Sabato, 15 Maggio 2021
La polemica

Niente caffè al banco in zona gialla: "Il divieto è privo di fondamento giuridico e sanitario"

La Fipe non ci sta e critica aspramente la circolare del ministero: "Dall'inizio della pandemia ci hanno spiegato che il virus si trasmette in seguito a contatti prolungati, ravvicinati e non protetti. Eppure ora si vieta il consumo al banco, che per sua natura è estremamente rapido. Il secondo paradosso è che, in base a quanto stabilito dal decreto appena entrato in vigore, dal primo giugno si potrà riprendere il consumo ai tavoli anche al chiuso. Curiosamente però, stando alle indicazioni del Viminale, non al banco"

Nonostante la riapertura di lunedì 26 aprile, in zona gialla bar e ristoranti possono accogliere i clienti solo al tavolo, negli spazi aperti a disposizione. Non è possibile ordinare e consumare al banco cibo o bevande.

Il caffè al banco in zona gialla? Solo all'aperto

La circolare applicativa 24/2021 del Ministero dell'Interno sulle regole per le riaperture dal 26 aprile previste dall’ultimo Decreto Riaperture, diramata ai Prefetti con le indicazioni pratiche per il rispetto delle nuove misure anti Covid, chiarisce che fino al 31 maggio (quindi almeno per un altro mese inter) relativamente agli esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande, il servizio al banco rimarrà possibile in presenza di strutture che consentano la consumazione all'aperto. Quindi, per intenderci: il bancone esterno che dà sulla strada di un chiosco/struttura all'aperto sì, un tradizionale bancone di un bar no.

Per quelle che sono le abitudini di consumo italiane, è una pesante limitazione, che di fatto impedisce il consumo al bancone per tutti i bar e ristoranti ed esercizi analoghi che sono sprovvisti di tavolini all’aperto.

"Il divieto di consumazione al banco è privo di fondamento giuridico e sanitario. Se il governo non vuole contraddire sé stesso, dovrebbe chiarire una volta per tutte e in maniera inequivocabile che bere un caffè al banco e mangiare un croissant è possibile e, con il giusto distanziamento interpersonale, privo di rischi. Ci aspettiamo che si metta subito mano ad un intervento che ristabilisca la possibilità di consumare al banco". A distanza di quattro giorni dall'entrata in vigore effettiva del Dl Riaperture, Fipe-Confcommercio accende un riflettore sul tema delle consumazioni al banco, da sempre consentite in zona gialla, non esplicitamente vietate dal nuovo decreto, ma impedite da una circolare diffusa il 24 aprile dal Viminale.

Cursano (Fipe): "Siamo di fronte a un doppio paradosso"

Una circolare con la quale si mette al bando "un consumo pratico, veloce e sicuro particolarmente apprezzato dai consumatori anche per la sua economicità". "Siamo di fronte a un doppio paradosso - sottolinea Aldo Cursano, vicepresidente vicario della Federazione italiana dei Pubblici esercizi - Dall'inizio della pandemia ci hanno spiegato che il virus si trasmette in seguito a contatti prolungati, ravvicinati e non protetti. Eppure ora si vieta il consumo al banco, che per sua natura è estremamente rapido. Il secondo paradosso è che, in base a quanto stabilito dal decreto appena entrato in vigore, dal primo giugno si potrà riprendere il consumo ai tavoli anche al chiuso. Curiosamente però, stando alle indicazioni del Viminale, non al banco".

"Questo - conclude Cursano - è un attacco al modello del bar italiano, che noi vogliamo invece difendere lanciando una campagna a livello nazionale. Un modello, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, fatto di caffè bevuti velocemente, al bancone, tra una pausa e l'altra e accompagnati al massimo da un salato o un dolce. Un'abitudine per milioni di italiani che è linfa vitale per i 144mila bar del nostro Paese che dall'inizio della pandemia hanno registrato una perdita di fatturato di 8 miliardi di euro e una riduzione della forza lavoro pari a 90mila persone".

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