Venerdì, 14 Maggio 2021

Chi verrà vaccinato ora con AstraZeneca?

Le direttive non cambiano, ma il rischio è che la decisione dell’Aifa possa alimentare la diffidenza nei confronti del preparato e complicare la campagna vaccinale. In attesa del via libera dell’Ema ci si interroga sul da farsi. Il governatore della Toscana Eugenio Giani propone di ampliare le fasce di età per far fronte alle (probabili) rinunce

Foto di repertorio

Cosa succede ora con il vaccino AstraZeneca? La decisione dell'Aifa di sospendere la somministrazione del preparato, arrivata dopo un colloquio tra il Presidente del Consiglio Mario Draghi e il Ministro della Salute Roberto Speranza, avrà conseguenze sia nel breve che nel medio periodo. Nel breve perché le persone che avrebbero dovuto ricevere il vaccino in questi giorni dovranno giocoforza aspettare il via libera dell’Ema che si pronuncerà solo giovedì. E nel medio perché la sensazione è che lo stop delle agenzie regolatorie italiane, francesi e tedesche abbia contribuito ad alimentare la diffidenza nei confronti del vaccino della casa farmaceutica anglo-svedese. Che fare per recuperare il tempo e la fiducia perduta? Sul pronunciamento dell’Ema il ministro Speranza è ottimista: "Noi siamo fiduciosi che possano emergere tutti gli elementi di rassicurazione che ci consentano nel  minor tempo possibile di ripristinare a ritmo pieno la vaccinazione".

"Gli scienziati - ha chiarito il ministro - segnalano che non ci sono elementi di sostanziale preoccupazione per chi ha già fatto il vaccino. Questa è una pausa di natura solo precauzionale", ha ripetuto parlando dello stop temporaneo alle somministrazioni del prodotto scudo di AstraZeneca, "che ci permette di fare un'ulteriore verifica rispetto a quanto emerso nella giornata di ieri".

Oggi il Presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, e il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, hanno avuto uno scambio di vedute sulla campagna vaccinale e sul caso AstraZeneca. La sospensione è stata definita "temporanea e cautelativa" e durerà fino a giovedì 18 marzo, in attesa della conclusione dell'analisi supplementare condotta dall'Agenzia Europea per i Medicinali. Secondo i due leader, le dichiarazioni preliminari di oggi dell'Ema sono incoraggianti e in caso di conclusione positiva dell'analisi l'obiettivo è far ripartire speditamente la somministrazione del vaccino AstraZeneca.

Secondo Fonti di Palazzo Chigi, la durata della sospensione del vaccino AstraZeneza è "stimabile in quattro giorni complessivi, fino al pronunciamento dell'Ema e quindi dell'Aifa. L'impatto di tale sospensione sulla campagna - spiegano le fonti - può valutarsi su 200 mila vaccinazioni in meno. In caso di ripresa delle somministrazioni di AstraZeneca a partire dal 18 marzo, il rallentamento potrà essere riassorbito nell'arco di un paio di settimane". 

AstraZeneca: i sette casi di trombosi in Germania e i motivi della sospensione del vaccino

Nel governo prevale l'ottimismo, ma il rischio di un ulteriore rallentamento della campagna vaccinale è più che concreto. Per questo molti camici bianchi non hanno visto di buon occhio lo stop precauzionale deciso dall’Aifa. Per Massimo Galli, responsabile del reparto Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, questa sospensione "farà un grande danno perché creerà ulteriori incertezze nelle persone. Per poi, con ogni probabilità, risolversi in nulla, a meno che  non ci siano dati che non conosciamo". Così la pensa anche Matteo Bassetti, invettivologo del San Martino di Genova. Lo stop al vaccino AstraZeneca, ha affermato, "sta creando un cortocircuito informativo-mediatico che naturalmente è più dalla parte della politica che dalla scienza. La decisione di fermare il vaccino è più di pancia che di testa. I numeri ci dicono che sono stati vaccinati 17 milioni di persone e i benefici superano di gran lunga i rischi".

Se a detta di molti la sospensione è stata una misura eccessivamente prudenziale, e che pertanto dimostra la serietà degli enti di farmaco vigilanza, non è detto che il semaforo verde delle agenzie regolatorie possa da solo convincere gli scettici a farsi somministrare il vaccino. In altre parole il rischio concreto è quello di andare incontro ad una marea di disdette.

Chi verrà vaccinato ora con AstraZeneca?

Qual è il piano per scongiurare ulteriori ritardi? Il governatore della Toscana Eugenio Giani guarda già a cosa potrebbe succedere tra qualche giorno. "Quando ripartiremo" con le vaccinazioni di AstraZeneca, ha detto oggi a margine di una conferenza stampa, "credo che ci sarà un numero di rinunce tale che renderà disponibili molte dosi" e sarà "importante ampliare un po' le fasce d'età per garantire una maggiore domanda". Dopo la raccomandazione dell'Aifa dell'8 marzo scorso, Astrazeneca può essere somministrato anche a chi ha più di 65 anni. Ma seguendo il ragionamento di Giani, se le disdette dovessero essere numerose si potrebbe scendere con l’età così da proseguire velocemente la campagna di immunizzazione senza sprecare preziose dosi di vaccino.

Non si tratta di una direttiva nazionale, beninteso, ma il problema potrebbe effettivamente porsi. Come si dovranno comportare le Asl nel caso in cui le rinunce dovessero essere in un numero importante? Nei giorni scorsi, prima della sospensione del vaccino, lo stesso Giani e  l’assessore alla Sanità della Regione Lazio avevano ricordato che chi rifiuta AstraZeneca e cancella la prenotazione "finirà in coda". In tal modo per i più giovani si potrebbero accorciare i tempi, ma il rischio è di non immunizzare molte persone in avanti con gli anni a cui il vaccino potrebbe salvare la vita. Si tratta del worst case scenario: la speranza è che non ci sia bisogno né di opere di convincimento né di gestire le disdette.

L'Ema: "Eventi tromboembolici in linea con quelli della popolazione non vaccinata"

Intanto nel pomeriggio la direttrice esecutiva dell'Ema Emer Cooke, in conferenza stampa a Bruxelles, ha fatto il punto della situazione spiegando che finora sono trenta i casi accertati di trombosi a seguito della somministrazione del vaccino AstraZeneca, su quasi 5 milioni di persone vaccinate, e finora i benefici di questo vaccino superano i rischi. La direttrice ha aggiunto che l'Ema "sta valutando i dati raccolti in Europa" per verificare "tutti i possibili effetti collaterali" legati al vaccino dell'azienda anglo-svedese.

"Attualmente, non c'è alcuna indicazione che la vaccinazione abbia provocato queste condizioni", cioè gli eventi tromboembolici, che a volte si sono rivelati fatali. "Non sono emersi nei trial clinici - ha affermato Cooke - e non sono compresi come effetti collaterali conosciuti o attesi con questi vaccini. Nei trial clinici, sia le persone vaccinate che quelle che hanno ricevuto un placebo hanno registrato numeri molto piccoli di sviluppi legati alla coagulazione del sangue".

La direttrice dell'Ema ha poi rimarcato che "il numero di eventi tromboembolici nella popolazione vaccinata sembra non essere più elevato di quello che si osserva nella popolazione in generale", cioè l'incidenza tra i vaccinati delle trombosi è analoga o più bassa di quella che si riscontra nell'intera popolazione. "Non devo ricordare io - ha detto Cooke - che la Covid-19 è una crisi globale, con impatti sociali ed economici devastanti e continua a costituire un grande onere per i sistemi sanitari europei".

All'Ema, ha concluso, "stiamo valutando ogni incidente, caso per caso. I nostri esperti si stanno incontrando anche oggi, per valutare tutte le informazioni. Gli esperti arriveranno ad una conclusione giovedì. Voglio sottolineare che i nostri esperti stanno lavorando senza sosta per condurre questa valutazione il più velocemente possibile".

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Edit. Dalla riunione di emergenza convocata dall'Agenzia europea del farmaco Ema per esaminare il caso della sospensione delle vaccinazioni anti-Covid con il siero AstraZeneca, "non mi aspetto che ci sia niente di decisivo". Lo ha detto Vittorio Demicheli, epidemiologo e presidente del Comitato scientifico per la sorveglianza post-marketing dei vaccini Covid-19 dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa, ospite di 'In Vivavoce' su Rai Radio1. "Nella banca dati europea - ha fatto sapere Demicheli - non ci sono ancora praticamente le informazioni sulla base delle quali gli Stati hanno preso le loro decisioni, quindi dubito ci sia il tempo per avere informazioni compiute e prendere una decisione definitiva nel giro di così poche ore". Demicheli si augura che si possa fare "nel più breve tempo possibile la prima fase che è quella dell'analisi dei casi, alla quale è probabile che debba seguire qualche fase di studio per capire se questi singoli casi correlabili sono davvero associati alla vaccinazione. Per questo dico che, a naso, ci si aspetta un problema di non facilissima soluzione".

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