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Martedì, 25 Gennaio 2022
Codice nero

"Scegliere chi curare": rischio codice nero, è caos negli ospedali come nel 2020

A Palermo si montano ospedali da campo davanti ai principali nosocomi cittadini dove sono decine le ambulanze in fila. Allarme dei medici in Campania: "A Napoli si rischia quanto visto in Lombardia due anni fa"

"Siamo tornati al 2020, non riusciamo a curare tutti": è forte la denuncia dell'Associazione chirurghi ospedalieri italiani che spiega come sia difficile assicurare la continuità delle operazioni chirugiche e come certi appuntamenti vengano rimandati. "Chi ha un tumore deve aspettare - afferma il presidente Marco Scatizzi -Non vogliamo essere complici di chi, per negligenza o inadempienza, mette a rischio la vita dei pazienti e dei chirurghi stessi". Intanto fanno impressione le immagini che arrivano da alcuni importanti ospedali italiani con ambulanze e auto private in fila anche per diverse ore all'esterno dei pronto soccorso.

Succede all'ospedale Cotugno di Napoli, pronto soccorso infettivologico di riferimento particolarmente sotto pressione in questi giorni di picco di contagi. Qui è stato istituito un pretriage per distinguere le situazioni di maggiore urgenza e consentire dunque l'assistenza prioritaria a chi deve essere portato all'interno dell'ospedale.

"A Napoli si rischia quanto visto in Lombardia due anni fa"

"Il dilagare della variante Omicron ha messo in ginocchio ospedali, ambulatori studi medici e rete dell’emergenza, e ciò che emerge oggi è solo la punta dell’iceberg. Entro una settimana o due al massimo, se non si interviene adesso, rischiamo di vedere a Napoli ciò che purtroppo abbiamo visto in Lombardia due anni fa" spiega il presidente dell’Ordine dei Medici del capoluogo campano, Bruno Zuccarelli.  "A causa del prolungarsi dei tempi d’attesa e dell’impossibilità di prendere in carico le situazioni meno gravi, la tensione è alle stelle. I colleghi che lavorano in emergenza hanno paura. Gli insulti e le aggressioni sono all’ordine del giorno e spesso le guardie giurate non sono in condizione di impedire che dalle parole si passi alle vie di fatto. Ciò che si decide oggi - conclude Zuccarelli - avrà effetto a distanza di 10 o 15 giorni. Se vogliamo evitare il peggio è bene che si intervenga subito. Vi prego, non metteteci in condizione di dover applicare il codice nero".

A Palermo arriva l'ospedale da campo

È già emergenza negli ospedali di Palermo, sia al Cervello che al Civico mentre di giorno in giorno aumenta la pressione sui nosocomi con decine di persone in attesa con un tampone positivo o problemi di desaturazione. Dopo la protesta dei barellieri che hanno fatto suonare all'unisono le sirene delle ambulanze in coda al pronto soccorso sono stati montati due tensostrutture sia al Cervello che all'ospedale Civico, mentre si sta valutando di procedere allo stesso modo anche a Partinico. La struttura commissariale per la gestione dell'emergenza Covid di Palermo ha messo a disposizione del presidio all'ospedale Cervello personale sanitario, dalle 8 alle 14 e dalle 14 alle 20, per aiutare i colleghi del pronto soccorso. 

"Si è concentrato nelle stesse ore un numero di pazienti che ha superato la ricettività del pronto soccorso che è di oltre 50 postazioni", ha riferito Tiziana Maniscalchi, responsabile del pronto soccorso Covid dell'ospedale Cervello di Palermo. Davanti al nosocomio c'erano 14 ambulanze, rimaste in fila per ore davanti all'area di emergenza. "Speriamo che questo picco - aggiunge Maniscalchi - duri pochi giorni perché sono situazioni che mettono a dura prova il nostro lavoro, l'intero sistema sanitario locale. Questi numeri me li aspettavo perché risentono del Capodanno, delle feste private e delle riunioni familiari. Forse in questa fase sarebbe stato più opportuno riflettere, stare attenti e pensare alle cose essenziali". Speriamo di avere raggiunto il picco ma i numeri non fanno pensare che sia cominciata la discesa, anzi". La responsabile dell'area di emergenza traccia poi un bilancio della situazione: "L'ospedale Cervello, che ha registrato anche 90 accessi al giorno, attualmente ha oltre 200 ricoverati rispetto a una capienza massima di 250 che raggiungeremo con l'attivazione di altri posti letto. Sono tutti casi gravi - sottolinea Maniscalchi - e in gran parte si tratta di persone non vaccinate".

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