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Venerdì, 1 Marzo 2024
L'Italia delle culle vuote

Nel 2050 un italiano su tre avrà più di 65 anni

Le previsioni dell'Istat: tra cinquant'anni i residenti saranno poco più di 47 milioni. Il declino demografico colpisce più il Sud che il Nord

Dal punto di vista demografico il futuro dell'Italia si annuncia buio. L'Istat conferma che la popolazione residente è in decrescita e passerà dai 59,2 milioni al 1° gennaio 2021 ai 57,9 milioni del dato stimato per il 2030. Nel 2050 gli italiani saranno invece 54,2 milioni, mentre nel 2070 "appena"  47,7 milioni. Le nuove previsioni, aggiornate al 2021, sono state diffuse oggi dall'istituto di statistica. 

Il rapporto tra individui in età lavorativa (15-64 anni) e non (0-14 e 65 anni e più) passerà da circa tre a due nel 2021 a circa uno a uno nel 2050, scrive l'Istat. Sul territorio entro 10 anni in quattro Comuni su cinque è atteso un calo di popolazione, in nove su 10 nel caso di Comuni di zone rurali. In crescita le famiglie ma con un numero medio di componenti sempre più piccolo. E ancora: ci saranno meno coppie con figli, più coppie senza. Entro il 2041 una famiglia su quattro sarà composta da una coppia con figli, più di una su cinque non ne avrà. 

Sono tre i numeri da tenere bene a mente per farsi un'idea dello scenario verso cui andiamo incontro. Il primo, 34,9%, è pari alla percentuale di over 65 nel 2050, ovvero più di una persona su 3. Il secondo, 2049: è l'anno in cui i decessi potrebbero doppiare le nascite (788mila contro 390mila). Il terzo è 10,2 milioni: sono le persone destinate a vivere sole nel 2041. 

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Il problema esiste ed è sotto gli occhi di tutti, anche se l'Istat avverte che le "previsioni demografiche sono, per costruzione, tanto più incerte quanto più ci si allontana dall’anno base". Ne consegue che il così detto "intervallo di confidenza" (ovvero la forbice tra gli estremi dei valori probabili) è piuttosto ampio: se dal lato più favorevole la popolazione potrebbe subire una perdita di "soli" 4,2 milioni tra il 2021 e il 2070, dall’altro si potrebbe pervenire a un calo di ben 18 milioni. In ogni caso secondo l'Istat "neanche negli scenari di natalità e mortalità più favorevoli il numero proiettato di nascite arriverebbe a compensare quello dei decessi". 

Alla luce delle ipotesi condotte, i flussi migratori poi "non potranno controbilanciare il segno negativo della dinamica naturale". Nondimeno, scrive l'istituto di statistica, "essi si mostrano comunque contraddistinti da incertezza profonda, essendo svariati i fattori che possono dare adito a scenari diversificati". 

Gli italiani diventeranno sempre più anziani. La popolazione di 65 anni e più oggi rappresenta il 23,5% del totale, quella fino a 14 anni di età il 12,9%, quella nella fascia 15-64 anni il 63,6% mentre l’età media si è avvicinata al traguardo dei 46 anni. Entro il 2050 le persone di 65 anni e più potrebbero rappresentare il 34,9% del totale secondo lo scenario mediano, mentre gli under 14 potrebbero scendere fino all’11,7%. 

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La questione investe tutto il territorio, pur con differenze tra Centro-nord e Mezzogiorno. Sempre secondo lo scenario mediano, nel breve termine si prospetta nel Nord (-0,9‰ annuo fino al 2030) e nel Centro (-1,6‰) una riduzione della popolazione meno importante rispetto al Mezzogiorno (-5,3‰). Nel periodo intermedio (2030-2050), e ancor più nel lungo termine (2050-2070), tale tendenza si rafforza, con un calo di popolazione in tutte le ripartizioni geografiche ma con più forza in quella meridionale. 

Aumentano le famiglie, ma avranno meno figli

Nel giro di venti anni si prevede un aumento del numero di famiglie di circa un milione di unità: da 25,3 milioni nel 2021 si arriverebbe a 26,3 milioni nel 2041 (+3,8%). Si tratta di famiglie sempre più piccole, spiega l'Istat, caratterizzate da una maggiore frammentazione, il cui numero medio di componenti potrà scendere da 2,3 persone nel 2021 a 2,1 nel 2041.

Anche le famiglie con almeno un nucleo (ossia contraddistinte dalla presenza di almeno una relazione di coppia o di tipo genitore-figlio) varieranno la loro dimensione media da 3,0 a 2,8 componenti.  A incidere sull’aumento del numero complessivo di famiglie sono le famiglie senza nuclei, che con un incremento del 20,5%, da nove a circa 11 milioni nel periodo 2021-2041, arriverebbero a costituire il 41,4% delle famiglie totali. Al contrario, le famiglie con almeno un nucleo seguirebbero una tendenza opposta, presentando una diminuzione del 5,4% nei 20 anni considerati. Tali famiglie, oggi pari a 16,3 milioni ossia il 64,3% del totale, nel 2041 scenderebbero a 15,4 milioni. 

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