Mercoledì, 3 Marzo 2021
L'epidemia in Italia

Coronavirus, il bollettino di oggi sabato 7 novembre: 39.811 nuovi casi e 425 morti

Gli aggiornamenti sull'emergenza coronavirus in Italia nel bollettino del ministero della Salute di oggi sabato 7 novembre 2020. I nuovi casi, i decessi e i numeri dei ricoveri in terapia intensiva: aggiornamenti in diretta dalle regioni

Il bollettino coronavirus di oggi sabato 7 novembre 2020

Non arrivano buone notizie dal bollettino coronavirus di oggi, sabato 7 novembre 2020, con i dati comunicati dal ministero della Salute e tutti gli aggiornamenti dalle regioni sull'epidemia in Italia. La curva epidemiologica sale ancora velocemente verso l'alto, con uno scenario purtroppo in rapido peggioramento. Sono 39.811 i nuovi casi di coronavirus in Italia secondo il bollettino di oggi. I tamponi analizzati sono 231.673 nelle ultime 24 ore. Da ieri sono stati registrati altri 425 morti. I ricoveri in terapia intensiva aumentano di 119 unità. E sono 1.104 i nuovi ricoveri in ospedale. Ieri erano stati registrati 37.809 nuovi casi. e 446 vittime.

Boom di contagi in Lombardia: oggi 11.489. A seguire Piemonte con 4.437 e Campania con 4.309: sono queste le regioni più colpite.

Coronavirus, il bollettino di oggi sabato 7 novembre 2020

Il totale dei decessi, dall'inizio della pandemia, ha raggiunto quota 41.063 mentre i casi totali sono 902.490. In terapia intensiva sono ricoverati 2.634 pazienti (+119, ieri 2.515 in tutta Italia). Nei reparti ordinari, invece, ci sono 25.109 persone (+1.104, ieri 24.005). In isolamento domiciliare ci sono ancora 504.793 persone, gli attualmente positivi sono 532.536 mentre i dimessi e guariti sono arrivati a quota 328.891 (+5.966).

bollettino coronavirus oggi 7 novembre 2020-2-3

I focolai di coronavirus regione per regione

Il dato qui sotto, suddiviso per regione, indica i casi totali (numero di persone positive dall’inizio dell’epidemia: include morti e guariti). La variazione indica il numero dei nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore, mentre la percentuale rappresenta l’incremento rispetto al giorno precedente, calcolata sul totale regionale.

Non si ferma la corsa dei nuovi contagi da Covid-19 in Italia. Ecco gli ultimi aggiornamenti dalle singole regioni.

È sempre più critica la situazione coronavirus in Lombardia. Nella giornata di sabato 7 novembre sono stati accertati altri 11.489 casi in tutta la Regione (a fronte di 46.099 tamponi); il rapporto fra tamponi effettuati e i nuovi positivi è del 24.92 %. Tra Milano e hinterland sono state trovate altre 4.520 persone positive al virus.

Nuovo record di casi oggi in Veneto. Sono 3.815 i nuovi positivi, mentre le vittime registrate sono 25. Cresce ulteriormente la pressione sulle strutture ospedaliere, con 1.410 ricoverati nei reparti ordinari (+109), e nelle terapie intensive, con 187 ricoverati (+13). Il governatore della regione Luca Zaia si dice sicuro dell'efficacia delle attuali misure: "In Veneto non abbiamo in animo di mettere nuove restrizioni, pensiamo che siano sufficienti quelle attualmente in corso".

Sette persone decedute, 774 nuovi casi positivi su 3.460 tamponi analizzati, 275 persone ricoverate in ospedale e altre 36 in terapia intensiva. Questi i dati sul coronavirus delle ultime 24 ore in Alto Adige comunicati dall'Azienda sanitaria.

Oggi in Friuli Venezia Giulia sono stati rilevati 872 nuovi contagi da Covid-19, a fronte di 8.629 tamponi eseguiti; sette i decessi registrati. Lo ha comunicato il vicegovernatore con delega alla Salute Riccardo Riccardi. Si tratta di un nuovo picco di casi riscontrato in regione, il numero più alto registrato dall'inizio dell'emergenza.

Resta alto il numero dei nuovi positivi in Emilia-Romagna. Dall'inizio dell'epidemia da coronavirus si sono registrati 69.049 casi di positività, quindi 2.009 in più rispetto a ieri, su un totale di 20.218 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è oggi del 9,9%.

Sono 2.787 i nuovi casi di persone positive al coronavirus registrati in Toscana nelle ultime ventiquattro ore: 2.334 sono stati identificati in corso di tracciamento, altri 453 attraverso attività di screening. Di fatto è risultato positivo il 27,6 per cento delle 10.087 persone, esclusi tamponi di controllo, che sono state testate. I decessi sono trenta: venti uomini e dieci donne con un'età media di 81,9 anni.

Nelle Marche sono stati individuati nelle ultime 24 ore 631 nuovi casi di coronavirus nel percorso per le nuove diagnosi, con un'incidenza del 30,4% sui 2.075 tamponi processati nel percorso per le nuove diagnosi: numeri sostanzialmente stabili rispetto a ieri, quando i nuovi positivi erano stati 697, il 31,9% dei 2.248 test.

Sono 423, su 3274 tamponi effettuati, i nuovi casi di persone positive al coronavirus in Abruzzo. I nuovi contagi riguardano persone di età compresa tra 10 mesi e 94 anni. Sono 12 invece le persone decedute.

Le sei regioni che rischiano il lockdown "soft"

Diminuiscono i nuovi positivi nel Lazio. "Su 30mila tamponi oggi si registrano 2618 casi", rende noto l'assessore alla Sanità regionale, Alessio D'Amato. Ieri i nuovi positivi erano stati 2699 su quasi 29mila tamponi eseguiti. I decessi nelle ultime 24 ore sono stati 27 (ieri erano 26), mentre i guariti sono stati 239.

Resta alto il numero dei nuovi contagiati in Umbria con altri 688 casi (dopo i 767 di ieri) registrati nelle ultime 24 ore. Sono segnalati altri quattro morti (178 in totale dall'inizio della pandemia) e aumentano anche i ricoverati in ospedale, da 379 a 403 (24 i piu' di ieri).

L'Unità di Crisi della Regione ha aggiornato il dato sui contagi in Campania. Sono 4309 i positivi di oggi su ben 22.600 tamponi eseguiti. 15 i decessi e quasi mille i guariti.

Su 7.081 test per l'infezione da Covid-19 effettuati in Puglia, stati registrati 1.054 casi positivi. Di questi, 312 in provincia di Foggia, 277 in provincia di Bari, 91 in provincia di Brindisi, 112 nella provincia Bat, 95  in provincia di Lecce, 154 in provincia di Taranto, 13 residenti fuori regione.

Sono 148 i nuovi tamponi positivi in Basilicata sui 1.158 esaminati nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto la task force regionale, che ha fissato a 2.281 il totale dei positivi in regione. Rispetto a ieri, è aumentato il numero dei decessi - che sono ora 63 - ma anche quello dei guariti, salito a 720.

Altri 425 nuovi casi di coronavirus in Sardegna: 224 rilevati attraverso attività di screening e 201 da sospetto diagnostico. Si registrano inoltre quattro vittime (253 in tutto): due residenti nella Città Metropolitana di Cagliari e due nelle province di Nuoro e Sassari.

Sono complessivamente 1.363 i nuovi casi di Covid-19 su 8.431 tamponi processati registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia, dove i positivi salgono a 20.737. Le vittime sono, invece, 35 e i guariti 104.

Le ultime notizie sul coronavirus

Sono 49.323.498 i casi confermati di coronavirus nel mondo, con 1.242.873 decessi accertati dall'inizio della pandemia. È quanto riporta l'osservatorio della Johns Hopkins University. Gli Stati Uniti rimangono il Paese più colpito, con 9.734.217 casi accertati e 236.073 decessi. Nella sola giornata di ieri, le autorità sanitarie Usa hanno riportato oltre 129mila nuovi contagi e 1.211 decessi.

Le Regioni si lamentano? "Non capisco perché, visto che hanno condiviso, approvato e implementato per mesi questo famoso sistema coi 21 parametri. Un sistema, peraltro, basato in larga parte su dati forniti dalle Regioni stesse e che ha due finalità: comprendere a che punto è l’epidemia nei vari territori e prevederne l’evoluzione". Così il commissario straordinario per l'emergenza coronavirus Domenico Arcuri in un'intervista al 'Fatto Quotidiano'.

"Sono sei mesi che l’Iss sta sperimentando, insieme alle Regioni, questo meccanismo di monitoraggio. Le Regioni lo alimentano con i dati inviati periodicamente e ne certificano i risultati attraverso i loro rappresentanti che fanno parte della cabina di regia. Nessuno ha mai messo in discussione, prima di adesso, questo meccanismo e rifiutarlo significa portare il Paese a sbattere contro un nuovo lockdown generalizzato". Ad affermarlo, in un'intervista al 'Corriere della Sera', è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in merito al meccanismo che divide l'Italia in tre fasce di rischio.

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