Sabato, 8 Maggio 2021
Attesa per l'ordinanza di Speranza

Meno contagi e meno ricoveri ma non ovunque: ecco come potrebbero cambiare i colori delle Regioni

Continua il lento e progressivo miglioramento degli indicatori della pandemia di coronavirus in Italia. Secondo le stime della fondazione Gimbe gli effetti delle restrizioni delle ultime settimane si protrarranno fino a metà maggio. Ecco dunque i possibili nuovi colori delle regioni

Continua la lenta e progressiva discesa dei nuovi casi settimanali, frutto delle restrizioni di un’Italia tutta rosso-arancione delle scorse settimane. Un miglioramento che verosimilmente proseguirà ancora fino a metà maggio, almeno secondo le stime di Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, che nel consueto monitoraggio indipendente rileva come la circolazione virale nel nostro Paese è ancora molto elevata.

"Sono oltre 448 mila i casi attualmente positivi al coronavirus in Italia ma il dato nazionale risente di situazioni regionali piuttosto eterogenee: la variazione percentuale dei nuovi casi aumenta in tre Regioni e crescono i casi attualmente positivi in cinque Regioni.

cambio colori regioni-2

Quanto alla situazione negli ospedali il numero di posti letto occupati da pazienti COVID nei reparti di area medica e terapia intensiva continua a scendere, anche se il numero di pazienti ospedalizzati rimane elevato.

  • Area medica: la curva ha raggiunto il picco il 6 aprile (n. 29.337), con una discesa del 26,6% in 21 giorni. L’occupazione da parte dei pazienti COVID supera ancora il 40% in 2 Regioni.
  • Terapia intensiva: la curva ha raggiunto il picco il 6 aprile (n. 3.743), con una discesa del 30,8% in 21 giorni; i numeri assoluti rimangono elevati (2.748 posti letto occupati), determinando il superamento della soglia di saturazione del 30% ancora in 7 Regioni.
  • Continua la discesa anche per i nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva con una media mobile a 7 giorni di 150 ingressi/die, che dal picco del 27 marzo (n. 270) sono diminuiti dell’80% nell’ultimo mese.

Complessivamente rispetto alla precedente si registra una diminuzione di nuovi casi (90.449 vs 98.030), dei decessi (2.279 vs 2.545) e dei casi attualmente positivi (448.149 vs 482.715), così come delle persone in isolamento domiciliare (425.089 vs 456.309), i ricoveri con sintomi (20.312 vs 23.255) e le terapie intensive (2.748 vs 3.151).

In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 2.279 (-10,5%)
  • Terapia intensiva: -403 (-12,8%)
  • Ricoverati con sintomi: -2.943 (-12,7%)
  • Isolamento domiciliare: -31.220 (-6,8%)
  • Nuovi casi: 90.449 (-7,7%)
  • Casi attualmente positivi: -34.566 (-7,2%)

 Quali saranno le regioni che cambieranno colore

Rispetto dunque ai trend che fin qui abbiamo esaminato e in base ai nuovi monitoraggi oggi e domani arriveranno alla cabina di regia del ministero della Salute, ecco quali sono le anticipazioni dell'ordinanza cambia colori che domani venerdì 30 aprile, verrà firmata dal ministro Roberto Speranza.

Pochi cambi previsti, dopo il pieno di regioni gialle la scorsa settimana.

  • Tornerà probabilmente in zona arancione la Sardegna, dopo tre settimane di rosso: negli ultimi 7 giorni i casi sono in calo del 16% e l'incidenza è a 108 casi per centomila abitanti.
  • Al contrario è la Val d'Aosta a rischiare di passare in zona rossa dalla fascia arancione a causa dei numeri preoccupanti soprattutto in termini di incidenza, 247 casi per centomila, a un soffio dalla soglia dei 250 che fa scattare il rosso in automatico.
  • Resterannno in arancione Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia.
  • La Puglia potrebbe passare da arancione a giallo: determinante il monitoraggio di oggi e domani per via dell'alta incidenza, ancora intorno a quota 224 casi ogni centomila abitanti.
  • Confermate, dopo una settimana di ulteriore seppur lenta discesa dei contagi, tutte le altre regioni in giallo: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto, così come le province autonome di Trento e Bolzano.

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