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Sabato, 26 Novembre 2022
Guida pratica

I cinque segnali che devono preoccuparci in una relazione di coppia

Gli esperti spiegano che il "raptus" non esiste. Dietro ogni violenza su una donna c'è un problema radicato che ha dato avvisaglie. Ecco come imparare a riconoscerli

Ogni qual volta si assiste a un caso di violenza su una donna, soprattutto nei casi di femminicidi, ci si chiede se quel fatto non si potesse evitare. Ci chiediamo come si possa arrivare a tanto, se non ci fossero stati dei segnali prima. Nella cronaca dei delitti, ascoltiamo vicini di casa, familiari, amici di famiglia che descrivono la coppia come la famiglia del Mulino bianco. Possibile? La violenza degli uomini ha sempre radici profonde, culturali ancor prima che psicologiche. Gli esperti ci hanno insegnato che il "raptus" non esiste. Esistono invece campanelli di allarme ben precisi che non siamo abituati a riconoscere o ai quali non diamo il peso che meritano. A spiegarlo è lo psichiatra Enrico Zanalda, presidente della Società italiana di psichiatria forense, che elenca i cinque segnali preventivi, capaci di proteggere la persona fragile, che altrimenti diventerà vittima.

Secondo Zanalda bisogna essere consapevoli che le relazioni umane possono essere pericolose soprattutto quando vengono instaurate con persone narcisistiche o dissociali. È difficile rendersi conto di questo quando si è all'interno di un rapporto di coppia “ma quando si intuisce un potenziale pericolo, bisogna avere la forza e il coraggio di agire senza minimizzare, nascondere o giustificare quei comportamenti. Spesso sono violenze verbali che fanno soffrire e lasciano forti sensazioni di disagio, dimostrando quanto il partner non ci stia rispettando moralmente o addirittura fisicamente. Dunque quali sono i cinque segnali da monitorare?

Violenza sulle donne, i 5 segnali da non sottovalutare

  • Pericolo.
  • Giudizi.
  • Emozioni mal gestite.
  • Passività.
  • Segnali di violenza.

Essere inseriti in una relazione di coppia non significa che non si possa provare paura o percepire una condizione di pericolo. Sono sensazioni da non sottovalutare. Infatti secondo l'esperto, le violenze arrivano proprio dopo aver sottovalutato i segnali di pericolo, quella sensazione di non essere al sicuro, nonostante ci si trovi con la persona che, più di chiunque altro, dovrebbe dare sicurezza.

I giudizi non sono mai alleati della coppia. Quando ci sono litigi o discussioni, bisogna analizzare i fatti evitando di giudicare l'altro con lo scopo di mortificarlo o ferirlo. Se il partner ci insulta o ci giudica male perché abbiamo avuto dei comportamenti a suo giudizio disdicevoli, è il segnale che non ci sta aiutando ma, al contrario, cerca di colpirci nel profondo. È lecito criticare il partner ma se ci volesse aiutare, farebbe altro: ci chiederebbe di parlare di quel comportamento, del fatto che possa portare a conseguenze negative, cercherebbe di portarci a ragionare sulle varie opzioni per porvi rimedio.

Saper gestire le proprie emozioni è fondamentale per evitare di sottostimare i segnali di pericolo e riuscire a contenere la nostra impulsività. Le nostre emozioni sono la chiave per poter risolvere o peggiorare la relazione, ecco perché è utile riconoscerle e confrontarci con altri soggetti esterni alla relazione (meglio se professionisti della psiche). Dunque il terzo campanello di allarme è se ci rendiamo conto che il partner non è capace a gestire emozioni come la rabbia.

Un altro segnale è se ci rendiamo conto di accettare tutto per l'altra persona, anche cose che non ci fanno bene e non fanno la nostra felicità. Si deve scegliere di non diventare vittime in una relazione. Questo implica volersi bene e avere la dignità di non accettare un ruolo passivo. Soprattutto quando avvertiamo che non stiamo più bene in quella relazione che ci provoca prevalentemente sofferenza, avvertendo segnali di pericolo anche per la nostra dignità. 

Qualsiasi forma di violenza è troppo. In quel caso non bisogna esitare a chiedere aiuto o accettare l'aiuto di parenti, amici, istituzioni, associazioni di volontariato per le vittime di violenza, specialisti, centri legali. Gli esperti suggeriscono di farlo al primo comportamento violento del partner, anche se solo verbale, soprattutto se questo ha determinato una forte sensazione di pericolo e disagio. Affrontare il problema relazionale del pericolo all'inizio della sa comparsa permette in molti casi di risolverlo proteggendo così sia la vittima che il carnefice da un'evoluzione a spirale dell'aggressività. 

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