Martedì, 15 Giugno 2021
Verso un'Italia senza zone rosse

Le regioni che cambiano colore con l'ordinanza di Speranza di oggi e l'indice Rt in risalita

Il parametro che descrive il tasso di contagiosità del coronavirus Sars-CoV-2 dopo l'applicazione delle misure anti covid è in leggero aumento per la seconda settimana consecutiva. Ecco i territori che cambieranno colore da lunedì 10 maggio, mentre i governatori propongono al governo di valutare un Rt ospedaliero

Il ministro della Salute Roberto Speranza in una foto Ansa

Sale anche questa settimana l'indice Rt in Italia: il parametro che descrive il tasso di contagiosità del coronavirus Sars-CoV-2 dopo l'applicazione delle misure anti covid passa dallo 0.85 di sette giorni fa a 0.89. È questa l’indicazione su cui si stanno concentrando le valutazioni degli esperti della cabina di regia per il monitoraggio settimanale, coordinato dall'Istituto superiore di sanità (Iss) e dal ministero della Salute. E proprio in base ai dati sui contagi covid, il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà questa sera la nuova ordinanza sui nuovi colori delle regioni a partire da lunedì 10 maggio: da lunedì nessuna in zona sarà in area rossa, la Valle d’Aosta lascia la zona rossa e torna in zona arancione, passano in zona gialla Puglia, Basilicata e Calabria. Sicilia e Sardegna restano in zona arancione. Tutte le altre regioni restano in giallo.

Da lunedì nessuna regione in area rossa, tre in area arancione

Ma andiamo con ordine. Nel dettaglio, quasi tutte le regioni italiane sono sotto la soglia 1 dell'indice Rt, tranne il Molise e la provincia autonoma di Bolzano. Ecco i dati regione per regione:

  • Abruzzo 0.82
  • Basilicata 0.82
  • Calabria 0,74
  • Campania 0.95
  • Emilia-Romagna 0.92
  • Friuli-Venezia Giulia 0.78
  • Lazio 0.91
  • Liguria 0.96
  • Lombardia 0.92
  • Marche 0.94
  • Molise 1.25
  • Piemonte 0.84
  • Provincia autonoma di Bolzano 1.07
  • Provincia autonoma di Trento 0.97
  • Puglia 0.91
  • Sardegna 0.74
  •  Sicilia 0.89
  • Toscana 0.88
  • Umbria 0.93
  • Valle d'Aosta 0.93
  • Veneto 0.95

L'incidenza dei casi, invece, sempre secondo gli ultimi dati raccolti, è in discesa, passando dal valore di 146 registrato nel monitoraggio della scorsa settimana e toccando, oggi, quota 127. Insomma, secondo gli esperti il rischio in Italia per l'epidemia di covid è in una fase di miglioramento generale, con nessuna regione a rischio alto per la seconda settimana consecutiva. Sei regioni e province autonome hanno una classificazione di rischio moderato (di cui una, Calabria, ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane). Le altre 15 regioni e province hanno una classificazione di rischio basso. Una regione (Molise) e una provincia autonoma (Bolzano) hanno un Rt puntuale maggiore di uno, ma con il limite inferiore sotto l'uno. Ieri 11.807 contagi e 258 vittime, con il tasso di positività salito al 3,6%. Secondo l'ultimo report della Fondazione Gimbe, calano tutti gli indicatori ma si intravedono alcuni segnali precoci di aumento della circolazione del virus, come la risalita dalla prima metà di aprile dei nuovi casi nelle fasce 3-5 e 6-10 anni, verosimile conseguenza della ripresa delle attività scolastiche in presenza. Ne abbiamo parlato qui.

colori regioni 7 maggio 2021 oggi-2

Secondo la bozza del report settimanale di monitoraggio di ministero della Salute e Iss, scende il numero di regioni che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica: sono 5 contro le 8 della settimana precedente. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sotto la soglia critica (27%), con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 2.748 (27/04/2021) a 2.423 (04/05/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente ed è sotto la soglia critica (29%). Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 20.312 (27/04/2021) a 18.176 (04/05/2021). Soltanto una regione (Calabria) riporta un'allerta di resilienza, nessuna riporta molteplici allerte. L'incidenza in Italia, sottolineano gli esperti, "è in lenta diminuzione ma ancora elevata per consentire sull'intero territorio nazionale una gestione basata sul contenimento ovvero sull'identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti. È necessario continuare a ridurre il numero di nuovi casi anche attraverso le misure di mitigazione volte a ridurre la possibilità di aggregazione interpersonale".

I nuovi colori delle regioni con l'ordinanza di Speranza oggi

Come ogni venerdì, oggi in base ai dati del monitoraggio Iss-ministero della Salute sull'andamento dell'emergenza covid saranno decise le nuove ordinanze del ministro Roberto Speranza, in vigore da lunedì 10 maggio. Quasi tutta Italia dovrebbe rimanere in zona gialla. Attualmente sono tredici le regioni in questa zona (Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto, più le due province autonome di Trento e Bolzano), cinque quelle in arancione (Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia) e una in fascia rossa, la Valle d'Aosta. Ecco le ipotesi regione per regione, in ordine alfabetico.

  • La regione Abruzzo dovrebbe rimanere in zona gialla. Nel bollettino del 5 maggio non si sono registati decessi legati al Covid-19. Non succedeva da sei mesi, esattamente dallo scorso 8 novembre. Solo un Comune dovrebbe restare in zona rossa: si tratta di Celano, dove le maggiori restrizioni saranno in vigore a partire da sabato, per una settimana, a causa dell'aumento dei contagi.
  • Lunedì 10 maggio la regione Basilicata passerà dalla zona arancione alla gialla, da cui manca dal 28 febbraio scorso. L'Rt, che una settimana fa era 1.02, è stato ricalcolato a 0.82; in discesa anche l'incidenza dei casi negli ultimi sette giorni ogni centomila abitanti.
  • Quasi certa la conferma della zona gialla per la provincia autonoma di Bolzano. Nell'ultimo bollettino in Alto Adige nessun decesso e 46 nuovi casi.
  • La Calabria potrebbe tornare in zona gialla dopo mesi a partire da lunedì prossimo. Negli ultimi giorni c'è stato un calo della pressione sugli ospedali e nella curva di diffusione, anche se nel bollettino del 6 maggio c'è stata una lieve ripresa con 343 nuovi positivi contro i 284 del 5 e un tasso di positività all'8,75% (il precedente era al 6,5%). In crescita anche i decessi, ma prosegue la flessione dei ricoverati.
  • La Campania è tra le regioni in bilico: l'attuale giallo potrebbe trasformarsi in arancione ma è più probabile una conferma della zona gialla. Nell'ultimo bollettino, sono calate le vittime a fronte di un tasso dei contagi in lieve risalita. Numeri in miglioramento frutto anche di un incremento del ritmo delle vaccinazioni.
  • La regione Emilia-Romagna dovrebbe mantenere in zona gialla. Nell'ultimo bollettino si registra un leggero aumento dei nuovi casi, mentre prosegue il calo dei ricoverati.
  • Il Friuli-Venezia Giulia va verso una probabile conferma della zona gialla. Nell'ultimo bollettino su un totale di 5.889 test sono state riscontrate 80 positività al coronavirus, pari all'1,35%. I decessi registrati sono 3. I ricoveri nelle terapie intensive scendono a 31 (-2) e si riducono anche quelli in altri reparti che risultano essere 183 (-10).
  • Anche nel Lazio sarà confermata la zona gialla. Il valore Rt nella regione è a 0.9, i tassi di occupazione ospedalieri sono entro la soglia, diminuisce l'incidenza a 123 per centomila abitanti. Aumentano i casi, sono stabili i decessi e le terapie intensive, mentre diminuiscono i ricoveri.
  • "L'indice Rt sul contagio covid in Liguria è a 0.96, la regione si conferma a rischio basso in fascia gialla, come evidente dagli ottimi numeri sull'andamento della pandemia". Questo l'aggiornamento sui dati dell'ultimo report dell'Iss illustrati dal presidente della regione Liguria Giovanni Toti nella serata di giovedì 6 maggio a Genova nel punto stampa sulla pandemia. "La Liguria scende sotto 500 ospedalizzati totali, con 57 terapie intensive, che tornano sotto 60. C'è un calo diffuso del virus nella nostra regione", ha aggiunto Toti.
  • E la Lombardia? Il presidente della regione, Attilio Fontana, ha detto che la situazione è sempre in costante miglioramento, "i nostri numeri migliorano e quindi sono convinto che verrà confermata la zona gialla".
  • Per quanto riguarda le Marche, ieri presidente della regione, Francesco Acquaroli, ha detto: "Zona gialla anche la prossima settimana? Prima di anticiparlo voglio una comunicazione ufficiale, però i numeri ci dicono che siamo in una situazione di stabilità, in una fase ancora da zona gialla mi auguro e spero".
  • Anche in Molise la zona gialla dovrebbe essere confermata. Nell'ultimo bollettino si è registrato un decesso riconducibile al Covid-19, trenta nuovi casi positivi a fronte di 637 tamponi refertati, tre nuovi ricoveri. Il totale degli attualmente positivi in regione è 527.
  • Cala ulteriormente l'incidenza dei nuovi casi covid in regione Piemonte nella settimana dal 26 aprile al 2 maggio, e l'Rt puntuale, passato da 0.78 a 0.84, resta "significativamente" inferiore a 1. Si conferma un quadro epidemiologico da zona gialla.
  • La regione Puglia spera in un passaggio dalla zona arancione alla zona gialla. Dal 28 aprile al 4 maggio, secondo l'ultimo rapporto della Fondazione Gimbe, in Puglia c'è stata una riduzione del 14,8% rispetto a sette giorni prima e anche i casi attualmente positivi per centomila abitanti sono passati da 1.231 a 1.179.
  • E la Sardegna? La zona arancione per un'altra settimana, come prevede l'ultima ordinanza del ministro della Salute, è molto probabile, ma la regione ci crede ancora e ribadisce la richiesta di tornare in giallo già da lunedì 10 maggio. Le motivazioni che fotografano il progressivo miglioramento del quadro epidemiologico sono contenute in una relazione che l'assessorato regionale della Sanità ha trasmesso al ministero. Secondo il governatore Christian Solinas, "la permanenza in arancione risulterebbe paradossale alla luce dei dati registrati nelle ultime settimane".
  • La Sicilia è in bilico fra la conferma della zona arancione e il passaggio in zona gialla. Più probabile la prima ipotesi e che resti in arancione. Dopo cinque giorni in cui era in fase calante ieri è risalita la curva dei contagi. Tasso di positività al 4,5%, ma cala in modo consistente (-61) il numero dei posti letto occupati negli ospedali.
  • La Toscana va verso il rinnovo della zona gialla. Secondo le rilevazioni della Fondazione Gimbe, nella settimana dal 28 aprile al 4 maggio i nuovi casi sono diminuiti del 10,1% rispetto a quelli registrati nella settimana precedente. Anche i ricoveri sono in calo.
  • Si va verso la conferma dell'area gialla nella provincia autonoma di Trento. Ieri per il terzo giorno consecutivo nel bollettino covid non è stato riportato alcun decesso e calano anche i numeri in rianimazione. Negli ospedali le dimissioni (8) sono state più numerose dei nuovi ingressi (7): attualmente i pazienti covid sono 83, con 16 persone che hanno ancora bisogno delle terapie intensive.
  • Nella regione Umbria, che dovrebbe confermare la zona gialla, nella settimana tra il 28 aprile e il 4 maggio sono sotto la soglia di saturazione i posti letto in area medica e terapia intensiva occupati da pazienti covid. Come ogni giovedì un quadro dell'andamento della pandemia è stato tracciato anche dai responsabili della sanità della regione e dal nucleo epidemiologico: dall'aggiornamento è emerso che l'indice Rt calcolato sugli ultimi 14 giorni è 0,97.
  • La Valle d'Aosta, unica regione in zona rossa, spera nel ritorno in zona arancione e potrebbe ottenerlo a partire da lunedì prossimo, 10 maggio. I dati dell'ultima settimana indicano una riduzione del contagio: dal 30 aprile al 6 maggio sono stati registrati 187 nuovi casi positivi su centomila abitanti, ben lontano dalla soglia dei 250 che hanno fatto scattare la zona rossa. L'indice Rt puntuale è ampiamente sotto l'1, la pressione sull'ospedale Parini si è allentata negli ultimi giorni.
  • E per finire il Veneto: qui l''evoluzione dell'epidemia vede un Rt di 0,95 e un'incidenza di 97 casi ogni centomila abitanti. Se il dato dell'incidenza "è buono", quello dell'Rt a 0,95 "è ad un passo dalla fascia arancione", ha spiegato ieri l'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin. I parametri relativi all'occupazione ospedaliera sono al 15% sia per le aree non critiche degli ospedali, sia per le terapie intensive. Alla fine dovrebbe restare in zona gialla.


 

L'indice Rt ospedaliero: la proposta delle regioni al governo

A proposito dell'indice Rt, è intervenuto ai microfoni di SkyTg24 il presidente della Conferenza delle regioni, Massimiliano Fedriga. Questa la sua proposta al governo: "La prima cosa da superare oggi, vista anche la situazione contingente, è l'indice Rt che oggi andiamo a valutare", ha detto. In alternativa, secondo Fedriga, si potrebbe tenere in considerazione un altro indice, "l'Rt ospedaliero: fa capire se aumentano o diminuiscono le richieste di ospedalizzazione ed è un indicatore che può dare un segnale importante, e che non dà una visione distorta", ha aggiunto. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia-Romagna. "Spero che il governo faccia una revisione di come oggi vengono considerati i dati. L'Rt, che indica la trasmissione dei contagi, a mio parere dovrebbe essere superato da un Rt ospedaliero", ha sottolineato, ospite di Mattino 5. "Noi abbiamo un Rt che si sta avvicinando a 1, però abbiamo il crollo dei ricoveri nei reparti ospedalieri, terapie intensive e reparti covid. E io credo che l'importante sia che non ci sia più quel sovraffollamento, qui come in tutta Italia, come nei mei scorsi", ha sottolineato.


 

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