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Venerdì, 30 Settembre 2022
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"La gente ci racconta di cenoni con 30-40 persone, se i contagi aumentano è colpa nostra"

Parla Renato Costa, commissario straordinario per l'emergenza della regione Sicilia: "Non è questione di zona arancione o rossa, il colore dobbiamo averlo dentro"

"Durante il periodo delle feste abbiamo notato un progressivo e lento incremenento della positività", ma "stavolta siamo stati noi a far circolare il virus". Lo dice Renato Costa, commissario straordinario per l'emergenza della regione Sicilia, che punta il dito contro chi non ha rispettato le regole. "I numeri aumentano perché i comportamenti dei siciliani non sono assolutamente virtuosi, anzi tutt’altro", spiega Costa ai microfoni di PalermoToday. "Noi ce ne accorgiamo perché le persone ce lo dicono. Non abbiamo mantenuto comportamenti adatti al periodo. Durante le feste natalizie qui vengono continuamente a raccontarci di cenoni con 30-40 persone che si sono verificati. E lì è cresciuto il contagio. Il virus non cammina da solo".

"Ogni giorno vengono al drive in 1.600 persone che sanno di aver avuto comportamenti scorretti. Si vede dalla paura nei loro occhi" dice il commissario all’emergenza Covid che è più che mai preoccupato dall’escalation dei contagi. "Nell’intimo di ognuno di loro c’è l’idea che forse qualcosa è andato storto". Per questo Costa ricorda quanto sia importante osservare quelle poche e semplici regole che ormai ognuno di noi dovrebbe conoscere a menadito: mascherina, distanziamento, igiene delle mani. "Non è questione di zona arancione o rossa, il colore dobbiamo averlo dentro".

(Video Rosaura Bonfardino, redazione di PalermoToday)

Il medico Davide Resi: "Il 70% dei contagi sono da Covid-panettone"

E che le feste di Natale abbiano pesato sull’aumento dei contagi Costa non è il solo a pensarlo. Davide Resi, medico della Ausl di Bologna impegnato nel contact tracing, ha spiegato qualche giorno fa a 'Repubblica' che in base alla sua esperienza almeno 7 contagi su 10 sono conseguenza di feste e cenoni. "Sa come li chiamiamo? I contagi da Covid-panettone. Quanti sono? Il 70 per cento, almeno. Non c’è telefonata che faccio che non mi dicano: «Ah, sì, eravamo a cena il 24, a pranzo il 25, un tè il 26, ma eravamo pochi e tutti in famiglia»".

“Il grande problema - aveva aggiunto Resi - è che riscontriamo che già il giorno in cui si sono incontrati c’era chi aveva sintomi lievi ma non per questo ha rinunciato. La gente non ha ancora capito che anche un mal di testa e un mal di gola possono essere Covid".

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