Venerdì, 18 Giugno 2021
Le ultime notizie sulla pandemia

Coronavirus, il bollettino di oggi 7 gennaio: 414 morti e 18.020 contagi. Lazio a rischio zona arancione, Sicilia "rossa"

Gli aggiornamenti sull'emergenza coronavirus in Italia nel bollettino del ministero della Salute di giovedì 7 gennaio 2021. I nuovi casi, i decessi e i numeri dei ricoveri e dei vaccinati: aggiornamenti in diretta dalle regioni

Il bollettino coronavirus di oggi giovedì 7 gennaio 2021

Coronavirus, il nuovo bollettino coronavirus del Ministero della Salute di oggi giovedì 7 gennaio 2021 si contano 18.020 nuovi casi su 53.423 casi testati (33.7% positivi). Dei nuovi casi ben 3.596 si registrano in Veneto, 2.799 in Lombardia, 2.228 in EmiliaRomagna e 1.779 nel Lazio. Purtroppo anche oggi si contano 414 vittime. Tutti gli indicatori mostrano come la seconda ondata stia riprendendo la propria corsa: sono 156 i nuovi ingressi in terapia intensiva mentre si registrano 117 posti letto occupati in più in area non critica rispetto a ieri. Qui di seguito gli aggiornamenti in diretta dalle regioni.

L'ultimo bollettino coronavirus pubblicato ieri 6 gennaio registrava più di 20mila nuovi contagi. Inoltre nel giorno dell'Epifania sono stati registrati più di 500 vittime mentre risultavano in calo i ricoveri, 260mila le vaccinazioni Pfizer anti-Covid. 

Coronavirus, il bollettino di oggi giovedì 7 gennaio 2021

articolo aggiornato alle ore 19:36, clicca qui per aggiornare la pagina 

vaccinazioni covid italia 7 gennaio 2021-2
Sul
sito del Governo il report aggiornato dei vaccini.

Il bollettino coronavirus di oggi 7 gennaio 2021 (Pdf)

bollettino coronavirus oggi 7 gennaio 2021-5

I focolai di coronavirus: i dati regione per regione

In attesa di conoscere intorno alle 17:00 i numeri del bollettino coronavirus comunicati dal Ministero della Salute, vediamo gli aggiornamenti in diretta dalle singole regioni iniziando dalle situazioni più calde.

Coronavirus, nove regioni a rischio zona arancione

In vigore da oggi giovedì 7 gennaio il nuovo decreto del governo che regola le restrizioni anti Covid fino a venerdì 15 gennaio. Nel dettaglio:

  • giovedì 7 e venerdì 8 gennaio in vigore una zona gialla rinforzata: è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori delle diverse regioni o province autonome. Resta comunque consentito, come già confermato dai precedenti decreti, il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Non ci si potrà spostare nelle seconde case ubicate in un'altra regione o provincia autonoma. Oggi e domani bar e i ristoranti potranno essere aperti fino alle 18, poi saranno consentiti l'asporto e la consegna a domicilio. Riaprono i negozi e i centri commerciali fino alle 20. Riaprono anche i circoli sportivi, ma è vietato l'uso degli spogliatoi. Restano chiuse, invece, piscine e palestre. Restano chiusi teatri, cinema, musei e sale bingo. È vietato circolare dalle 22 alle 5 .
  • Nel weekend del 9 e 10 gennaio in vigore la zona arancione: gli spostamenti sono permessi dalle 5 alle 22 ma con autocertificazione; sarà vietato uscire dal proprio comune. I bar e ristoranti sono chiusi tutto il giorno, aperti invece i negozi, i parrucchieri e i centri estetici.
  • Dall'11 al 15 gennaio tornerà la zona gialla rinforzata ma nove regioni sono a rischio zona arancione per ordinanza del ministero della Salute. La decisione dopo i dati del monitoraggio del Cts che saranno pubblicati domani.

Coronavirus, le ultime notizie

Come va quindi la pandemia in Italia? Non benissimo, anzi: secondo il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe nella settimana 29 dicembre 2020 – 5 gennaio 2021 si registra un incremento dei nuovi casi (114.132 vs 90.117) e del rapporto positivi/casi testati (30,4% vs 26,2%). Stabili i casi attualmente positivi (569.161 vs 568.728) mentre, sul fronte ospedaliero, si registrano lievi oscillazioni dei ricoveri con sintomi (23.395 vs 23.662) e delle terapie intensive (2.569 vs 2.549); tornano a crescere i decessi (3.300 vs 3.187). 

curva seconda ondata 7 gennaio 2021-2

E all'estero? È allarme rosso in Germania dove il lockdown verrà prorogato anche per le 26.391 diagnosi e 1070 decessi registrate nelle ultime 24 ore. Nel Regno Unito in cui fino a metà febbraio sarà in vigore lo "Stay at home" è polemica per la decisione di differire fino a tre mesi la somministrazione della seconda dose del vaccino Pfizer/BioNTech e, addirittura, di utilizzare per il richiamo un vaccino prodotto da un’altra casa farmaceutica e sviluppato con una tecnologia diversa. Una soluzione per far fronte all’aumento repentino dei contagi e la contestuale bassa disponibilità di vaccini.  Un "mix-and-match" che va contro le indicazioni per cui il vaccino garantisce l’immunizzazione solo dopo la inoculazione della seconda dose. Per quanto anche Germania e Danimarca stiano valutando se seguire l’esempio del Regno Unito, l'Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha precisato che il vaccino sviluppato da Pfizer/BioNTech è stato approvato per l’uso di emergenza sulla base di due somministrate entro 21 giorni di distanza e, pertanto, “qualsiasi modifica richiederebbe una nuova autorizzazione”. Oltre al rischio di una incompleta immunizzazione, secondo diversi esperti citati da Valigia Blu estendere l'intervallo tra la prima e la seconda dose potrebbe aumentare il rischio di mutazioni del nuovo coronavirus resistenti al vaccino.

Il caso dei vaccini anti-Covid dati a figli e parenti 

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