Campagna anti alcol della Regione finisce nella bufera: "Sessista e degradante"

Comparsa sul sito istituzionale "Costruire Salute", è stata rimossa dopo 24 ore. Bufera sull'assessorato alla Salute della Regione Sicilia

È durata online appena 24 ore. Tanto ci è voluto per capire che nel 2020 fare campagne pubblicitarie o di sensibilizzazione usando il corpo femminile non è più accettabile. È quello che è successo alla campagna contro l'abuso di alcol fra le donne lanciata dall'assessorato alla Salute della Regione Sicilia e comparsa sul sito istituzionale "Costruire Salute", salvo poi essere cancellata in seguito alle polemiche: un volto di donna stilizzato in bianco e nero, con due calici di vino rosso a simboleggiare ed evidenziare il seno, insieme alla scritta – in basso, più piccola – "Quali sono le dosi giuste di alcol per una donna?".

Le prime e più dure critiche sono arrivate dalla delegazione siciliana della Fondazione Bellisario, che in un post su Facebook ha stigmatizzato la campagna.

"Sul sito della comunicazione istituzionale dell'assessorato alla Sanità della Regione Siciliana è apparsa (e in seguito rimossa a causa di una 'rivolta popolare') una campagna di sensibilizzazione sull'abuso di alcol da parte...delle donne. Eh sì: perché l'alcol, alle donne fa male (agli uomini, non si sa!) ed è opportuno rispettare 'le dosi' per evitare patologie come infertilità, aborti spontanei e tutto quello che riguarda la sfera riproduttiva. Il messaggio 'testuale', tra l'altro, è accompagnato dalla campagna di comunicazione visiva che mette in mostra, in un disegno che sembra 'invogliare', più che dissuadere...due abbondanti 'coppe di vino' sul seno! Insomma: si continua a sperperare denaro pubblico in campagne istituzionali che degradano la donna ai soliti cliché: ovvero o 'madre' (non bere, donna, perché altrimenti non ti puoi riprodurre bene!) o... beh, il solito, anche lì"

"Come delegazione Sicilia della Fondazione Bellisario - si legge ancora - riteniamo di dover denunciare e monitorare sempre comportamenti disfunzionali come questo, che ledono la dignità della donna e che contribuiscono a costruire un'immagine sessista di cui certamente non sentiamo la necessità. Fatto ancor più grave, perché si tratta di una campagna pubblicitaria istituzionale, anche se in un secondo momento 'rimossa' dal sito. Ci auguriamo che l'assessore Razza, nel futuro, scelga di usare fondi pubblici per costruire un messaggio più consapevole e meno degradante".

"Caro assessore, da donne saremo felici e saremo più rassicurate che i soldi pubblici venissero utilizzati per sottoporre a dei controlli psicoterapeutici l’ideatore di questa campagna di comunicazione: sessista, volgare e denigrante. Certo anche le precedenti avevano tutti un chiaro riferimento sessuale. Si ricorda della cassata-profilattico o delle tette-mucca?", scrive su Facebook Fabiola Brignone, dipendente Seus, mentre la campagna continua a girare sui social (dove tra l'altro è stata fatta notare una somiglianza più che marcata tra la donna stilizzata dall'immagine e quella che compare disegnata sulla copertina dell'album 'Acoustic' di Alicia Paige) e il caso è diventato inevitabilmente anche politico.

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