Giovedì, 13 Maggio 2021
Scintille in tv

La teoria di Borghi sul lockdown che non funziona e la replica di Crisanti: "Lei non capisce nulla di epidemie"

Il deputato della Lega ha citato uno studio di un epidemiologo dell'Università di Standford sostenendo che i dati sul calo dei casi nel Regno Unito siano "sovrapponibili" a quelli di altri Paesi. Il microbiologo ha perso la pazienza

Screenshot da Piazza Pulita

"Lei non ha capito nulla di epidemiologia. Nulla, nulla". Scontro acceso a Piazza Pulita, su La7, tra il deputato della Lega Claudio Borghi e il direttore di Microbiologia e Virologia dell'università di Padova Andrea Crisanti. Ad accendere la scinitilla è stato il leghista che ospite in studio ha contestato l'utilità delle misure restrittive per contenere l'aumento dei casi di coronavirus. Una tesi che ha provocato la reazione stizzita di Crisanti. 

"Prima ho sentito dei numeri molto allarmistici" ha affermato il deputato della Lega. "Io sono una persona fortunata perché non a tutti è data l'opportunità di fare il deputato e di poter servire la propria nazione. E quindi come rappresentate dei cittadini studio. Partiamo dalle cose che sono state dette prima e che sono state date per assodate. Per esempio che il lockdown funziona e salva vite. Con tutto il rispetto per il professor Crisanti io devo andare a sentire chi sono i massimi esperti al mondo di epidemiologia, vedo che cosa scrivono e prendo delle decisioni. Crisanti è un esperto di genetica della zanzara anofele, è un'ottima cosa, fa degli studi perfetti. Ma non è un esperto di queste cose. E io con tutta la simpatica sono andato a prendermi chi sono i massimi esperti al mondo". 

La teoria di Borghi sul lockdown che non funziona

Borghi ha dunque citato uno studio di John Ioannidis dell'Università di Standford, definito dal leghista "uno tra i principali esperti di epidemiologia", secondo cui dal confronto tra Stati che hanno adottato misure più restrittive (Inghilterra, Francia, Germania, Iran, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Stati Uniti) e Stati che al contrario hanno scelto altre strategie di contenimento (Svezia e Corea del Sud) sarebbe emerso che i benefici delle restrizioni sono minimi  e che "riduzioni simili nella crescita dei casi possono essere ottenute con interventi meno restrittivi". Lo studio in questione è stato pubblicato sull'European Journal of clinical investigation, una rivista scientifica che ha un impact factor, ovvero l'indice che misura il numero medio di citazioni ricevute, piuttosto basso  (3.481 contro contro 60.392 di Lancet e 74.699 del New England Journal of Medicin). Senza contare che sull'importanza delle misure restrittive per contenere l'epidemia il consenso della comunità scientifica è pressoché unanime.

Per Borghi tuttavia lo studio di Ioannidis è la prova che il lockdown non funziona. E la Gran Bretagna? Secondo Borghi, "se noi prendiamo i risultati della Gran Bretagna" e li confrontiamo con quelli di "altri Stati dove non c'era il lockdown sono più o meno sovrapponibili". A quali numeri si riferisce Borghi? Lo studio citato dal deputato della Lega è datato 05 gennaio 2021, quando nel Regno Unito il lockdown era appena iniziato. E oggi, a tre mesi e mezzo di distanza, nel Paese si contano meno di 3mila casi al giorno e appena 276 persone in terapia intensiva. Di certo molti meno di quelli di altri Paesi europei che hanno adottato misure meno rigide. Il premier Boris Johnson, evidentemente consigliato dagli scienziati che collaborano con il governo, ha sottolineato giorni fa che "la campagna vaccinale ha aiutato", ma a ridurre contagi e morti "è stato in larga parte, il lockdown". Borghi però ha una sua teoria. Se dallo scorso febbraio l'Italia non avesse mai chiuso, "probabilmente i risultati non sarebbero stati così gravi". 

Lo scontro tra Borghi e Crisanti a Piazza Pulita

"La nullità che ha detto Borghi si giustifica da solo" ha commentato Crisanti in collegamento. "Vorrei solo aggiungere che sono contento della mia esperienza come esperto di malaria, perché contrariamente a lei, che sta in Parlamento, io ho visto cosa è una epidemia, ho visto come si combatte, so esattamente quali sono i fattori genetici e ambientali che contribuiscono a trasmettere la malattia, perché un'epidemia è indipendente dall'agente patogeno. Un'epidemia, che sia di malaria, di colera o di influenza ha delle caratteristiche principalmente ecologiche, che non hanno nulla a che vedere con l'agente di trasmissione. Io sono molto contento dell'esperienza che ho fatto, perché mi è servita moltissimo, contrariamente a tante altre persone, per esempio del suo partito, che sostenevano che il virus fosse morto o che fosse diventato più buono. È davanti agli occhi di tutti la scempiaggine di quello che è stato detto". 

Per argomentare la sua tesi, il microbiologo ha dunque rivolto una domanda al deputato. "La quarantena funziona?"."Sì". "E allora", ha replicato Crisanti, "perché un lockdown personalizzato funziona e un lockdown che blocca la trasmissione a livello sociale no?". "Glielo spiego subito" ha dunque ribattuto Borghi. "Lo dicono gli studi che forse lei dovrebbe leggere". Crisanti, spazientito, non le ha mandate a dire: "Ma quali studi? Lei non ha capito nulla di epidemiologia, me lo consenta. Sì, lo dico dall'alto della mia docenza all'Imperial College di Londra: lei non ha capito nulla". 

Lo scontro tra Crisanti e Borghi a Piazza Pulita: video

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