Sabato, 5 Dicembre 2020

La casalinga è un mestiere pericoloso (e non retribuito): 600mila incidenti l'anno

Se tutti i lavori che svolgono all'interno della famiglia per la cura della casa e dei figli venissero retribuiti, le casalinghe dovrebbero percepire uno stipendio di 3.045 euro netti al mese, il doppio rispetto alla media dei lavoratori italiani. I dati dello studio "Faccende pericolose" dell'Anmil

In Italia, ogni anno, si verificano oltre tre milioni di incidenti domestici che coinvolgono circa 3,5 milioni di persone. Le categorie più a rischio sono le donne, gli anziani e i bambini, soprattutto minori di 5 anni. Il dato emerge dallo studio Anmil (Associazione nazionale lavoratori mutilati e invalidi del lavoro) 'Faccende pericolose', presentato oggi da Franco D'Amico, responsabile Servizi statistici dell'Associazione. Secondo la più recente rilevazione Istat (2017), sono 7 milioni e 338mila le donne che si dichiarano casalinghe nel nostro Paese, un numero in costante calo (-518 mila rispetto a 10 anni fa). Tra le donne, sono circa 600 mila le casalinghe coinvolte in un incidente domestico: l'8,2% del totale.

Incidenti domestici: i luoghi più a rischio in casa

La cucina è il luogo più a rischio (63% degli incidenti), seguito da camera da letto (10%), soggiorno (9%) e scale (8%). Un altro 8% degli incidenti delle casalinghe avviene in bagno, generalmente per una caduta sulle superfici scivolose dei sanitari (vasca, doccia) e del pavimento. La lesione più diffusa è la frattura (36% del totale), mentre le ustioni - provocate in genere da pentole, fornelli, ferro da stiro, olio bollente o acqua-vapore bollente - sono alla base del 18,5% degli incidenti delle casalinghe. Le ferite da taglio o punta, causate da coltelli o altri oggetti taglienti presenti in casa, rappresentano il 15% degli incidenti (circa 90 mila l'anno). Le parti del corpo di gran lunga più colpite sono gli arti superiori e inferiori: l'81,2% degli incidenti provoca conseguenze a danno di gambe, braccia, mani o piedi. L'11,8% degli incidenti interessa la testa.

Casalinga, un lavoro poco (o non) retribuito

Lo studio pone l'accento anche sulle condizioni economiche delle casalinghe. Il numero medio di ore di lavoro non retribuito svolto ogni anno da una casalinga è stimato pari a 2.539: una media di 49 ore a settimana, 7 al giorno compresi festivi e ferie. Se tutti i lavori che svolgono all'interno della famiglia per la cura della casa e dei figli venissero retribuiti, le casalinghe dovrebbero percepire uno stipendio di 3.045 euro netti al mese, il doppio rispetto alla media dei lavoratori italiani. Tanto è stato recentemente valutato il lavoro domestico dal portale ProntoPro.it, che si occupa di preventivi per i lavori dei professionisti.

Assicurazione casalinghe: a che punto siamo

"Sotto la pressione di questi forti segnali e anche a seguito delle reiterate richieste da parte di varie associazioni, in primis l'Anmil, il sistema di tutela previsto dall'assicurazione casalinghe è stato profondamente migliorato dalla recentissima legge di bilancio 2019, che ha innalzato il limite di età da 65 a 67 anni e abbassato il grado minimo dal 27 al 16%, prevedendo anche un piccolo indennizzo una tantum per gli infortuni tra 6 e il 15%". Allo stesso tempo, precisa lo studio, "l'importo del premio è stato portato a 24 euro l'anno". "Nonostante questi miglioramenti alla normativa, che consentiranno a una platea più ampia di donne di accedere alla tutela assicurativa offerta dall'Inail e di ottenere, nel caso subiscano un evento infortunistico, prestazioni migliori e più efficaci, sarebbe estremamente importante - avverte - poter estendere la tutela assicurativa per il lavoro domestico anche alle donne che siano già assicurate presso altre forme di tutela sociale obbligatoria".

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"L'attuale negazione di questa possibilità - si legge nello studio - non tiene conto della duplice dimensione professionale della donna che, assicurata per l'attività lavorativa svolta al di fuori del contesto domestico, rimane priva di tutele per gli infortuni legati alla gestione della casa e della famiglia. Sarebbe, quindi, opportuno estendere la protezione assicurativa a tutte le attività svolte fuori dall'abitazione, ma comunque connesse alla cura della famiglia e alla gestione domestica".

Queste le parole del presidente nazionale Anmil, Franco Bettoni, in occasione della presentazione dello studio presentato oggi dall'Associazione:

"Lo sanno bene le oltre 7 milioni di casalinghe presenti in Italia quanto sia faticoso, ma al tempo stesso determinante per l'economia familiare, prendersi cura della casa, della famiglia, dei figli. Eppure, il mestiere più difficile del mondo è anche il meno retribuito, anzi non viene affatto retribuito: se le mamme dovessero battere cassa per tutti i lavori che svolgono all'interno delle mura domestiche, dovrebbero percepire uno stipendio doppio rispetto alla media dei lavoratori italiani. Ma, come dicevamo, oltre ad essere il più difficile, quello della casalinga è un lavoro molto pericoloso con tassi di incidenza infortunistica media superiori a quelli delle lavoratrici normali". 
 

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