Martedì, 19 Ottobre 2021
La storia / Firenze

Il bambino con coronavirus e "Pims" in rianimazione a 12 anni

Il piccolo è stato salvato grazie al lavoro di un'equipe multidisciplinare dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze

Ha rischiato la vita per le complicanze determinate dall'infezione da coronavirus ma è stato salvato grazie al lavoro di un'equipe multidisciplinare dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Ora, dopo quattordici giorni trascorsi in rianimazione e una degenza nel reparto di pediatria, un bambino di 12 anni ha potuto fare ritorno a casa, finalmente guarito. È la prima volta, dall’inizio dell’emergenza epidemiologia da covid, che il personale sanitario del Meyer di Firenze si trova a fronteggiare un caso di tale gravità: di solito, infatti, il virus colpisce in modo più lieve bambini e adolescenti.

Il bambino di 12 anni con coronavirus e "Pims" in rianimazione

Nel caso del dodicenne, invece, l’infezione ha scatenato un gravissimo quadro infiammatorio, che in termini tecnici è definito "Pims-Ts" (Pediatric inflammatory multi-system-toxic shock syndrome): una sindrome di infiammazione multi-sistemica correlata all’infezione da Sars-Cov-2 identificata nell’età pediatrica. Si tratta di una sindrome infiammatoria, provocata da una vera e propria tempesta di citochine, proteine che regolano la risposta immunitaria dell’organismo e che sono responsabili di una delle complicanze più temute di questa infezione. Una condizione del tutto imprevedibile e inaspettata, anche perché il paziente non soffriva di alcuna patologia pregressa.

Il ragazzino è arrivato all'ospedale pediatrico Meyer trasferito dal pronto soccorso di un altro ospedale: un quadro di shock con insufficienza renale ha convinto i medici che lo avevano in cura a disporre con urgenza il trasferimento presso la rianimazione dell'ospedale pediatrico fiorentino. Al Meyer è arrivato cosciente, ma l’aggravamento delle sue condizioni è stato improvviso e rapidissimo.

Le sue condizioni sono apparse subito gravissime, per la presenza di un’insufficienza multi-organo che ha compromesso prima la funzionalità dei reni, poi del sistema cardiocircolatorio, dei polmoni e dell’apparato gastroenterico. Il paziente, affidato alle cure degli operatori della Rianimazione, è stato intubato e supportato nelle sue funzioni vitali. Al lavoro, oltre agli specialisti delle cure intensive, un team multidisciplinare composto da infettivologi, reumatologi, cardiologi e nefrologi. Per giorni si è temuto il peggio, anche perché le condizioni del paziente non davano segni di miglioramento.

Come è stato curato il bambino al Meyer

Non è stato facile mettere a punto una terapia adeguata, anche per la mancanza di una casistica pediatrica sufficientemente ampia da fornire indicazioni univoche e sicure sulla cura da adottare. In questo senso si è rivelata utile l’appartenenza a network nazionali e internazionali e il confronto tra specialisti pediatrici, che con l’espandersi dell’epidemia hanno condiviso le loro conoscenze. Nel caso del bambino, è stato efficace l’utilizzo di un farmaco inibitore della Interleuchina-1, di solito usato in gravi patologie autoimmuni, insieme ad altre terapie anti-infiammatorie (immunoglobuline e cortisone).

I nuovi positivi sotto quota mille in Toscana

Nelle ultime 24 ore in Toscana i nuovi positivi trovati scendono sotto quota mille, come da molto tempo non accadeva. Ieri 1.323 nuovi positivi sono stati trovati con 10.551 tamponi molecolari e 1.182 test rapidi effettuati. Oggi, martedì 24 novembre, come detto i numeri si fermano sotto quota mille ed esattamente sono 962, con 11.813 tamponi molecolari e 3.245 test rapidi effettuati. Nelle scorse settimane si era arrivati a 17-18mila tamponi giornalieri.
 

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