Sabato, 16 Ottobre 2021
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Bambini dimenticati in auto, parla la psicologa: "Lo stress sta dilagando e altera i ricordi"

“Avendo anticipato un'azione futura nella nostra mente, registriamo quell'evento abituale come accaduto. Per noi quindi è realmente avvenuto”, spiega la dottoressa Paola Vinciguerra, secondo cui lo stress “per motivi economici e anche sociali” ormai “sta dilagando”

Il caso della morte del bimbo di due anni di Catania, dimenticato in auto per ore dal papà convinto di averlo accompagnato all'asilo, ha riaperto il dibattito su un tema molto sentito, sottolineando le connessioni che queste tragedie hanno con lo stress della vita quotidiana. 

"Lo stress che sta dilagando, per motivi economici e anche sociali, provoca nelle persone un altissimo livello di sovraffaticamento. Il cervello, in una situazione di continuo allarme e continuo stimolo a fare, perde il contatto con il 'qui e ora'. E' anche per questo che si pensa di avere lasciato un bambino a scuola come sempre, e non si ha la percezione di non averlo fatto: avendo anticipato un'azione futura nella nostra mente, registriamo quell'evento abituale come accaduto. Per noi quindi è realmente avvenuto", spiega ad esempio Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente Eurodap-Associazione europea disturbi attacchi di panico.

Bambini dimenticati in auto e stress: il parere della psicologa

"Lo stress - osserva la psicoterapeuta - è una condizione che, se non viene accompagnata da momenti di defaticamento, produce un'alterazione chimica in tutto il nostro corpo, determinando depressione ansia e anche malattie fisiche. E questo caso, purtroppo, non è il primo del genere".

"Due anni fa - ricorda Vinciguerra - un papà ha lasciato il figlio in macchina dimenticando di accompagnarlo all'asilo perché in quel momento il suo cervello era spostato sulla riunione che doveva affrontare in ufficio. La sensazione di avere fatto automaticamente l'azione gli ha dato la percezione di averla fatta realmente. Questo è quello che può accadere per una falsa percezione di azioni compiute perché preventivate - conclude l'esperta - perché il cervello si sposta dal presente a ciò che c'è da fare immediatamente dopo".

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