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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
La nuova stretta

Nuovo decreto Covid tra super green pass e obbligo vaccinale: il testo in Cdm con le richieste delle Regioni al Governo

Il coprifuoco per limitare i contagio nelle zone rosse è già realtà in Alto Adige ma è in arrivo una nuova stretta. Il consiglio dei ministri approverà infatti il nuovo decreto che introduce nuovi provvedimenti per limitare gli effetti della quarta ondata di Covid-19 in Italia

Si terranno domani mercoledì 24 novembre la cabina di regia e il Consiglio dei ministri che dovrà decretare le nuove misure anti-Covid da mettere in campo per contrastare la quarta ondata. Un decreto che appare ogni giorno più urgente, ancor più dopo l'allarme dell'Oms che stima che il computo dei morti per la pandemia di Covid salirà a 2.2 milioni solo in Europa entro la primavera. "Ci sarà una pressione elevata o estrema sui posti letto negli ospedali in 25 Paesi europei" spiega l'Oms mentre l'agenzia per il monitoraggio dei servizi sanitari regionali Agenas registra la crescita in otto regioni e province autonome italiane della percentuale di posti in reparto occupati da pazienti con sintomi.

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La nuova stretta per contenere la quarta ondata del Covid arriverà quindi nei prossimi giorni: sul tavolo del Consiglio dei ministri ci saranno anche le richieste delle regioni che chiedono di "premiare chi si vaccina", spingendo per dare il via libera al super Green pass con restrizioni per chi ha deciso di non sottoporsi al ciclo. Al provvedimento stanno lavorando i tecnici di palazzo Chigi e dei ministeri interessati, ma alcune anticipazioni dei provvedimenti sono già disponibili. Vediamo insieme.

Il doppio binario per il green pass

Per rispondere alla richiesta delle Regioni per non penalizzare chi è vaccinato in caso di un peggioramento della situazione con l'aumento dei contagi e dei ricoveri, il governo studia un doppio binario per il green pass per dare certezze alle categorie produttive e all'economia.

  • un super green pass, ovvero un certificato verde per vaccinati e guariti che consente a chi si è immunizzato di continuare a usufruire di ogni attività sociale e ricreativa;
  • un green pass per chi ha scelto di non vaccinarsi, ma che sottoponendosi al tampone permette l'accesso ai luoghi di lavoro e ai servizi essenziali.

Sulle condizioni del "super green pass" non vi è tuttavia unanimità: sono infatti allo studio i parametri che faranno scattare le prescrizioni. Con tutta probabilità nelle regioni in zona bianca non verrà indicato nessun limite, ma ma le limitazioni per i non vaccinati potrebbero scattare in zona gialla con il divieto di entrare in ristoranti, cinema, teatri, palestre, piscine, stadi.

Certa infine anche la riduzione della validità del green pass: la durata del certificato verde passerà da 12 a 9 mesi. È atteso in merito anche una valutazione degli esperti del comitato tecnico scientifico visto la spinta di alcuni membri della comunità scientifica per una durata di 6 mesi. Quanto alla durata dei tamponi è possibile che - se passerà la linea del rigore - la validità del green pass che si ottiene con i soli test antigenici possa essere ridotto a 24 ore. Per i tamponi molecolari - che garantiscono una maggiore attendibilità - la durata dovrebbe restare invece di 72 ore. 

Vaccini, l'anticipo della terza dose

Quello che è invece scontato è la scelta di anticipare la terza dose: se l'Austria punta addirittura ad anticipare il richiamo dopo 4 mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario, è probabile che il Governo possa portare da 6 a 5 mesi l'intervello per diventare elegibili al richiamo ulteriore. D'altronde Gianni Rezza, direttore della prevenzione del ministero della Salute, aveva firmato una circolare che stabiliva l'aggiornamento a 150 gioni "l'intervallo minimo previsto per la somministrazione della dose booster (di richiamo) con vaccino a m-RNA alle categorie per cui è già raccomandata (inclusi tutti i soggetti vaccinati con unica dose di vaccino Janssen), indipendentemente dal vaccino precedentemente utilizzato".

Difficile che invece venga imposto un obbligo vaccinale indiscriminato: se è certo che verrà introdotto l'obbligo della terza dose per i sanitari e il personale delle Rsa, è possibile che l'obbligo possa essere esteso ad altre categorie, in particolare quelle più esposte al contatto con il pubblico: forze di polizia, dipendenti della pubblica amministrazione, professori. 

Riassumendo, se passasse la linea del maggior rigore:

  • green pass validi 9 mesi e solo con il vaccino (o guarigione);
  • i no-vax potrebbero entrare in ristoranti, cinema, teatri, palestre, piscine, stadi solo se la regione si trova in zona bianca;
  • in zona gialla i tamponi consentirebbero l'accesso ai no-vax solo al lavoro e alle attività essenziali;
  • terza dose dopo 5 mesi dall'ultima somministrazione del vaccino anti covid;
  • obbligo vaccinale solo per sanitari e dipendenti statali (forze dell'ordine, prof e pubblica amministrazione).

Vale la pena ricordarlo: nulla è stato deciso ma questa è la linea rigorista che prevale dalle richieste delle Regioni al Governo e che sarà discussa domani tra le forze di maggioranza.

Più controlli

Inoltre, appurato che l'ondata dei contagi sia arrivata in Italia (e in Europa Centrale) partendo dall'Est Europa, i presidenti delle regioni frontaliere - dalla Liguria al Friuli Venezia Giulia - hanno chiesto al Governo il ripristino dei controlli alle frontiere, con i tamponi agli aeroporti e le verifiche su chi arriva dai paesi più in difficoltà. Tuttavia un provvedimento di questo tipo con la limitazione ancora una volta dell'area Schengen scatterebbe solo in seguito ad una decisione condivisa con la commissione Europea. Pertanto è improbabile che possa essere adottata domani: è invece più probabile che sia richiesta una maggior stretta sui controlli del rispetto delle disposizioni sanitarie all'interno del nostro Paese.

La richiesta delle Regioni è quella di garantire che chi accede ai mezzi di trasporto pubblico locale (bus, tram e metro) abbia il green pass come richiesto per treni e aerei. Tuttavia sarebbe difficile in questo caso pensare a controlli così capillari che ricadrebbero in capo alle aziende di trasporto. 

Ma quando finirà lo stato di emergenza?

È tuttavia presto per dire se lo stato di emergenza sarà rinnovato. Per ora la scadenza è fissata al 31 dicembre e il Governo ha spiegato più volte che solo in prossimità della scadenza sarà valutata una nuova proroga. Tuttavia una prima indicazione circa il perdurare dell'emergenza arriva dal Commissario Straordinario, Francesco Paolo Figliuolo che ha provveduto, d'intesa con il Ministero della Salute, a prorogare fino al 31 luglio 2022 i contratti del personale sanitario contrattualizzato dalla struttura commissariale per la somministrazione dei richiami del vaccino anti SARS-CoV-2 alle Regioni e Province Autonome.

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