Giovedì, 26 Novembre 2020

Azzolina non si arrende, la lettera a De Luca: "Riapra le scuole in Campania"

La ministra in pressing anche sul governatore Fontana: "Trovi altre soluzioni". Ma l'infettivologo Massimo Galli la gela: "La teoria che le scuole non c'entrano coi contagi non sta in piedi"

Lucia Azzolina

Dopo aver scritto al governatore della Lombardia, oggi la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina ha inviato una lettera anche a Vincenzo De Luca, presidente della regione Campania, chiedendogli di riaprire le scuole elementari e medie  attualmente chiuse per decreto regionale fino al 30 ottobre. Nella lettera la ministra ha ribadito la procedura da adottare nel caso di aumenti di contagi, come descritto nel Dpcm firmato da Conte il 18 ottobre. Le scuole primarie e dell'infanzia devono continuare la didattica in presenza, mentre per quelle secondarie di secondo grado si può fare ricorso alla didattica a distanza ma solo in maniera integrata rispetto a quella in presenza, che deve essere comunque garantita se pur con estensioni orarie.  

"Un adeguato scambio informativo e una previa analisi accurata, comune, dei differenti contesti territoriali consentono sia al Governo, sia alle Regioni di agire sinergicamente e in maniera puntuale ed efficace rispetto alle criticità che via via si determinano. Il ministero dell'istruzione ha sempre offerto e continuerà ad offrire tutto il supporto necessario per il prosieguo della gestione emergenziale", scrive la ministra.

Azzolina ha inoltre sottolineato che "vanno garantite le necessarie tutele per assicurare il diritto allo studio degli alunni e le alunne con disabilità, con disturbi specifici per l'apprendimento e con altri bisogni educativi speciali". 

Azzolina a Fontana: "Trovi altre soluzioni"

Analoga richiesta è stata inviata anche al governatore della Lombardia Attilio Fontana dopo l'ordinanza che prevede la didattica a distanza per gli studenti delle scuole superiori a partire da lunedì prossimo."In una fase così complessa per la Nazione - scrive Azzolina -, desidero invitarla a lavorare insieme a tutte le istituzioni coinvolte, per trovare soluzioni differenti da quella adottata, nel rispetto del diritto alla salute dei cittadini e del diritto allo studio dei nostri studenti e delle nostre studentesse".  

Ma tenere le scuole aperte è sicuro? Secondo il Ministero dell'Istruzione comunica che, alla data del 10 ottobre, gli studenti contagiati sono pari allo 0,080% (5.793 casi di positività), per il personale docente la percentuale è dello 0,133% del totale (1.020 casi), per il personale non docente si parla dello 0,139% (283 casi).

Quanti sono davvero i contagi a scuola?

Ma le scuole incidono o no sull'impennata dei contagi? I dati riportati dal ministro dell'Istruzione indicano che fino al 10 ottobre risultavano contagiati 5.793 studenti, ossia lo 0,08 per cento del totale, e 1024 docenti. Secondo Azzolina, "i numeri e le analisi dell'Istituto Superiore di Sanità ci confermano che i contagi non avvengono dentro le scuole" e tuttavia, come fa notare il quotidiano "Domani" lo 0,08 è comunque una percentuale superiore rispetto a quella della popolazione nazionale che alla stessa data era dello 0,05%.

Galli: "Il boom di contagi? C'entra anche la scuola"

Secondo uno studio condotto tra il 10 e il 20 ottobre. dal Comune di Napoli in collaborazione con l'Università Luigi Vanvitelli, i contagi tra i giovani sotto i 20 anni stanno crescendo. Un dato che si ritiene ''possa essere attribuito all'apertura delle scuole, delle Università e in generale delle attività sociali''. E che le scuole siano diventate parte del problema lo dice anche Massimo Galli, infettivologo del Sacco di Milano: "Si è voluto in tutti i modi dire che le scuole non c'entrano con l'aumento dei contagi. Però questo non sta in piedi. Le scuole c'entrano. Poi, certo, c'entra anche il fatto che i ragazzi si ritrovano prima e dopo la scuola, sul trasporto pubblico e nella socialità extrascolastica".

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