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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Il caso / Milano

Alla vigilia di Natale ore di coda per fare un tampone: a Milano "la pressione è spaventosa"

Il direttore generale dell'Ats: "Ci sono grandi criticità". La Regione mette in campo una task force

A Milano fare un tampone è diventata un'impresa. Da giorni si verificano lunghissime code, anche di ore, all'esterno delle farmacie, mentre per i medici di Milano è diventato un terno al lotto riuscire a prenotare un tampone molecolare per i pazienti positivi al covid (o contatti di positivi), rendendo difficile il tracciamento.

Il copione della vigilia di Natale non è stato diverso da quello dei giorni scorsi. Già dalle prime ore del mattino ai drive through si sono create file lunghe chilometri. Per gestire l'afflusso ormai fuori controllo è stato necessario per esempio l'intervento della polizia locale ai punti tampone dell'Asst Santi Paolo e Carlo, dove si sono registrati anche momenti di tensione perché, dopo gli ultimi giorni di tilt, per cercare di alleggerire la pressione nuove indicazioni restringevano i requisiti di accesso al test. "La pressione è spaventosa - ammette il direttore generale dell'Ats Città metropolitana di Milano, Walter Bergamaschi, contattato dall'Adnkronos Salute - Noi abbiamo rafforzato i punti tampone, vedendo che i numeri stavano crescendo sempre di più. Certo ci sono grandi criticità".  

Il caos ha riguardato in particolare il fronte scuole. Ancora ieri dagli Istituti arrivavano ai genitori comunicazioni di casi positivi nelle classi, in cui si dava disposizione di fare il tampone per gli studenti contatto. Ma l'ordine arrivato ai drive thorugh era invece quello di  fermare i tamponi scolastici. Un pasticciaccio. Così diverse famiglie, dopo essere state incolonnate per ore, hanno fatto marcia indietro. E c'è chi, leggendo l'elenco non aggiornato dei punti tampone attivi, allegato alla richiesta della scuola, è finito all'aeroporto di Linate trovandosi davanti un cartello con scritto 'chiuso definitivamente dal 19 giugno 2021'.

Sull'offerta incidono vari fattori, analizza il Dg. "Anche il personale sanitario non è esente da contagi e abbiamo tante persone impegnate sulla campagna vaccinale che non si può arrestare, perché è la vera arma che abbiamo per contenere questa esplosione epidemica. Ci sono poi i pazienti da assistere: anche se la situazione è sotto controllo, infatti, la pressione sugli ospedali è comunque significativa. Abbiamo aumentato anche gli slot per fare i test, ma tutte queste azioni non riescono a tenere testa al boom della domanda appropriata legata a situazioni di sospetto Covid". 

Ma c'è un altro fattore che può aver contribuito ad aumentare la richiesta di test. "Dentro queste code ci sono anche cittadini che cercano di fare tamponi anche se non hanno l'indicazione dal proprio curante e non hanno sintomi. Questo è un ulteriore elemento che complica la situazione".

In campo una task force per fare più test

Più tamponi in tutto il territorio regionale. Antigenici e anche molecolari. Letizia Moratti, vice presidente della giunta regionale e assessora al welfare, ha disposto una 'task force' che si concentrerà proprio sui tamponi, mettendo a capo Guido Grignaffini, direttore dei servizi sociali di Ats Brianza e, in passato, già inquadrato nell'organizzazione regionale di questo servizio.

La decisione è stata resa nota il 24 dicembre, ma la 'task force' entrerà in funzione e operatività a partire da lunedì 27, dopo la pausa natalizia. L'obiettivo è quello di rispondere alla crescente domanda di test sul covid, che sta mettendo a dura prova la capacità delle strutture in regione. 

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