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Lunedì, 24 Gennaio 2022
La decisione

Centri tampone chiusi ai no vax in Veneto: i test solo ai pazienti con sintomi

La stretta già nella Ulss Euganea di Padova e nella Ulss Serenissima di Venezia. Per l'assessora regionale alla sanità Lanzarin si tratta di "uno stato di necessità" per "garantire la sanità pubblica", sotto pressione con l'aumento dei casi

Giro di vite in Veneto. Stop ai tamponi a pagamento per garantire il Green Pass ai non vaccinati. La coperta è corta e, con il personale medico già in affanno e alle prese su più fronti con la lotta al Covid e la campagna di vaccinazione, ogni risorsa è preziosa. Per questo i test diagnostici nei Centri Covid saranno riservati solo a soggetti con sintomi e loro contatti stretti, mentre i tamponi "non diagnostici" e a pagamento, quelli cioè richiesti principalmente dai non vaccinati per poter ottenere il Green Pass, non verranno più eseguiti. La decisione è stata presa inizialmente dalla Ulss 6 Euganea di Padova e dalla Ulss Serenissima di Venezia.

La stretta in Veneto sui tamponi per i no vax

Nella Ulss della provincia di Padova spiegano che "vista l'ondata di contagi e la mole sempre più importante di lavoro per le vaccinazioni è stato deciso di non fare più i tamponi a pagamento, per concentrare il personale sui vaccini e sul tracciamento. D'altronde, nonostante il nostro bacino di riferimento sia di poco inferiore ad un milione di persone, i test a pagamento erano soltanto un centinaio dl giorno, molto pochi. La maggior parte delle persone preferiva già andare a farli nelle farmacie e nei laboratori privati. Noi continueremo a fare i tamponi gratuiti per i sintomatici che ci vengono indirizzati, su prenotazione, dai medici di famiglia e dal Sisp , in seguito al tracciamento dei casi positivi".

Dalla Ulss3 Serenissima di Venezia replicano: "Il Servizio Sanitario non butta via risorse per un'attività destinata a chi non si vaccina, e 'a pagamento', che è semmai svolta dal privato. Quindi l'Ulss fa il minor numero possibile di tamponi per i no vax, per fare più tamponi per i contatti, i sintomatici, le scuole". L'azienda sanitaria "ha separato per quanto possibile le linee dei tamponi, anche per evitare la sovrapposizione tra flusso di persone probabilmente positive (contatti e sintomatici) e persone che invece devono farsi il tampone per il green pass", quindi "non si fanno più tamponi 'pro green pass' in alcuni punti-tampone e in questi punti si continua a fare il servizio per sintomatici e contatti inviati dal Sisp. Su altri punti tampone (tra cui PalaExpo, CVP Dolo CVP Mirano, PPI Lido) si sta valutando. Restano come punti tampone 'pro green pass', anche in virtù della loro finalità 'turistica', il PPI di Piazzale Roma e il PPI di Venezia San Marco". 

"Stato di necessità, nessuna discriminazione"

L'assessora regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, ha ribadito la ratio dietro queste scelte. "Con l'aumentare dei casi di Covid, ben nota a tutti, il carico di tamponi necessari a garantire la sanità pubblica è aumentato a dismisura, e assorbe tutte le energie del personale delle Ulss e il tempo necessario per la processazione dei tamponi. Quindi – ha spiegato – si tratta di uno stato di necessità che non vuol comportare alcuna discriminazione, ma risponde unicamente alla necessità primaria di garantire la sanità pubblica". "Peraltro, voglio ricordare, a chi vuole farsi un tampone senza motivi particolari, che vi sono in Veneto un migliaio di farmacie che garantiscono questo servizio oltre a tutti i centri privati di analisi".

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