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Martedì, 18 Giugno 2024
La polemica

A Pasqua è ancora caro-voli: fino a mille euro per arrivare in Sicilia

Chi vuole raggiungere Palermo deve essere pronto a sborsare cifre importanti. Federconsumatori: "Se invece di tornare a Catania per Pasqua scegliamo di partire da Catania per Dubai, spendiamo circa il 50% in meno". Il governatore siciliano Schifani ed Enac si rivolgono all'Antitrust

Non la si può nemmeno definire "amara sorpresa", perché la sorpresa è per sua definizione inaspettata. Il caro voli in prossimità dei giorni festivi è invece una certezza - amara, quello sì - per quanti vogliono raggiungere la Sicilia. Che sia per vacanza o per tornare a casa, poco importa: il viaggiatore sa che dovrà prepararsi a una spesa non da poco. Pasqua 2023 non fa eccezione.

Oggi, martedì 4 aprile, Today.it ha fatto una simulazione dal sito di Ita. Abbiamo verificato il costo di solo un biglietto di andata per una persona per raggiungere Palermo da Roma Fiumicino e Milano. A parte tre voli sotto i 100 euro, poi le cifre salgono in maniera esponenziale fino a superare i mille euro.

Nel dettaglio per un Roma-Palermo giovedì 6 aprile la spesa varia da 281 a 1.035 euro (per l'esattezza il volo delle 8 con uno scalo e arrivo alle 13.30); venerdì andiamo dai 268 ai 732 euro con la felice e unica eccezione di un economy a 58 euro partendo alle 2045; sabato da 148 a 605; domenica da 83 a 802. Più bassi i costi da Milano: giovedì da 225 a 442; venerdì da 126 a 407; sabato da 70 a 232; domenica da 61 a 203. Come detto questo per una tratta e un passeggero. La spesa quindi sale, e di molto, se a viaggiare è una famiglia e si deve poi calcolare il ritorno. 

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La nostra piccola ricerca trova riscontro nell'ultima rilevazione Federconsumatorim, che avvisa: "Senza un intervento sull'offerta, da fare con abbondante anticipo, i prezzi vanno alle stelle e rimangono altissimi fino alla fine. Rispetto ai prezzi rilevati il 7 marzo, infatti, quelli delle simulazioni d'acquisto fatte il 31 marzo sono quasi sempre molto più alti, salvo rarissime eccezioni. Come i 57 euro in meno del costo minimo di un Ita Airways Linate-Catania compensati, però, da +70 euro di costo massimo. In alcuni casi i prezzi salgono anche di 386-477 euro, rispettivamente differenza sul prezzo minimo e sul massimo di un Bologna-Catania con Ryanair, il cui prezzo negli ultimi giorni è schizzato fino a 729,28 euro".

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Federconsumatori parla di "cifre da capogiro considerando che se il 7 aprile, invece di tornare a Catania per Pasqua scegliamo di partire da Catania per Dubai, spendiamo circa il 50% in meno: 550 euro andata/ritorno con volo diretto, ritorno il 14 aprile. Ci chiediamo - dicono ancora da Federconsumatori - cosa ha intenzione di fare l'Osservatorio, e il Governo regionale tutto, in vista del 25 aprile, del 1° maggio e del 2 giugno. Tre ponti lunghi da fare invidia a quello di Messina e che, tiriamo a indovinare, vedranno ripresentarsi le stesse identiche dinamiche dei prezzi dei voli". 

E come già accaduto a Natale, il caro voli ha strascichi politici col presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha nuovamente scritto all'Autorità garante per la concorrenza e il mercato. Il governatore si è rivolto anche ai ministri Giorgetti e Salvini, rispettivamente all'Economia e alle Infrastrutture.

Per Schifani "si tratta di una grave disparità di trattamento nei confronti della Sicilia. È inaccettabile che compagnie come Ita, a totale controllo pubblico, e cosiddette 'low cost' come Ryanair realizzino prezzi offensivi per il buonsenso, tanto più se aggiungiamo la scarsa trasparenza sulle tariffe perché ai prezzi, a seconda delle compagnie aeree, va sommato il costo dei bagagli a mano o da stiva, della scelta dei posti e della priorità di imbarco. Tutti elementi che fanno lievitare il prezzo". Nella nuova segnalazione il presidente della Regione ribadisce la "scarsa programmazione" e la "carente attenzione da parte delle compagnie aeree alle richieste del mercato da e per l'Isola tutto l'anno e, certamente, durante i picchi relativi alle festività". Ai ministri Schifani sottolinea che "nella condizione di insularità della Sicilia il trasporto aereo riveste un ruolo strategico fondamentale per garantire la continuità territoriale e la mobilità dei suoi abitanti e, non secondariamente, ai fini dello sviluppo del turismo. Non è ammissibile che i cittadini siciliani continuino a essere penalizzati". Per queste ragioni, chiede ai ministri di intervenire con Ita e Ryanair "affinché adottino fin da subito politiche commerciali tendenti a una drastica riduzione del costo dei biglietti e a un incremento della frequenza dei voli".

Anche l'Enac (Ente nazionale aviazione civile) presenterà una relazione all'Antitrust sul caro voli. Ad annunciarlo Vito Riggio, amministratore delegato di Gesap, la società di gestione dell'aeroporto internazionale di Palermo che parla di prezzi "scandalosamente alti, soprattutto quelli finali". 
"Ho avuto un colloquio telefonico con il presidente dell'Enac, Pierluigi Di Palma - sottolinea Riggio -, e abbiamo concordato che l'ente presenterà una relazione all'Antitrust. Per ciò che riguarda i voli sull'aeroporto di Palermo, l'Enac raccoglierà informazioni e dati attraverso Gesap".

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