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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
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Beve lo spritz al lavoro e l'azienda lo licenzia: il giudice annulla tutto

Nulla da fare per il ripristino del rapporto del lavoratore, perché l’assunzione di alcolici è comunque vietata per il personale di pilotaggio

Beve lo spritz durante i turni di lavoro, l'azienda lo licenzia ma il giudice annulla il provvedimento e fa pagare gli arretrati (ma non la riassunzione) alla stessa. È la vicenda che riguarda un armatore di un’azienda di servizio di trasporto di persone di Fusina, in provincia di Venezia, che era stato licenziato nel giugno dell’anno scorso, senza però provare lo stato di ebbrezza. Elemento che ha portato il Giudice del Lavoro di Venezia a riconoscere l’illegittimità del licenziamento e a condannare l’azienda al risarcimento di sei mensilità. Nulla da fare per il ripristino del rapporto del lavoratore, perché l’assunzione di alcolici è comunque vietata per il personale di pilotaggio. 

È stato il contratto del lavoratore ha giocato a favore dell'armatore. "L'impresa - scrive il giudice - non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore senza avergli preventivamente contestato per iscritto l'addebito e senza averlo sentito a sua discolpa. Dunque né la legge né il contratto - continua il tribunale - prevedono alcuna sanzione" per il caso in cui il comandante beva "ma senza trovarsi in stato di ubriachezza".

Il caso dell'armatore e del suo vizio era stato reso noto dopo che diversi colleghi hanno lamentano che l’armatore si presentava in turno in "stato di alterazione alcolica", fotografando persino il pilota recarsi al bar quando era durante il proprio turno.

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