Giovedì, 4 Marzo 2021

"Chiudere i porti alle navi militari? Si può fare, basta cambiare gli accordi"

Secondo l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi almeno in linea teorica la proposta di Salvini è realizzabile: "Si tratta di accordi bilaterali tra Stati che possono essere rivisti"

Foto d'archivio

Chiudere i porti italiani anche alle navi delle missioni militari? Si può fare, secondo l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi, già capo di Stato Maggiore della Difesa e responsabile della missione Mare Nostrum. De Giorgi ha spiegato ad AdnKronos che la misura proposta da Salvini è realizzabile, almeno in linea teorica, a patto di cambiare gli accordi bilaterali tra i vari Stati.

Si parla per la precisione dell'Operazione Sofia un'operazione militare lanciata dall'Unione europea in conseguenza dei naufragi avvenuti nell'aprile 2015. La nave di Eunavfor Med nei giorni scorsi ha salvato 106 migranti che sono stati poi accolti a Messina. 

"L'operazione europea Sophia prevede che quando le navi intercettano i migranti questi vengano portati in Italia. Come tutti gli accordi anche questi possono essere rivisti'', ha detto l'ufficiale. ''Chiaro che il ministero competente è quello della Difesa ma gli accordi tra Stati sono iniziativa del Governo, quindi dovrà esserci un consiglio dei ministri dove decidere l'eventuale nuova posizione da assumere'', conclude l'ammiraglio.

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La "polemica", anche interna al governo, ha preso piede ieri, dopo l'annuncio dl vicepremier di voler portare "al tavolo europeo di Innsbruck, la richiesta italiana di bloccare l'arrivo nei porti italiani delle navi delle missioni internazionali attualmente presenti nel Mediterraneo. Purtroppo - ha aggiunto - i governi italiani degli ultimi 5 anni avevano sottoscritto accordi (in cambio di cosa?) perché tutte queste navi scaricassero gli immigrati in Italia, col nostro governo la musica è cambiata e cambierà".

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La proposta ha però provocato la reazione stizzita del ministero guidato dal ministro Elisabetta Trenta. Fonti della Difesa hanno fatto sapere che "Eunavformed è una missione europea ai livelli Esteri e Difesa, non Interni "le regole di ingaggio della missione" vanno cambiate "nelle sedi competenti, non a Innsbruck".

Il generale Tricarico: "Nel merito Salvini ha ragione 100 volte"

E sul punto, il generale Leonardo Tricarico, presidente della Fondazione Icsa, non ha dubbi: se è corretto dal punto di vista formale che "il ministro Trenta abbia rivendicato a sé e agli Esteri le competenze primarie della missione Sophia, nel merito Salvini ha ragione 100 volte. Perché - spiega Tricarico - il combinato delle navi militari che fanno parte della missioni internazionali presenti in Mediterraneo e delle Ong ha prodotto un incoraggiamento dei flussi migratori, favorito la messa in acqua di gommoni con poche miglia di autonomia con la certezza che un intervento di soccorso sia garantito". 

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