Cannabis light, salta la regolamentazione ma l'M5s annuncia una nuova battaglia

La tagliola del Presidente del Senato esclude dalla manovra le norme che erano già state approvate in commissione bilancio. Il senatore M5s Mantero a Today.it: "Ora Casellati dimostri di essere super partes"

Il senatore M5s Matteo Mantero in aula a Palazzo Madama ANSA/ANGELO CARCONI

La cannabis light resta nel limbo: non sarà presente nella manovra finanziaria la norma che avrebbe dovuto regolamentare la coltivazione di cannabis sativa L dopo le recenti pronunce dei giudici della Cassazione. L'ufficio di presidenza del Senato ha infatti bocciato il sub emendamento (91.0.2000/7) al disegno di legge di bilancio presentato dai senatori M5s Mollame e Mantero e approvato dalla Commissione Bilancio di palazzo Madama.

"Emendamento inammissibile" ha spiegato all'aula il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Il testo che tramite una accisa sulla canapa - la cosiddetta "Canapa Tax"- andava ad integrare alcune disposizioni della legge 242 del 2016, è stato bocciato perché la normativa comprendeva una parte regolamentare che non è stata ritenuta coerente con il disegno di legge di bilancio. 

"Una decisione tecnicamente corretta" spiega a Today.it il senatore M5s Matteo Mantero, co-promotore della disposizione che avrebbe regolamentato la canapa industriale. Mantero tuttavia contesta una certa "discrezionalità" applicata dall'ufficio di presidenza di Palazzo Madama. 

"Il parere è insindacabile quindi non c'è speranza di reintegrare l'emendamento nel corso dell'analisi della legge di bilancio, tuttavia constatiamo come la tagliola sia stata applicata su questa norma piuttosto che su altre. Non vorremo che le pressioni di Salvini e Gasparri (leader dei senatori di Forza Italia, ndr) abbiano influito".

"La presidente del Senato dimostri di essere super partes - continua il senatore Mantero a Today.it - e calendarizzi la mia proposta di legge che era già stata presentata a Giugno ma attende ancora di iniziare il proprio iter parlamentare. Si tratta di una legge che vuole tutelare l'intera filiera agroindustriale della canapa, 3mila aziende e 12mila lavoratori, ora messi in crisi con la bocciatura di un emendamento che avrebbe fatto finalmente chiarezza sulla loro produzione e sul loro futuro".

Non si tratta di un de profundis quindi?

"Sono dispiaciuto ed amareggiato per gli imprenditori e i piccoli commercianti, soprattutto giovani, che avevano investito nella filiera della canapa. Non stiamo parlando di prodotti stupefacenti come erroneamente una intera fazione politica continua ad identificarli. Volevamo dare, una volta per tutte, certezze dal punto di vista legislativo a migliaia di agricoltori che operano nella filiera della canapa e per far crescere un settore che potrebbe costituire una risorsa per l'intero comparto primario. Saltato l'emendamento nel disegno di legge di bilancio noi non molliamo. Certo sarà un percorso più lungo ma vogliamo cercare di dare un futuro a quello che può essere davvero un green new deal. Qui le droghe non c'entrano, ci vanno di mezzo i coltivatori, i dipendenti delle industrie e le loro famiglie".

La finanziaria sta trovando molti ostacoli anche nel vostro stesso gruppo che fa parte della maggioranza di governo, il senatore Paragone ha annunciato voto contrario...

"Guardi, il senatore Paragone ha il dovere di votare con coerenza rispetto alla propria visione. Se ritiene che le norme che verranno introdotte dalla legge di bilancio vadano contro il suo sentire... il vincolo di mandato non c'è e se ritiene può votare no alla fiducia. Poi non ne farei un caso politico, ma credo occorra proseguire in seno al mandato dato dagli elettori..."

I senatori m5s Mantero e Paragone-2

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"Se avesse contenuto anche le disposizioni sulla canapa avrebbe meritato un bel 8, ora non va oltre un sei, anzi 6 meno meno".

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