Venerdì, 5 Marzo 2021

Chi era Carlo Acutis: in migliaia ad Assisi per il "patrono di Internet"

Ucciso a 15 anni da una leucemia fulminante Carlo Acutis è il primo beato dei millennials. Un "Influencer di Dio" come la madre aveva soprannominato il ragazzo e già si parla di lui come possibile "patrono" di Internet

È beato Carlo Acutis, lo studente milanese morto a 15 anni il 12 ottobre 2006 all'ospedale San Gerardo di Monza per una leucemia fulminante. Acutis è stato riconosciuto dalla Chiesa, nonostante la sua breve vita, come modello di fede cristiana e lo stesso Papa Francesco lo ha proposto ai giovani come modello di santità dell'era digitale.

La proclamazione di Carlo Acutis beato, decretata da papa Francesco, è stata pronunciata dal cardinale Agostino Vallini, delegato pontificio per le Basiliche di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli, durante la messa celebrata nella Basilica superiore di San Francesco ad Assisi, città dove la famiglia Acutis possiede una casa e dove il giovane Carlo passava lunghi periodi, appassionandosi alla figura e alla spiritualità di San Francesco, e dove è stato sepolto dopo la morte.

La memoria liturgica del beato Carlo Acutis sarà celebrata ogni anno il 12 ottobre, giorno della sua morte. Al termine della lettura della lettera papale di beatificazione, nella Basilica superiore di Assisi si è levato l'applauso dei presenti, compresi i familiari di Acutis. Quindi è stata scoperta la sua immagine dietro l'altare e portata la sua reliquia.

Come cultore delle nuove tecnologie, che usava assiduamente per trasmettere i valori cristiani, di Carlo Acutis di parla già come possibile "patrono" di Internet.

La beatificazione di Carlo Acutis

Erano attese migliaia di persone ad Assisi per la beatificazione di Carlo Acutis, il primo beato dei millennials e "Influencer di Dio" come la madre aveva soprannominato il ragazzo milanese che aveva appena quindici anni quando nel 2006 morì all'ospedale di Monza a causa di una leucemia fulminante.

Carlo che potrebbe così diventare il patrono di internet, conduceva una vita simile a quella di tanti suoi coetanei, ma, durante la sua breve esistenza, si è distinto per la capacità di trasmettere la sua grande fede a tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerlo.

Il processo di beatificazione deciso dopo un miracolo riconosciuto dalla Chiesa: il 12 ottobre del 2013 a Campo Grande in Brasile un bambino sudamericano nato nel 2010 con una malformazione congenita al pancreas, guaribile solo con una complessa operazione, era guarito dopo una preghiera speciale celebrata da un sacerdote in presenza di una reliquia di Carlo, un brandello del suo pigiama. 

La beatificazione di Carlo Acutis

Inizierà alle ore 16.30 di sabato 10 ottobre 2020 il rito di beatificazione di Carlo Acutis nella Basilica di San Francesco di Assisi. La cerimonia, presieduta dal cardinale Agostino Vallini (legato pontificio per e Basiliche di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli) richiamerà nella città del poverello più di 3.000 pellegrini (maxi-schermi allestiti in cinque piazze) mentre sono un centinaio i giornalisti accreditati per un evento che sarà seguito dalle televisioni di tutto il mondo (di cui una libanese), con la diretta trasmessa da Tv2000.

Carlo Acutis, così è stato trattato il corpo del beato

All’atto dell’esumazione nel cimitero di Assisi, avvenuta il 23 gennaio 2019, il corpo fu trovato nel normale stato di trasformazione proprio della condizione cadaverica. Non essendo tuttavia molti gli anni della sepoltura, pur trasformato, ma con le varie parti ancora nella loro connessione anatomica, il corpo è stato trattato con quelle tecniche di conservazione e di integrazione solitamente praticate per esporre con dignità alla venerazione dei fedeli i corpi dei beati e dei santi. Un’operazione che è stata svolta con arte e amore. Particolarmente riuscita la ricostruzione del volto con maschera in silicone. 

Con specifico trattamento è stato possibile inoltre recuperare la reliquia del cuore che sarà utilizzata nel giorno della beatificazione.

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Papa Francesco, rimasto incantato dalla storia di Carlo, ha parlato di lui nella "Lettera ai giovani", firmata lo scorso anno a conclusione dei lavori del Sinodo, riportando una frase che spesso ripeteva il ragazzo: "Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie".

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