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Sabato, 15 Giugno 2024
La decisione / Bologna

Bologna da oggi è la prima grande città italiana "a 30 all'ora"

Entrano in vigore da oggi, sabato 1 luglio 2023, i nuovi limiti di velocità fortemente voluti dall'amministrazione cittadina. Così la città potrebbe diventare un modello per tutta Italia

Più spazio alle persone e ai mezzi sostenibili, meno alle auto. Si può riassumere con questa formula il progetto di Bologna "Città 30" , fortemente voluto dall'amministrazione Lepore, e lanciato oggi. 

Chi sarà interessato dai nuovi limiti di velocità 

La novità vera è che da oggi, sabato 1 luglio 2023, in tutte le strade del urbane di Bologna il limite di velocità passa da 50 a 30 km orari. Il dato è che nel 70% del centro urbano si dovrà rispettare questo limite di velocità. Parliamo di strade attraversate da molti cittadini a piedi e in bici e piene di abitazioni. Quello che si vuole privilegiare è il loro benessere e la possibilità di spostarsi con mezzi alternativi e (possibilmente) ecologici. Per avere un'idea della rivoluzione è sufficiente guardare la mappa sotto. Città 30, come cambiano i limiti di velocità nelle strade di Bologna

"Migliora la sicurezza stradale, riducendo incidenti, morti e feriti gravi tra tutti gli utenti della strada, a partire dai più fragili; fa aumentare gli spostamenti a piedi e in bici, grazie a strade più sicure e tranquille; riduce le emissioni di smog e gas climalteranti e rende più fluido il traffico, grazie a una velocità più costante, al posto degli stop-and-go continui che in città sono tanto dannosi per l’ambiente e la sicurezza quanto inutili ad arrivare prima; abbassa il rumore; rende lo spazio pubblico più bello e vivibile per le persone; restituisce autonomia a bambini, anziani, persone con disabilità; favorisce la coesione sociale e il commercio di vicinato nei quartieri” scrive il Comune nel comunicato che annuncia il provvedimento.

Peccato che la decisione abbia trovato numerosi oppositori sul suo cammino. Abbassare i limiti di velocità in molte strade cittadine è sicuramente una scelta impopolare, ma le evidenze scientifiche e la volontà di perseguire gli obiettivi del PUMS (Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile che ha, come obiettivo, quello di rendere l’ambiente “più salubre riducendo le emissioni in atmosfera”) hanno spinto la giunta guidata da Lepore a sfidare una buona fetta di consenso popolare. Le zone a velocità limitata (30, 20, 10 e 5 km/h) sono attualmente 63. Le strade con il limite di 30 km/h rappresentano circa il 30% della rete viaria urbana. Ma non è il solo intervento di punta del progetto. 

Mezzi pubblici e sostenibili

Come più volte sottolineato dall’amministrazione, l’obiettivo è disincentivare il trasporto privato e favorire quello pubblico e sostenibile. Per lo spostamento ciclabile il Comune ha inserito nel PUMS il Biciplan, ovvero una rete di piste ciclabili da e per Bologna oltre alla rete ‘strategica’ già preesistente. Nel progetto sono inserite numerose ciclovie urbane e metropolitane, percorsi cicloturistici e la cosiddetta Bicipolitana che collegherà Bologna e Ravenna.

Città 30, tram, traffico: ecco com'è (e come sarà) Bologna

Per i mezzi pubblici, la novità più grande riguarda ovviamente il tram. I cantieri della Linea Rossa sono già partiti (anche qui non senza proteste) per concludersi auspicabilmente entro il 2026. Anche la costruzione delle tramvie rientra nel più ampio quadro del PUMS, ma si inserisce in un momento di strano ristagno del trasporto pubblico bolognese. Se dal 2019 le corse e i chilometri percorsi dai mezzi pubblici sono aumentati, il loro utilizzo da parte dei cittadini si è praticamente dimezzato rispetto al periodo pre Covid-19. I mesi di marzo e aprile 2020 segnano, infatti, un netto spartiacque per un sistema che non sembra in grado di riacquisire i numeri del 2019.

Obiettivo: ridurre la mortalità sulle strade 

"Dal 1 luglio Bologna sara' la prima grande citta' d'Italia a 30km orari, mentre le sanzioni saranno attive dal 1 gennaio 2024 per permettere un congruo periodo di sperimentazione, confronto e informazione verso la cittadinanza tutta. Si tratta di un provvedimento fondamentale per raggiungere l'obiettivo di zero morti sulle strade, salvaguardare la salute dei cittadini e ridurre la congestione del traffico. Obiettivi raggiungibili, come dimostrato dalle tante citta' europee di dimensioni simili alla nostra che lo hanno gia' deciso e sperimentato -ha affermato il sindaco di Bologna che aggiunge - Tra le richieste piu' pressanti ricevute dai bolognesi - spiega il sindaco ho rinvenuto una forte domanda di sicurezza e manutenzione stradale, associata al desiderio di aumentare i percorsi pedonali e ciclabili, le aree verdi, le piazze scolastiche pedonali, il sostegno alle persone piu' fragili o all'infanzia. Tra gli incontri che mi hanno colpito vi sono quelli avuti insieme ai genitori di alcune giovanissime vittime della strada, a mogli o mariti, amici che hanno perso una persona cara a causa di un incidente. Ho promesso di impegnarmi senza indugio per azzerare queste tragedie. Solo a Bologna, nel 2022 hanno perso la vita 22 persone e nel 2023 gia' 13, con un incremento rilevante rispetto al periodo precedente alla pandemia. Considerate che la prima causa di morte in Italia sotto i 50 anni sono proprio gli incidenti stradali. Il 73% di questi avviene in ambito urbano. Le prime tre cause sono la velocita' eccessiva, la mancata precedenza sulle strisce pedonali o la guida distratta. La velocita' conta sempre: o come causa diretta o come fattore che aggrava le conseguenze delle altre violazioni. Secondo gli studi dell'Organizzazione Mondiale della Sanita', infatti, un impatto con un'auto a 30km all'ora e' come cadere dal primo piano. Ai 50km all'ora e' come cadere dal terzo piano. Nel primo caso, la probabilita' di un decesso e' pari al 10%, nel secondo caso sale all'80%, per peggiorare al crescere della velocita". 

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