Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Casteldaccia, le lacrime del proprietario della villa: "Sto male, mi sento responsabile di tutto"

Antonino Pace: "Nessuno mi aveva mai detto che il fiume fosse così pericoloso". Eppure quella villetta fu già travolta da un'alluvione dieci anni fa

"Sono troppo dispiaciuto, sono disperato per quello che è successo a Giuseppe (Giordano ndr), se avessi saputo che sarebbe capitata una cosa del genere non avrei mai dato le chiavi a Giuseppe e non avrei mai permesso a nessuno di entrare in quella casa". A parlare è Antonino Pace, il proprietario della villetta abusiva di Casteldaccia (Palermo) travolta sabato sera dall'esondazione del fiume Milicia che ha provocato nove morti. Pace, insieme con la moglie Concetta Scurria, ha incontrato i giornalisti presso lo studio del loro legale, Marco D'Alessandro. E' AdnKronos a riportare le parole del proprietario della villetta, che parla tra le lacrime. Singhiozzando. 

"Mio figlio aveva la residenza in quella casa, non avrei mai messo a repentaglio la sua salute. Nessuno aveva mai detto che il fiume fosse così pericoloso". In un'intervista a Repubblica, solo due giorni fa lo stesso Pace ammetteva però che nel 2008 la villetta fu travolta da un'altra alluvione. Allora per fortuna non ci furono vittime, ma lui decise di andare di andare a vivere in città. 

"Sto malissimo, mi sento responsabile di tutto"

Oggi ai giornalisti Pace racconta di avere dato la casa "in segno di amicizia" a Giuseppe Giordano, il commerciante di 35 anni che nell'alluvione ha perso tutta la sua famiglia, la moglie, due figli piccoli, i genitori, il fratello e la sorella. "Giuseppe aveva fatto dei lavori a casa mia e in segno di amicizia gli ho dato la casa - dice - Io sto male, sto malissimo, mi sento responsabile di tutto, sono in mano alla giustizia". "Ho un grande dolore nel cuore - dice - vorrei abbracciare Giuseppe. Sono troppo disperato. Io dolore che ha Giuseppe nel cuore ce l'ho pure io. Non ce la faccio più".

La condanna per abusivismo

Ma poi tiene a sottolineare: "Mai nessuno è venuto a dirmi: 'Lei da qui se ne deva andare', io e la mia famiglia entravamo e uscivamo quando volevamo". Nel 2010 i coniugi furono condannati per abusivismo e a una ammenda da 23.500 euro e all'abbattimento della casa. Ma la casa è rimasta lì. a pochi passi dal fiume Milicia che sabato è esondato.

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(Antonino Pace e Concetta Scurria, proprietari della villetta di Casteldaccia)

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