"Eroico esercito turco": calciatore licenziato, ma ha già trovato un'altra squadra

"Le nostre preghiere sono per l'esercito e i soldati", aveva scritto Cenk Sahin su Instagram. Licenziato dalla squadra tedesca in cui militava, ora è pronto a tornare in patria. E intanto i calciatori della nazionale turca rifanno il saluto militare in campo con la Francia

Il calciatore turco Cenk Sahin. Foto www.fcstpauli.com

"Siamo dalla parte dell'eroico esercito e dei soldati. Le nostre preghiere sono per voi". Per questo messaggio di supporto all'esercito turco impegnato in Siria nei bombardamenti contro i curdi, il calciatore turco Cenk Sahin - 25 anni - è stato licenziato dal St.Pauli, squadra di calcio tedesca con sede nel quartiere omonimo di Amburgo che milita in Bundesliga 2, l'equivalente della nostra Serie B.

Una presa di posizione forte quella del club, da sempre schierato contro ogni atto di violenza, e in linea con la tifoseria che - dopo quel messaggio - aveva subito chiesto l'allontanamento del centrocampista turco dalla squadra di Amburgo.

Sahin, il calciatore licenziato per un post pro Turchia ha già trovato un'altra squadra

Cenk Sahin era finito nella bufera dopo aver pubblicato il post di sostegno all'esercito di Erdogan nei giorni scorsi su Instagram. Il St. Pauli ha prima convocato il giocatore discutendo con lui la questione, poi ha fatto sapere di averlo allontanato dalla squadra con questa nota: "Dopo diversi colloqui, proprietà, dirigenza e allenatore hanno deciso di esentare Cenk Sahin dall’allenamento e da ogni altro obbligo nei confronti del club con effetto immediato. A motivare la scelta è stato il disprezzo verso i valori alla base della nostra società, tra tutti il rifiuto di qualsiasi tipo di guerra. Il contratto esistente rimarrà al momento valido, ma per la protezione di tutte le parti coinvolte, il St. Pauli ha concesso a Cenk Sahin il permesso di allenarsi e giocare partite per altre squadre".


E Cenk Sahin una nuova squadra di calcio l'ha già trovata, perché subito dopo l'annuncio del St.Pauli il club turco del Basaksehir (squadra di Istanbul molto vicina al presidente Erdogan, nel girone di Europa League con la Roma) ha postato su Twitter una foto del giocatore con la maglia della nazionale, invitandolo a tornare a casa.


Ieri sera, intanto, c'è stato un nuovo saluto militare per i calciatori turchi impegnati nelle qualificazioni di Euro 2020. Al momento del pareggio contro la Francia (1-1) allo Stade de France, alle porte di Parigi, diversi giocatori della nazionale di Ankara hanno ripetuto il gesto controverso, omaggiando così i soldati turchi impegnati nell'offensiva contro i curdi in Siria. Era già successo venerdì scorso nel match contro l'Albania. Come si vede nella foto qui sotto, almeno sette giocatori della mezzaluna si sono riuniti vicino al palo del corner posando con la mano destra tesa posata sulla fronte dopo il gol del pareggio di Kaan Ayhan. Sul finire della partita sugli spalti è comparso uno striscione filo-curdo che ha scatenato i fischi dei tifosi turchi. "Smetti di uccidere i curdi", si leggeva in lettere rosse. Lo striscione è stato subito rimosso.


L'attacco della Turchia contro i curdi in Siria sta avendo, insomma, ripercussioni anche nel mondo del calcio. La Uefa, organo di governo del calcio in Europa, sta valutando possibili sanzioni, senza escludere l'ipotesi di cambiare la sede della finale di Champions League, prevista per il prossimo 30 maggio a Istanbul.

cenk sahin ansa-2Cenk Sahin, 25 anni. Foto Ansa EPA/FOCKE STRANGMANN​

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