Lunedì, 1 Marzo 2021
Morti Covid

Quando inizierà a scendere il numero dei morti in Italia

Franco Locatelli: "Credo che potremo vedere una consistente riduzione a partire dai prossimi 10 giorni".  La curva tendenziale a 7 giorni inizia già a piegarsi: ma è "normale" che la fase di discesa risulti complessivamente più lenta di quella di salita 

684 decessi nel bollettino ieri, cento in più il giorno precedente. "I numeri dei decessi" per Covid-19, che ancora restano alti nonostante il miglioramento degli altri dati sull'andamento dell'epidemia, "sono drammatici" e sono quelli "che più feriscono, che artigliano le nostre coscienze e le nostre sensibilità. Il parametro del numero dei decessi è l'ultimo a flettere", ma "credo che potremo vedere una consistente riduzione a partire dai prossimi 10 giorni". La previsione è di Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), intervenuto ad 'Agorà' su Rai3.

Morti Covid: quando incomincia a scendere il numero dei decessi?

I dati sui decessi in Italia non sono stati sovrastimati, più volte l'Iss lo ha spiegato chiaramente; è probabile anzi che siano stati sottostimati nei mesi di marzo e aprile. In quel periodo molti pazienti sono deceduti senza essere testati e perciò le loro informazioni non sono state inserite nel Sistema di Sorveglianza. La stima fatta nel rapporto congiunto ISS-Istat sull’eccesso di mortalità è che nei mesi di marzo e aprile i decessi legati in maniera diretta o indiretta al COVID-19 siano circa il doppio rispetto a quelli misurati nel Sistema di Sorveglianza. Questa sottostima dei decessi si era comunque molta ridotta e quasi azzerata da maggio fino a fine estate.  

Ora qual è la situazione? Nel grafico dei morti Covid la curva tendenziale a 7 giorni inizia già a piegarsi. Un quarto dei decessi ieri è stato registrato in Lombardia (175). Poi 69 da Emilia-Romagna e Veneto.

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Grafico di Luca Gattuso/Twitter (@LucaGattuso)

Ma il calo vero non c'è ancora, serve tempo. In media abbiamo avuto in Italia 717 morti al giorno per Covid nell'ultima settimana, erano 687 nei sette giorni precedenti. Serve ancora qualche giorno per iniziare a vedere una frenata importante. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +4,3% (quando il valore è pari a 0% vuol dire che il numero di decessi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).

In sette giorni abbiamo avuto 8,39 decessi ogni 100.000 abitanti. Il confronto fatto dal medico Paolo Spada sulla pagina Facebook Pillole di Ottimismo è molto chiaro. In Europa va quasi ovunque meglio. Nello stesso arco di tempo infatti le vittime in Spagna sono state 4,05, in Francia 5,4, nel Regno Unito 4,75, in Germania 2,4, nei Paesi Bassi 2,4, in Belgio 7,95, in Austria 7,8, in Svezia 1,65, in Romania 5,85, in Portogallo 5. 

Spada, che è chirurgo vascolare all'Humanitas Research Hospital di Milano, spiega anche un'altra cosa: "La curva di Gompertz, la variante della funzione logistica più spesso citata come modello matematico dell’andamento epidemico, ha la classica forma a campana, ma con una certa asimmetria, sbilanciata verso sinistra, per cui la fase di discesa risulta complessivamente più lenta di quella di salita. Non ci dobbiamo quindi preoccupare se vediamo che il disegno di questa seconda ondata pare chiudersi meno velocemente di quel che vorremmo: è normale".

Come mai la letalità per il coronavirus in Italia è così alta?

Come mai la letalità per il coronavirus in Italia è così alta? Secondo Graziano Onder, geriatra del Gemelli e responsabile del rapporto sulla mortalità da coronavirus dell’Iss, in Italia si vive a lungo, ma molti anziani hanno patologie di vario tipo che peggiorano la prognosi in caso di contagio dal virus Sars-CoV-2.  "Nel nostro Paese però il 90% dei morti sono per e non con Covid. Persone anziane e con più patologie uccise comunque dal virus. Occorre essere consapevoli della tragedia attuale per responsabilizzarci e osservare le regole" .

"Non mi fa piacere dire di stare gli italiani a casa in pochi durante queste feste ma purtroppo ci sono ancora centinaia di morti, e in certi ospedali la situazione è ancora allo stremo. Un po' la situazione è migliorata ma in alcuni ospedali, specie in aree urbane, c'è ancora moltissimo lavoro" dice a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, il consigliere del ministro Roberto Speranza Walter Ricciardi.

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