Domenica, 28 Febbraio 2021

“In Campania cominciamo a dover scegliere chi curare e chi no”

L’allarme dei medici: nella regione in zona rossa la situazione sanitaria “è allo stremo”

Immagine di repertorio Ansa

“Ogni giorno ricevo centinaia di messaggi di colleghi che dicono tutti la stessa cosa: non ce la facciamo più, non è vero che abbiamo ancora posti letto disponibili per pazienti Covid. Cominciamo a dover scegliere chi curare e chi no”. A parlare è Pierino Di Silverio, componente dell’esecutivo Anaao-Assomed nazionale e vicesegretario regionale Campania, che all’Adnkronos parla di una situazione sanitaria ormai “allo stremo” nella regione zona rossa dal 15 novembre. "Nell'ultimo mese e mezzo si è infettato in Campania il 30% degli operatori", dice Di Silverio, secondo il quale “nelle prossime settimane sarà sempre peggio e se la curva non si raffredda noi scoppiamo. Abbiamo una valanga di pazienti che necessità di cure, non tutti da terapia intensiva, ma che restano troppo tempo in ospedale".

Il rappresentante del sindacato dei medici del Ssn ci tiene ad essere chiaro: “Nessuno vuole colpevolizzare e crocifiggere ma stiamo soffrendo e alla fine e restiamo da soli”. I medici, denuncia Di Silverio, sono “isolati con le istituzioni che decidono senza ascoltarci e i pazienti, che non sapendo contro chi protestare, iniziano a darci addosso”, mentre sulla gestione dell'emergenza Covid in Campania c’è “un rimpallo di responsabilità tra la Regione e il Governo. Una deresponsabilizzazione di cui dovrebbero vergognarsi entrambi”.

Le richieste dei medici del Ssn in Campania

“Viene chiuso il pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni Bosco di Napoli - racconta Di Silverio - per farci un Covid Hospital, dove in questo momento ci sono 4 pazienti in un reparto a bassa intensità di cura che se peggiorano vanno trasferiti. Intanto però si è chiuso un servizio ai cittadini che chiedono assistenza". "Abbiamo chiesto di identificare i Covid Hospital ma anche di strutturare bene gli ospedali no-Covid invece sono stati disseminati ovunque Unità Covid senza però organizzare i percorsi e così molti operatori si sono infettati - evidenzia il sindacalista dell'Anaao - Abbiamo chiesto di implementare la medicina del territorio e dal Governo arrivano, ora dopo 8 mesi, le linee guida per la rivalutazione extraospedaliera dei pazienti. Tutto assurdo".

Secondo il sindacato dei medici ospedalieri "l'unità di crisi messa in piedi dalla Campania non è in grado di rispondere all'emergenza, ci sono solo due medici, uno è il responsabile del 118 e uno è un collega ospedaliero. Ma dove sono i medici che stanno in prima linea? Perché non ha inserito anche le parti sociali?  - si chiede Di Silverio - È chiaro che c'è una lacuna di competenze nelle gestione dell'organizzazione con un effetto a domino sugli ospedali. È ora che il governatore apra gli occhi e ascolti chi sta in trincea, perché quella che combattiamo ogni giorno è una guerra contro il Covid".

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