Venerdì, 26 Febbraio 2021

Alla Campania servivano 450 medici ma si presentano solo in 165

Si chiude con un sonoro insuccesso il bando di emergenza per trovare gli specialisti da destinare alla Campania per la gestione dell'emergenza Covid. In particolare dei 150 medici indispensabili per le terapie intensive hanno risposto solo 27 rianimatori

Si è chiusa con un grave insuccesso la call di emergenza per trovare 450 medici da destinare alla Campania per la gestione dell'emergenza Covid. Il bando si è chiuso oggi a mezzogiorno e sono state solo 165 le domande di manifestazione d'interesse. Si tratta di 27 anestesisti, 20 infettivologi, 38 pneumologi, 80 medici di chirurgia. 

Il flop del bando per i medici per la Campania

"Ci si augura stavolta che non vi siano rinunce e che si possa così proseguire - spiega l'unità di crisi regionale - nel rispondere a una criticità segnalata da mesi, in particolare per quanto riguarda gli anestesisti". Sono ora in corso le istruttorie e le verifiche sulla base delle disponibilità comunicate.

Il bando era stato richiesto dalla Regione dopo le continue segnalazioni di una forte carenza di medici in Campania da destinare all'emergenza. La procedura riguardava 450 medici così suddivisi: 150 medici specializzati in anestesia e rianimazione (hanno risposto in 27); 100 medici specializzati in malattie infettive (20 le manifestazioni di interesse); 100 medici specializzati in malattie dell'apparato respiratorio (38); 100 medici specializzati in medicina e chirurgia d'accettazione e d'urgenza (80). 

Il compenso orario della prestazione è pari a 45,00 Euro lordi, per massimo 42 ore settimanali. Ai medici residenti fuori regione è riconosciuto un rimborso forfettario omnicomprensivo, pari ad euro 1.000,00 su base mensile, per il vitto, l’alloggio e il viaggio presso i comuni della Regione Campania.

I posti letto ci sono, mancano i medici

Come spiegavamo in un precendete articolo se le attrezzature e i posti letto sono di facile reperibilità, il sistema sanitario soffre per la carenza di personale. Secondo i dati pubblicati anche dal quotidiano britannico The Guardian dall'inizio della pandemia sono stati assunti solo 625 anestesisti e rianimatori in più. "I letti e i ventilatori sono aumentati, ma le cifre del personale sono rimaste praticamente le stesse" spiega Giovanni Leoni, vicepresidente dell'ordine dei medici italiano. “E quelli che sono lì hanno un carico di lavoro molto più pesante. Questo è il problema più grande in quanto non è facile trovare anestesisti o infermieri in grado di lavorare in terapia intensiva, poiché è una specializzazione di questo tipo "

"La forza lavoro, a differenza, non è acquistabile o formabile nel breve termine e la pressione in questo caso è diventata insostenibile". commenta Mario Riccio, primario di rianimazione a Casalmaggiore noto per essere stato l'anestesista di Piergiorgio Welby e consigliere dell'Associazione Luca Coscioni.

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