Venerdì, 5 Marzo 2021
L'esperto

Cosa bisogna sapere sulle reazioni allergiche del vaccino (secondo Burioni)

Il virologo dell'università Vita-Salute San Raffaele: "Effetti indesiderati di questo tipo non sono preoccupanti e non pregiudicano in alcun modo la vaccinazione di massa". E su quanto successo in Inghilterra: "Ritengo piuttosto improbabile che si sia trattato di un evento anafilattico"

Parole chiare su un argomento molto discusso in queste ore. "Effetti indesiderati di questo tipo non sono preoccupanti e non pregiudicano in alcun modo la vaccinazione di massa. Tuttavia, non dimentichiamo che l'unico modo per proteggere quelli che non si potranno vaccinare sarà l'immunità di gregge". Così il virologo dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, Roberto Burioni, commenta quanto accaduto nel Regno Unito dove due persone a cui è stato somministrato il vaccino Pfizer-BionTech hanno avuto reazioni allergiche simili a quelle di cui avevano già sofferto in passato.

Le possibili reazioni allergiche dei vaccini

"In Regno Unito sono iniziate le vaccinazioni in massa e ci sono stati i primi due eventi avversi - ricostruisce il virologo sul sito 'MedicalFacts' da lui fondato - Non ci sono report ufficiali, quindi mi baso su quello che è apparso sulla stampa. A quanto si legge, in due infermieri si sono verificate reazioni anafilattoidi: sono piuttosto pericolose se non vengono curate prontamente, ma se trattate come si deve non portano a danni permanenti, risolvendosi in brevissimo tempo. Non sapendo quante persone sono state vaccinate ieri (se qualcuno trova questo dato per cortesia me lo mandi, io non ci sono riuscito), non possiamo trarre troppe conclusioni: ma siccome non credo che ne abbiano vaccinate milioni, possiamo dire che queste reazioni sono state più frequenti di quanto non accada per gli altri vaccini".

"Improbabile che sia stato un evento anafilattico"

Burioni aggiunge però qualcosa: "L'elemento estremamente interessante è che si trattava di soggetti che avevano già in passato sofferto di gravissimi episodi di questo tipo, tanto che si portavano dietro una siringa per l'iniezione rapida di adrenalina. Ritengo piuttosto improbabile (ma è una mia opinione personale non suffragata da alcun dato, quindi prendetela con le molle) che si sia trattato di un evento anafilattico scatenato da uno dei componenti del vaccino. Potrebbe essere che, in queste persone che hanno gravi allergie, il vaccino riesca a suscitare questa reazione avversa. In ogni caso, giustamente, si è deciso di non vaccinare chi ha avuto in passato gravi reazioni allergiche; sarà necessario comunque avere particolare attenzione nei confronti delle persone con allergie (pur vaccinandole), tenendosi pronti per contrastare prontamente eventuali reazioni avverse, per cui la raccomandazione di somministrare il vaccino in ambiente medico e controllato rimane validissima".

Non sarà necessario negare ai pazienti con allergie la vaccinazione anti-Covid

Non sarà necessario negare ai pazienti con allergie la vaccinazione anti-Covid, quando sarà disponibile per la campagna vaccinale nel nostro Paese. La Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC) e l'Associazione Allergologi e Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri (AAITO) sottolineano infatti che anche altri tipi di vaccinazioni possono sporadicamente provocare rare reazioni allergiche gravi. Queste tuttavia possono essere adeguatamente gestite se la vaccinazione viene eseguita in un ambiente protetto come le unità di allergologia ospedaliere

"L'attuale carenza di esperienza sulle reazioni a questo nuovo vaccino non permette di formulare ipotesi ragionevoli sulle cause e i meccanismi che le hanno determinate - osservano Gianenrico Senna, presidente SIAAIC, e Riccardo Asero, presidente AAITO - Secondo le linee guida europee EAACI tuttavia gli unici fattori di rischio per reazioni allergiche a vaccini sono una pregressa reazione al medesimo vaccino e la presenza concomitante di mastocitosi, malattia rara a rischio di anafilassi anche spontanee. Poiché il vaccino anti-Covid è completamente nuovo, se per motivi di prudenza le Autorità Sanitarie Italiane ritenessero opportuno considerare a rischio anche i pazienti con pregresse reazioni allergiche gravi non indotte da interventi vaccinali, SIAAIC e AAITO si rendono fin d'ora disponibili a offrire la loro consulenza ed eventualmente la vaccinazione in ambiente protetto presso le proprie strutture distribuite su tutto il territorio nazionale". 

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