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Domenica, 27 Novembre 2022
Caro energia

Bollette scadute, distacchi e i "risparmi" col mercato libero: facciamo chiarezza

Marco Vignola dell'Unione Nazionale Consumatori a Today propone un semplice esperimento per capire a quanto ammonta il risparmio

In un periodo caratterizzato dal rincaro record delle bollette "il consiglio che darei è di guardare alle offerte sul mercato libero che offre tariffe inferiori rispetto al mercato tutelato". Lo ha detto il presidente dell'Enel, Michele Crisostomo, intervenendo al Made in Italy Summit. Una affermazione che tuttavia ha trovato la levata di scudi da parte di utenti e associazioni dei consumatori. Marco Vignola dell'Unione Nazionale Consumatori a Today propone un semplice esperimento: "Provate ad andare sul sito ufficiale dell'autorità di regolamentazione dell'energia, ilportaleofferte.it e testate voi stessi".

Il risultato -inserendo un consumo medio di una famigila pari a 2700 chilowattora all'anno- è esemplificativo: le offerte portano ad un risparmio compreso in una forbice massima di 90 euro l'anno e in media inferiore ai 50 euro. "Il mercato libero è una presa in giro -sottolinea Vignola- sopratutto ora che è quasi impossibile trovare offerte a prezzo bloccato che -data la volatilità del mercato- costituirebbe un azzardo per la selva di aziende che si propongono come intermediari spesso aggiungendo servizi aggiuntivi per giustificare il ricarico del prezzo".

"Uscite come quella di Crisostomo - rincara Vignola - sottolineano un falso problema: con questi prezzi non c'è differenza tra mercato libero e tutelato semplicemente perché il mercato non è in grado di dare delle risposte che invece possono venire solo dallo Stato. L'unica "arma" dei consumatori contro il caro energia è il risparmio aspettando che si cambino le politiche di approvigionamento".

Anche per questo motivo rischia di slittare la fine del cosiddetto "mercato tutelato" fissata dalle attuali norme al 1° gennaio 2023 per il gas e al 10 gennaio 2024 per la luce: oltre 7 milioni di utenti, più del 36% del totale, ancora non sono pronti alle liberalizzazioni e resistono nel mercato tutelato con i prezzi gestiti da Arera. Sarà il prossimo governo a decidere cosa fare mentre sempre più cittadini e imprese segnalano provvedimenti di distacco presi sopratutto dai piccoli operatori a fronte di bollette non pagate. 

"Basta anche una bolletta non pagata per arrivare al distacco" avverte Vignola mettendo però l'accento su quelle che sono le tutele di legge della messa in mora. Come si evince dal regolamento dell'autorità di riferimento del mercato energetico le forniture di gas e luce non possono essere disconnesse senza preavviso. "In caso di pagamenti ritardati, sul mercato tutelato il fornitore può chiedere un interesse di mora (al tasso Bce, 1,25% oggi) maggiorato del 3,5%. La “messa in mora” arriva nei casi più gravi, via posta raccomandata o posta elettronica certificata (pec): indica un termine ultimo, una data precisa, per versare il dovuto e uno, differente, di sospensione della fornitura. Il distacco effettivo non può essere eseguito mai in ogni caso prima di 3 giorni lavorativi dal termine ultimo per il pagamento e 40 giorni (solari) dalla notifica della costituzione in mora". Inoltre per il mercato elettrico inoltre il gestore può ridurre del 15% la potenza disponibile.

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