Martedì, 18 Maggio 2021
La stilettata

Matteo Bassetti attacca Speranza: "Sui vaccini abbiamo fatto il compitino, è mancato il coraggio"

Secondo l'infettivologo la decisione di ritardare la seconda dose di Pfizer e Moderna è stata presa con troppo ritardo. "I dati inglesi sono di un mese fa, non è possibile affrontare una pandemia con questi tempi. La comunità scientifica non è stata ascoltata"

A sinistra il ministro della Salute Roberto Speranza, a destra Matteo Bassetti

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha avuto poco coraggio e con la sua conferma non c'è stato il cambio di passo "che abbiamo visto in molti settori con il governo Draghi". A dirlo è Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova che non lesina qualche stilettata all'esponente di Leu e dell'esecutivo. "Dal punto di vista scientifico siamo stati poco proattivi, siamo stati alle regole - dice Bassetti -, abbiamo fatto il compitino e non abbiamo mai usato un po' di coraggio, un po' di creatività". Un esempio? "Il richiamo a 42 giorni per i vaccini di Pfizer e Moderna andava fatto subito" afferma l'infettivologo. "Mi dispiace passare per quello che critica sempre le scelte del ministro Speranza ma noi nella campagna vaccinale abbiamo avuto davvero pochissimo coraggio".

Matteo Bassetti: "I dati inglesi sulla seconda dose si conoscevano da un mese"

Bassetti ritiene dunque estremamente tardiva l'indicazione del Ministero della Salute di ritardare il richiamo dei preparati Pfizer e Moderna. "Gli inglesi lo hanno fatto e si poteva fare" sostiene Bassetti. "Abbiamo una comunità scientifica di altissimo livello che non è stata neanche ascoltata. Le decisione le ha prese il politburo dei dieci e basta, si è fatta poca condivisione scientifica nelle scelte. E comunque - sottolinea l'infettivologo - anche non avendo voluto aver coraggio, siamo arrivati comunque un mese dopo perché - ricorda - i dati inglesi sono di un mese fa, già un mese fa si sapeva che con una dose fatta a 42 giorni la vaccinazione funzionava lo stesso. Perché ci abbiamo messo un mese a recepirlo? Non è possibile affrontare una pandemia con questi tempi".

Bassetti non nasconde la sua irritazione. "C'è un dato del genere? Il giorno dopo devi dare disposizione alle regioni che le seconde dosi si fanno a 42 giorni, non puoi aspettare un mese. Bisogna essere più veloci perché è anche la velocità che determina la ripartenza", incalza. "Quindi per Pfizer e Moderna - dice ancora - seconda dose a 42 giorni e per AstraZeneca si abbia il coraggio di dire che chi ha paura non la faccia per niente la seconda dose perché gli inglesi hanno dimostrato che con una dose va bene lo stesso e poi semmai si farà il richiamo l'anno prossimo quando avremo altri vaccini che arriveranno".

Più in generale il problema è che "sulle vaccinazioni ci stiamo trincerando dietro a un aspetto pesantemente ideologico e sbagliato, che è quello del rimanere sempre dietro all'Europa" dice Bassetti. Quanto al costo delle singole dosi, che nel caso di Pfizer è in aumento per il biennio 2022-23. "i vaccini arriveranno a costare quello che già oggi costano nel mercato extraeuropeo, quindi la previsione è che nel 2022 pagheremo il vaccino di Pfizer 21 euro, esattamente quello che costa adesso sul mercato extra-Ue. Bisogna cercare di liberalizzare anche sui vaccini - spiega l'esperto -, dare la possibilità di comprarne di più dal mercato extraeuropeo e mettere in condizione una regione piuttosto che un'isola di comprarli attraverso lo Stato sul mercato extra-europeo". 

Bassetti attacca Speranza: "Nessun cambio di passo, non c'è stato coraggio"

Insomma, l'infettivologo è critico su tutta la linea. "Il cambio di passo che abbiamo visto in molti settori con il governo Draghi non l'ho visto con il ministro della Salute" rimarca. "Io ho trovato spesso una chiusura su certi temi e anche in questa fase è tutto lento e farraginoso. Se un cambio di passo vuol dire pensare ad una nuova figura o a nuove figure strategiche al ministero non dipende da me. Ma cambio di passo dovrà esserci anche nella sanità". E ancora: "Quello che abbiamo visto sulla logistica dei vaccini è stato una accelerazione ma è mancata la parte che deve venire dal ministro della Salute, anche di coraggio da parte di Speranza sulle vaccinazione". L'Italia - osserva Bassetti - si è messa alla ruota dell'Ema,  ma "non è stato riunito un comitato di saggi sulle vaccinazioni nonostante ci sia siano esperti italiani di primo livello. Infine si è ascoltato molto poco quello che è successo nelle Regioni".

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