreto.

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