Martedì, 28 Settembre 2021
Violetto Gorrasi

Opinioni

Violetto Gorrasi

Giornalista Today

Menomale che Silvio sui vaccini c'è

"A nessuno si può imporre il vaccino, ma chi decide di non vaccinarsi deve accettare le limitazioni che ne derivano". Di più: "Opporsi a vaccini e green pass non è libertà". E ancora: "È preoccupante che il Paese si stia dividendo nella più assurda delle polemiche, quella sui vaccini. Sono necessari senso di responsabilità, unità nazionale, nessuna strumentalizzazione politica. Altrimenti rischiamo di spegnere la luce che comincia a vedersi in fondo al tunnel". Non lo ha detto Andrea Crisanti. Non sono parole di Roberto Speranza.

Dopo le manifestazioni in tutta Italia contro il certificato che il governo Draghi ha reso obbligatorio dal prossimo 6 agosto per bar e ristoranti al chiuso, palestre, cinema, teatri, stadi e concerti, Silvio Berlusconi è intervenuto sul Corriere della Sera per parlare del momento difficile che l'Italia sta attraversando e ha preso una posizione netta, ficcante, sul tema dei vaccini. Non solo: il Cavaliere ha tirato le orecchie anche a chi nel centrodestra in questi mesi si è mostrato molto meno lucido e "scientifico" sull'argomento, per usare un eufemismo.

Per Berlusconi, che si definisce rattristato "dalle parole di chi fa dell'opposizione ai vaccini e al green pass, ma anche all'obbligo delle mascherine e del distanziamento, una questione di libertà", è "illogico dare una caratura ideologica o politica a una questione che è prettamente scientifica". "Non parlo solo del green pass, che è una misura di buon senso alla quale noi siamo assolutamente favorevoli così com'è, ma che - come ogni strumento - naturalmente può essere discusso e migliorabile come legittimamente chiedono i nostri alleati - scrive nella lettera pubblicata sul Corsera -. Parlo proprio del fatto che - se la grande maggioranza degli italiani è fortunatamente consapevole della necessità e dell'importanza del vaccino, non solo come mezzo di protezione individuale, ma come strumento per tutelare la collettività e il diritto degli altri a non essere contagiati - esiste però una minoranza non irrilevante e molto rumorosa che contesta tutto questo".

Berlusconi ha voluto marcare una distanza. La sferzata pungente ai due compagni di coalizione Salvini e Meloni è fin troppo chiara. Il partito del primo, pochi giorni fa, è entrato in Consiglio dei ministri urlando ai quattro venti "no al green pass", salvo poi uscirne sconfitto e imbarazzato. La seconda, che più volte ha citato la presunta "dittatura sanitaria" del governo, recentemente ha definito raggelante "l'idea di utilizzare il green pass per poter partecipare alla vita sociale, è l'ultimo passo verso la realizzazione di una società orwelliana. Una follia anticostituzionale che Fratelli d'Italia respinge con forza".

Per non parlare del vaccino. Meloni e Salvini hanno avuto la prima dose poche ore fa, ma nessuno dei due lo ha annunciato sui rispettivi profili social. In uno dei suoi ultimi "buongiornissimo amici", il leader della Lega ha timidamente "comunicato" l'avvenuta vaccinazione con un post su Instagram che lasciava appena intravedere un foglio con il Qr code e il logo di regione Lombardia accanto ad una tazzina di caffè. Nell'ansia bulimica della condivisione social, Salvini ha riservato più spazio e visibilità persino alle cozze italiane (mmm, quanto sono buone!). Forse conviene nascondersi per continuare a strizzare l'occhio ai no vax?

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