Le due regioni a rischio coprifuoco o stop territoriali

Entro i prossimi quattro giorni il governo deciderà se inasprire le restrizioni. Nel mirino ci sono Lombardia e Campania. L'ipotesi delle chiusure serali

Ci sono due regioni sotto osservazione sul tavolo del governo che vuole evitare un lockdown nazionale ma intende fermare la seconda ondata dell'epidemia di coronavirus prima che sia troppo tardi. Si tratta di Lombardia e Campania. Nella prima ieri sono stati registrati 1800 casi, la seconda è già teatro di uno dei primi lockdown a livello territoriale (ad Arzano in provincia di Napoli). 

Le due regioni a rischio coprifuoco o stop territoriali

Le ipotesi sul tavolo arrivano fino a quella estrema della chiusura dei confini, ma non nel brevissimo periodo. Per adesso, spiega oggi Repubblica, si ragiona attorno alla possibilità di mettere in campo le chiusure nei quartieri, nelle città o nelle intere province della Lombardia e della Campania, ma con criteri meno stringenti rispetto a quelli di marzo. 

L'idea è quella di portare un coprifuoco che valga dalla sera alla mattina, sul modello di Parigi e Barcellona. Per adesso l'allarme è alto ma il sistema sanitario sembra reggere. Una terza regione a rischio è la Liguria, ma tra le sorvegliate speciali ci sono pure Veneto, Sardegna e Trentino Alto Adige. Il "pregio" del coprifuoco è che non chiuderebbe le attività commerciali del tutto, anche se i danni all'economia ci sarebbero comunque. Intanto prendono quota le ipotesi degli ingressi scaglionati in classe, così da allentare la pressione sui trasporti pubblici. L'idea è quella di far entrare gli alunni dalle 8 alle 11, in modo da aiutare le città che hanno più problemi da questo punto di vista. 

Ma la ministra della Pubblica Istruzione non è d'accordo e spinge per una fascia oraria dalle 8 alle 9. Il Corriere della Sera scrive che intanto nel governo il rebus è se non ci sia bisogno di rivedere in corsa il Dpcm appena firmato, se non sia il caso di inasprire le regole sugli assembramenti fermando locali, ristoranti e attività sociali e culturali, anche alla luce del coprifuoco alle 21 scattato a Parigi.

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«Sono stato preoccupato sin dall’inizio, figuriamoci se non lo sono adesso», è lo stato d’animo del ministro della Salute, Roberto Speranza. In questo clima, ieri Conte ha ricevuto la lettera con cui Riccardo Nencini, presidente della commissione Cultura del Senato, sprona il governo a colmare il ritardo logistico accumulato sui trasporti: «Sarà un novembre drammatico, il Cts dice che treni e bus sono possibili focolai»

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