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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Emergenza clima

Nuovo record di gas serra, l'ultimo allarme Onu: "Siamo molto fuori strada"

Nubi dense alla vigilia della conferenza sul clima Cop26 a Glasgow. Scettico il premier britannico: "Il summit potrebbe fallire"

Nubi dense alla vigilia della conferenza mondiale sul clima. A cinque giorni dall'inizio della Cop26 a Glasgow, 'piomba' l'allarme Onu di un nuovo record di emissioni inquinanti. Malgrado i lockdown imposti dalla pandemia, l'eccesso di gas serra nell'atmosfera - lo scorso anno - ha sfondato ancora una volta il limite massimo mai raggiunto. E, ciò che è peggio, la tendenza è continuata nel 2021.

La concentrazione di anidride carbonica (CO2), il più importante gas serra, ha raggiunto le 413,2 parti per milione nel 2020, un livello che è il 149% di quello preindustriale. Il metano (CH4) è al 262% e il protossido di azoto (N2O) al 123% dei livelli del 1750, quando le attività umane hanno iniziato a 'disturbare' l'equilibrio naturale della Terra. A tracciare il fosco quadro è il Greenhouse Gas Bulletin, il bollettino dei gas serra dell'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), l'agenzia meteorologica dell'Onu.

L'agenzia Onu: "Siamo molto fuori strada"

"Il Greenhouse Gas Bulletin contiene un chiaro messaggio scientifico per i negoziatori climatici alla COP26", avverte il segretario generale dell'Omm, Petteri Taalas, "siamo molto fuori strada". All'attuale tasso di aumento delle concentrazioni di gas serra, infatti, "entro la fine di questo secolo assisteremo a un aumento della temperatura di gran lunga superiore agli obiettivi dell'Accordo di Parigi, che puntava a un aumento contenuto tra +1,5 e +2 gradi al di sopra dei livelli preindustriali", segnala Taalas.

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Johnson scettico: "Vertice potrebbe essere un fallimento"

Si prospetta, dunque, in salita il lavoro dei negoziatori della 26esima 'Conferenza delle parti', che vedrà riunite in Scozia dal 31 ottobre al 12 novembre circa 25mila persone - tra leader, addetti ai lavori e giornalisti - per tentare di salvare il Pianeta da una catastrofe annunciata. Solo qualche giorno fa, la Bbc aveva svelato le pressioni - giunte da Giappone, Australia, Arabia Saudita e Svizzera - per 'truccare' le raccomandazioni Onu sul clima in vista del cruciale summit. 

Sarà un vertice "molto difficile, sono molto preoccupato, potrebbe essere un fallimento", ha commentato il premier britannico, Boris Johnson, che si gioca la sua credibilità politica come ospite dell'evento e di certo non ha gradito alcune defezioni eccellenti. 

Vladmir Putin, ad esempio, ha già dato forfait. Incerta anche la partecipazione di Xi Jinping: considerando che Russia e Cina sono tra i sorvegliati speciale in fatto di clima, la loro assenza peserebbe come un macigno. Si attendono ancora le conferme del brasiliano Jair Bolsonaro e dell'indiano Narendra Modi. 

Dal '90 al 2020 il riscaldamento è aumentato del 47%

Ma, intanto, è la realtà dei numeri a spaventare. Il Bollettino dell'Agenzia Onu mostra che dal 1990 al 2020, il forzante radiativo - l'effetto di riscaldamento sul nostro clima - dei gas serra a lunga vita è aumentato del 47%, con la CO2 che è responsabile per circa l'80% di questo aumento. E finché le emissioni continueranno, la temperatura globale proseguirà ad aumentare, avverte l'Organizzazione meteorologica mondiale.

Data la lunga vita della CO2, il livello di temperatura che stiamo già osservando "persisterà per diversi decenni anche se le emissioni si ridurranno rapidamente allo zero netto". Oltre all'aumento delle temperature, ciò significa "più condizioni meteorologiche estreme tra cui calore e precipitazioni intense, scioglimento dei ghiacci, aumento del livello del mare e acidificazione degli oceani, accompagnati da impatti socioeconomici di vasta portata".

Circa la metà della CO2 oggi emessa dalle attività umane rimane nell'atmosfera. L'altra metà è assorbita dagli oceani e dagli ecosistemi terrestri. Il Greenhouse Gas Bulletin segnala la preoccupazione che la capacità degli ecosistemi terrestri e degli oceani di agire come 'pozzi' per la CO2 possa diventare "meno efficace in futuro, riducendo così la loro capacità di assorbire l'anidride carbonica e fungere da cuscinetto contro un aumento della temperatura ancora maggiore".

"Sono più di semplici formule chimiche e cifre su un grafico - è stato il monito del segretario generale dell'Omm - Hanno importanti ripercussioni negative per la nostra vita quotidiana e il nostro benessere, per lo stato del nostro pianeta e per il futuro dei nostri figli e nipoti".

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