Giovedì, 28 Gennaio 2021
Le ultime notizie sulla pandemia in Italia

Coronavirus, il bollettino di oggi martedì 10 novembre: 580 morti e 35.098 nuovi contagi, i casi Covid regione per regione

Gli aggiornamenti sull'emergenza coronavirus in Italia nel bollettino del ministero della Salute di oggi martedì 10 novembre 2020. I nuovi casi, i decessi e i numeri dei ricoveri in terapia intensiva: aggiornamenti in diretta dalle regioni

L'ultimo bollettino coronavirus di oggi 10 novembre 2020

Coronavirus, il nuovo bollettino coronavirus del Ministero della Salute di oggi martedì 10 novembre 2020 conferma il preoccupante trend in costante aumento del numero dei nuovi casi di positività al Sars-Cov-2 che oggi ha portato il numero dei pazienti Covid a oltre quota 590mila attualmente positivi. Oggi si registrano 35.098 contagi e, purtroppo 580 morti. Quanto alla pressione sugli ospedali si registrano 2.971 persone in terapia intensiva (+122) e 28.633 persone ricoverate in reparto (+997). Record di casi in Lombardia che sfonda quota 10mila nuovi casi in 24 ore.

L'ultimo bollettino coronavirus pubblicato ieri lunedì 9 novembre si registravano meno casi, 25.271 casi sulla base di 147.725 tamponi, ma ben 356 i morti (99 in Lombardia, 49 in Piemonte, 33 in Toscana). Quanto ai ricoveri si registrava un aumento di 189 posti letto occupati in Lombardia, 173 in Piemonte, 132 in Campania, 109 in Veneto, con un aumento della pressione sulle terapie intensive in Lombardia (+20), Liguria (+11), Veneto, Sicilia e Emilia Romagna (+10).

Coronavirus, il bollettino di oggi martedì 10 novembre 2020??

  • Nuovi casi: 35.098 (ieri 25.271)
  • Casi testati: 129.814 (ieri 88.701)
  • Tamponi (diagnostici e di controllo): 217.758 (ieri 147.725?)
  • Attualmente positivi: 590.110 (ieri 573.334)
  • Ricoverati: 28.633, +997 (ieri 27.636 +1.196?) 
  • Ricoverati in Terapia Intensiva: 2.971, +122 (ieri 2.849, +100?)
  • Totale casi positivi: 995.463 (ieri 960.373?)
  • Deceduti: 42.330, +580 (ieri 41.750, con un aumento di 356? morti in 24 ore)
  • Totale Dimessi/Guariti: 363.023 (ieri 345.289)

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Il bollettino coronavirus di oggi 10 novembre 2020 (Pdf)

bollettino coronavirus oggi 10 novembre 2020-6

Quanto alle evidenze regionali oggi si registrano

  • Lombardia: 276.486 casi totali (135.505 attualmente positivi) (10.955 nuovi)
  • Piemonte: 104.314 (58.835) (3.659)
  • Campania: 92.755 (74.228) (2.716)
  • Veneto: 84.255 (50.250) (2.763)
  • Emilia-Romagna: 75.855 (41.780) (2.430)
  • Lazio: 70.575 (55.589) (2.608)
  • Toscana: 67.413 (46.314) (2.223)
  • Liguria: 38.140 (13.336) (1.172)
  • Sicilia: 33.495 (22.832) (1.201)
  • Puglia: 27.676 (18.886) (1.245)
  • Marche: 19.555 (10.889) (504)
  • Abruzzo: 15.888 (10.428) (746)
  • Umbria: 15.738 (10.140) (485)
  • Friuli Venezia Giulia: 15.530 (7.841) (482)
  • P.A. Bolzano: 14.084 (8.663) (375)
  • Sardegna: 13.077 (8.960) (489)
  • P.A. Trento: 11.386 (2.809) (243)
  • Calabria: 8.317 (5.847) (409)
  • Valle d'Aosta: 4.463 (2.299) (127)
  • Basilicata: 3.879 (2.987) (224)
  • Molise: 2.582 (1.692) (42)

Quanto alle province più colpite spiccano i dati di: Milano (3336 nuovi), Varese (3081), Como (1356) e Monza (860), Roma (2168), Napoli (2314), Torino (2006), Caserta (723), Genova (714), ?Verona (600), Modena (621), Cuneo (600).

I focolai di coronavirus: i dati regione per regione

In attesa di conoscere intorno alle 17:00 i numeri del bollettino coronavirus comunicati dal Ministero della Salute, vediamo gli aggiornamenti in diretta dalle singole regioni iniziando dalle situazioni più calde.

Le zone rosse:

Le zone arancioni:

++ sezione aggiornata alle ore 18:16, clicca qui per aggiornare la pagina ++

Qui di seguito le altre regioni.

curva coronavirus oggi 10 novembre 2020-2

Benché ancora zone gialle, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto - alla luce dei dati - sarebbero in uno scenario di tipo 4 e dall'Istituto Superiore di Sanità è arrivata l'indicazione di anticipare le misure restrittive.

  • Friuli Venezia Giulia: si registrano 482 nuovi casi su 6.438 test e 20 decessi. Salgono a 47 i pazienti in cura in terapia intensiva (+1) e a 336 i ricoverati in altri reparti (+17).  
  • Veneto: pesante il bilancio delle vittime, sono infatti 48 i morti in più rispetto a ieri. Tornano a salire, dopo l'apparente frenata del fine settimana, anche i nuovi positivi, 2.763 nelle ultime 24 ore. Negli ospedali sono ricoverati 1.0700 pazienti Covid,116 in più da ieri, mentre nelle terapie intensive si è saliti a 210 ricoverati, 7 in più da ieri.
  • Emilia Romagna: si contano 2.430 casi su 22.539 tamponi e 21 decessi. Il dato comprende anche un centinaio di casi di Ferrara non conteggiati ieri per un problema informatico. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 215 (+11 rispetto a ieri), 2.020 quelli in altri reparti Covid (+81). I casi attivi oggi sono 41.780, di questi, le persone in isolamento a casa sono complessivamente 39.545 (+2.065 rispetto a ieri). I 21 nuovi decessi sono nove in provincia di Modena, e precisamente una donna di 87 anni e otto uomini (63, 78, 79, 80, 82, 89 e due 87enni). Cinque i decessi tra Parma città e provincia (una donna di 80 anni e quattro uomini, di cui due 74enni e gli altri di 87 e 90 anni); tre in provincia di Piacenza (una donna di 92 anni e due uomini, rispettivamente di 78 e 90 anni); due in quella di Ferrara (una donna e un uomo, rispettivamente di 95 e 82 anni), uno a Bologna nell'imolese (una donna di 93 anni) e uno in provincia di Forli'-Cesena (Cesenatico, una donna di 89 anni). La situazione dei contagi nelle province: a Modena la situazione più complessa con 638 nuovi casi, prima di Bologna (284), Reggio Emilia (282), Ferrara (229, di cui 100 riferiti al giorno precedente), Rimini (212).
  • Campania: si registrano 2.716 nuovi casi su 14.290 test. 18 i morti, 790 i guariti. Quanto agli ospedali risultano occupati 193 posti in terapia intensiva (+2) su 590 attivabili, e 2061 in reparto (+112) su 3160 disponibili.

Le zone gialle:

  • Trentino: sei morti e 243 nuovi casi positivi a fronte di 2.388 tamponi analizzati. Salgono gli accessi nei reparti ospedalieri: i pazienti ricoverati sono al momento 318, di cui 28 in rianimazione. Un quarto circa dei nuovi contagiati ha più di 70 anni. I deceduti avevano tutti un'età superiore agli 80 anni: i decessi si sono verificati uno in una Rsa, tre all'ospedale di Trento e altri due in quello di Rovereto.
  • Marche: su 1.425 casi testati sono 504 i soggetti risultati positivi. Il maggior numero di positivi nella provincia di Ascoli Piceno, 141, seguita da quella di Macerata con 134, quella di Ancona con 102, 70 nella provincia di Pesaro-Urbino, 40 nella provincia di Fermo. Sono diventati 600 i pazienti 'Covid-19' complessivamente ricoverati negli ospedali, 10 in più nelle ultime 24 ore, e tra questi 75 (erano 71) sono assistiti nei reparti di terapia intensiva. 
  • Lazio: si registrano 2.608 nuovi casi e 36 decessi, si contano 2.785 ricoverati (+24) e 257 in terapia intensiva (+20). Nella Asl Roma 1 sono 582 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano due decessi di 81 e 84 anni con patologie. Nella Asl Roma 2 sono 558 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Centosettantadue i casi su segnalazione del medico di medicina generale. si registrano otto decessi di 58, 61, 80, 80, 83, 83, 87 e 96 anni con patologie. Nella Asl Roma 3 sono 409 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano tre decessi di 57, 62 e 81 anni con patologie. Nella Asl Roma 4 sono 120 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Due i casi individuati in fase di pre-ospedalizzazione. Nella Asl Roma 5 sono 264 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano cinque decessi di 62, 66, 74, 83 e 86 anni con patologie. Nella Asl Roma 6 sono 82 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano quattro decessi di 66, 73, 79 e 88 anni con patologie.Nella Asl di Latina sono 167 i nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano cinque decessi di 75, 79, 80, 84 e 87 anni con patologie. Nella Asl di Frosinone si registrano 201 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio, contatti di un caso già noto o con link familiare. Si registrano cinque decessi di 55, 59, 73, 78 e 91 anni con patologie. Nella Asl di Viterbo si registrano 151 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano due decessi di 73 e 92 anni con patologie. Nella Asl di Rieti si registrano 74 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano due decessi di 72 e 80 anni con patologie Dalla prossima settimana nelle farmacie sarà possibile effettuare il test sierologico e il tampone rapido antigenico.
  • Molise: sono 47 i nuovi casi su 405 test ma si registrano 7 decessi. Stabili le terapie intensive, aumenta di 6 posti l'occupazione dei reparti Covid.
  • Sardegna: record di nuovi casi con 489 positivi al coronavirus su 3.377 test. Si contano 11 i morti tra i 66 e 91 anni. Le vittime sono cinque residenti della Città Metropolitana di Cagliari, tre del nord Sardegna, due della provincia di Oristano e una del Sud Sardegna. Sono invece 403 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (cinque in meno rispetto al dato di ieri), mentre è di 51 (-7) il numero dei pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 8.506. 

Ecco infine le ultime notizie sulla pandemia raccolte nelle ultime 24 ore

Coronavirus, le ultime notizie

Dopo settimane di crescita esponenziale, tra il 26 ottobre e il 1 novembre si osserva una stabilizzazione dell'indice di contagio Rt e si riduce la crescita rapidissima dei casi. "Ma non dimentichiamo che per ridurre il numero dei casi bisogna portare l'Rt sotto 1" spiega il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, al punto stampa al ministero della Salute sull'analisi epidemiologica, convocato dopo che ieri in tarda serata è stato distribuito l'atteso report della Cabina di Regia che ha portato altre 5 regioni in "fascia arancione". Per la Campania bisognerà attendere la riunione di oggi.

"L'Italia è in fascia scenario 3 con tendenza al 4, la più grave, e quasi tutte le regioni sono a rischio alto o moderato."

"Ci troviamo oggi in una fase di mitigazione, ovvero una situazione in cui sono necessarie misure sociale per rallentare i contatti tra le persone e quindi la diffusione del virus. Le raccomandazioni sono sempre mascherina, distanziamento e igiene delle mani, che restano le misure principali". Peraltro e' stato rilevato come sulla base dell'ultimo monitoraggio "ci sono quattro regioni che vanno verso un rischio alto, e nelle quali é opportuno anticipare misure più restrittive".

L'indice Rt regione per regione

rt italia-2

L'indice Rt nei dati Iss: il peggiore è il dato della Lombardia > 2

Anche perché "la curva dei ricoveri é molto ripida, sta crescendo rapidamente, e anche le percentuali di occupazione si avvicinano rapidamente alle soglie critiche, anche per le terapie intensive. In alcune Regioni sono già superate. Vuol dire che i cittadini che hanno dei bisogni per altre malattie devono dilazionarli perché quel letto è occupato per esigenze relative al Covid". A preoccupare è anche la crescita, seppur lenta, dell'età media dei malati, che sta tornando vicina ai 50 anni.

Dove le terapie intensive sono in sofferenza

Proprio in merito agli ospedali preoccupa il monitoraggio dell'agenzia per la sanità Agenas:  la situazione delle terapie intensive in Italia è arrivata al 36%, sei punti sopra la soglia critica. Oggi oltre un letto in rianimazione su tre in Italia è occupato da malati Covid. Sono 12 le regioni sopra la soglia critica, con tassi di occupazione delle terapie intensive che arrivano al 60% in provincia di Bolzano (41 su 68), al 58% in Umbria (64 su 111), al 54% in Piemonte (312 su 577). Sopra la soglia di rischio anche la Lombardia (53%), la Val d'Aosta (50%), la Toscana (45%), la Liguria (44%), le Marche (43%).

Quali sono le altre quattro regioni che vanno verso la zona arancione

indicatori-2

Sempre oltre il limite anche la provincia di Trento (36%), Emilia Romagna (36%), Sardegna (34%), Campania (32%). Rimangono sotto la soglia critica Abruzzo (28%), Basilicata (28%), Puglia (28%), Friuli Venezia Giulia (26%), Sicilia (26%), Lazio (24%), Molise (21%), Veneto (20%) e Calabria (13%).

15 novembre: perché ci avviciniamo a un nuovo lockdown nazionale

"Serve chiudere il Paese adesso. Con un lockdown generalizzato". Lo spiega all'Adnkronos salute Silvestro Scotti, segretario nazionale dei medici di medicina generale (Fimmg). "Fare abbassare la curva dei contagi, avvicinandoci alla possibilità di un vaccino anti-Covid in una condizione migliore. È la scelta più razionale per prepararsi, si spera, ad una vaccinazione di massa in condizioni migliore dal punto di vista dell'andamento epidemico".

"È la scelta più ragionevole perché - chiede Scotti - cosa succederebbe se all'arrivo del vaccino tutta l'Italia si dovesse trovare in zona rossa? Gestire una vaccinazione di massa in piena pandemia diffusa prospetta uno scenario davvero complicato", aggiunge Scotti, ricordando "le file per l'epidemia del colera a Napoli. Ci troveremo a fronteggiare, oltre all'organizzazione, anche le questioni emotive, con la necessità di spiegare chi deve essere vaccinato in maniera prioritaria. Se non abbassiamo la curva - conclude - tutto sarà più difficile".

La buona notizia

Ieri la Food and Drug Administration statunitense ha approvato l'autorizzazione all'uso di emergenza del primo anticorpo neutralizzante contro Sars-CoV-2: LY-CoV555 riduce in modo significativo (72-90%) il rischio di ospedalizzazione se somministrato all'insorgenza dei primi sintomi, con simile efficacia nei soggetti a rischio (età maggiore di 65 anni e Bmi maggiore di 35). Un risultato che, se confermato, sarebbe molto importante nell'ottica di alleggerire la pressione ospedaliera. 

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