Domenica, 28 Febbraio 2021

Dai 1500 euro a vita al negazionismo su Covid-19: la stupefacente storia del Coemm

Fondata nel 2010 da Maurizio Sarlo, l'associazione è arrivata a contare decine di migliaia di iscritti promettendo un reddito di base in cambio di un obolo da 1 euro per sostenere i costi. Il racconto a Today: "Ne ho fatto parte due anni, ci sono persone plagiate"

Maurizio Sarlo, screenshot da un video di Striscia La Notizia

"Insieme per un mondo migliore. Diamo vita ad un nuovo umanesimo". La scritta campeggia sul sito del Coemm (Comitato organizzatore etico per un mondo migliore), organizzazione "no profit" (almeno a parole) fondata da tal Pasqualino Maurizio Sarlo nel 2010 "per lanciare, con etica e determinazione un 'esempio pilota', che altri possano condividere e replicare: contribuire ad abbattere la povertà nel Mondo, partendo dall’Italia e creare i presupposti per una prosperità solidale diffusa". Peccato che come abbiano già documentato "Le Iene" e "Striscia la Notizia" tra le virtù che dovrebbero ispirare questo nuovo umanesimo non sia compresa anche la trasparenza. In effetti, l'associazione prometteva a chi abbracciava l’ideologia del Coemm un "guadagno" di ben 1.500 euro al mese dietro la donazione simbolica di un solo euro. Inutile dire che il sogno della rendita a vita è rimasto, appunto, solo un sogno.

"Dove sono finiti i soldi dell'associazione?". "Io non sono tenuto a dirlo a nessuno". Così aveva risposto Sarlo a Nadia Toffa delle "Iene" che lo incalzava sull’argomento. Tre ex "adepti" (che hanno chiesto di restare anonimi) hanno confermato a Today.it che quella dei 1500 euro era una promessa scritta sulla sabbia. Nel frattempo, per anni gli iscritti hanno continuato a finanziare l’associazione e i suoi "salotti solidali" (Clemm) che comprendono 10 partecipanti e un capitano che fa da padrone di casa.

"Per due anni ho fatto parte del Coemm"

La prima fonte ha raccontato a Today di essere rimasta nel Coemm per circa due anni, sebbene con molte perplessità. "Fu una mia amica che abita in Toscana a parlarmi di questo 'progetto' che avrebbe dovuto coprire tutti i Comuni d'Italia con un salotto per ogni Comune. Ogni mese il Capitano raccoglieva 10 euro, 1 euro per ogni P.O. (persona ospite), e li versava all'associazione sotto forma di donazione. Era un modo per attirare gente. Un euro non pesa a nessuno, si tratta di una cifra irrisoria. È come giocare una schedina". Agli aderenti era stato promesso il "quid", un bonifico da 1.500 euro che l'associazione avrebbe dovuto corrispondere agli iscritti grazie a fantomatici investimenti finanziari. Soldi che però, conferma la nostra fonte, non sono mai arrivati. "Il quid è il nulla, non significa nulla". Chi chiedeva informazioni era liquidato con risposte evasive. "Ci veniva detto che non era il momento perché c'erano i poteri forti che intervenivano e lo bloccavano...". A Sarlo la fantasia non ha mai fatto difetto. "Ogni tanto se ne usciva con una nuova trovata: la carta servizi, che era una carta dove venivano accumulati punti, la criptovaluta, il microcredito".

Intanto l'associazione continuava a beneficiare delle "donazioni libere" degli iscritti. Di più: c'erano anche le conferenze. "Ne organizzavano anche due tre a settimana" e per partecipare ogni "aderente" doveva sborsare 10 euro. A titolo di donazione. "Consideri che io dal Sud sono arrivata a Bassano del Grappa e quel giorno eravamo in 4mila. Durante il boom, che è durato un paio di anni, lui si spostava in tutta Italia".

Il Coemm organizzava anche dei corsi "che i Clemmini facevano a pagamento, per la memoria e l'apprendimento veloce". I 'Clemmini', ovvero i componenti dei Clemm, non erano quattro gatti. "C'è stato un momento in cui la piattaforma contava 140mila iscritti, solo nella mia città i salotti erano più di 30. Io stessa ne avevo messi su 15. Fortunatamente sono riuscita ad aprire agli occhi a molte persone, ma mi sento in colpa per chi è ancora dentro. Si tratta di persone plagiate".

Lo schema Ponzi

A reclutare i nuovi "adepti" infatti non era (è?) Sarlo in persona, ma gli stessi iscritti al Coemm. Un metodo che ricorda  lo 'schema Ponzi': ad un potenziale cliente viene promesso un "investimento" dal rientro immediato e molto superiore al capitale investito. Grazie alle somme che arrivano da altri investitori, il cliente riceve la somma pattuita e diventa a suo volta uno "sponsor" del sistema che però, reggendosi sul nulla, non può che collassare una volta che le richieste di rimborso superano i nuovi versamenti.

Il fondatore: "Nessuna denuncia ha colto nel segno"

Nel caso del Coemm, rispetto al classico schema Ponzi (che pure nella storia ha avuto molte varianti) ci sono alcune differenze che vanno segnalate: 1) l'euro al mese chiesto agli iscritti viene versato sotto forma di "donazione liberale". 2) Il Coemm motiva le donazioni in denaro (anche) con un fine etico e sociale: si tratta di mettere in pratica l'ideologia del Coemm e realizzare il "nuovo umanesimo"; 3) l'importo delle donazioni non è paragonabile alle cifre richieste da un investimento finanziario. 4) nessuno in questo caso ha ricevuto i soldi promessi.

Va poi sottolineato che a carico di Sarlo non risultano condanne per la sua attività con il Coemm: "Nessuna denuncia che è stata fatta artatamente contro di noi ha colto nel segno" ha affermato il fondatore del Coemm in una recente intervista rilasciata a Claudio Messora, ex capo della comunicazione M5S in Senato e ideatore di Byoblu, un blog che ospita spesso teorie "alternative" e in odore di complottismo, come quella secondo cui il coronavirus non sarebbe mai stato isolato e "lo scenario della guerra biologica" all'origine del Covid "non è per nulla poco plausibile". 

"Mi hanno dato del truffatore, dell'imbonitore" ha aggiunto Sarlo, sottolineando che nonostante le tante puntate di Striscia la Notizia a lui dedicate "non sono mai andato in tribunale".

Una "leva finanziaria" per raccogliere 150 milioni di euro (al mese)

Nella stessa intervista Sarlo ha illustrato il suo progetto di "ingegneria finanziaria-economico-sociale" (qualsiasi cosa voglia dire). La strategia del Coemm per arrivare al reddito di base, ha spiegato, è "attirare degli investitori" in grado di finanziare dei fantomatici "progetti umanitari" in cambio di un ritorno economico.

Si tratta di progetti che "raggiungono anche il 100% di leva finanziaria, mensile o addirittura settimanale. Cioè immaginate: uno che mette 1 miliardo prende il 100% alla settimana. È interessato a mettere il suo soldino? È interessato, no?". Ed "ecco perché ci sono tante guerre. Buttano giù tutto perché il corridoio umanitario permette di fare quelle leve". Ma c'è un problema. Si tratta di investimenti "che possono fare solo pochi nel mondo". E poi bisogna dimostrare di essere credibili perché in caso contrario "è facile che le istituzioni pubbliche ti dicano che stai facendo riciclaggio".

Del resto, ammette Sarlo, si tratta di tanti soldi: "1500 euro al mese per 100mila iscritti fanno 150milioni". I progetti ci sono, assicura, i finanziatori (ancora) no. Perché nessuno ha creduto nel progetto portato avanti dal Coemm? "Non è successo perché giornali e televisioni ci hanno scansato dopo l'entrata di Moreno Morello (l'inviato di Striscia La Notizia, ndr) con le sue bravate". Insomma, se il reddito perpetuo non arriva e il mondo non abbraccia il "nuovo umanesimo" la colpa è di Striscia e delle sue inchieste.

Inutile dire (o forse no) che le argomentazioni di Sarlo sono totalmente campate in aria: non esiste nessun investimento miracoloso in grado di garantire un ritorno così redditizio e al riparo da rischi in un mese o in una settimana. Si tratta di un mucchio di fandonie a cui però in tanti hanno dato credito sostenendo il Coemm con un obolo simbolico di 1 euro al mese.

Che fine hanno fatto le donazioni?

In che modo sono stati spesi i soldi delle donazioni? "Ovviamente non è stata presentata nessuna rendicontazione" racconta la nostra fonte. "Ogni tanto Sarlo faceva finta di pagare qualche bolletta a chi era in difficoltà ma casi del genere si possono contare sulle dita di una mano". E poi, lo abbiamo già accennato, c'erano gli incontri a cui, racconta un altro ex iscritto, "si poteva partecipare solo dopo aver donato 10 euro all'associazione" e che servivano per raccogliere dei fantomatici "punti card". Ma possibile che nessuno chiedesse conto a Sarlo delle sue promesse? "In quel caso lui dava la colpa ai Clemmini che non si allineavano alle sue regole e il cui numero non era sufficiente. Quando gli faceva comodo ci diceva che il Coemm contava 100mila persone, altre volte che eravamo solo in 5mila e che i finanziatori non credevano al progetto perché eravamo in pochi". 

Dal "combustore" alla criptovaluta Human

Nel corso delle conferenze, di volta in volta il fondatore del Coemm presentava nuovi personaggi: sedicenti banchieri, "scienziati" dalle intuizioni rivoluzionarie. Nel maggio del 2018 a Torino viene presentato il "combustore", un marchingegno miracoloso capace (secondo il Coemm) di "creare energia in forma pulita e vantaggiosa". In un altro incontro, nel febbraio 2019, il Coemm ha sponsorizzato "un prodotto per rendere l’acqua pura … come 200 anni fa". Le trovate di Sarlo sono innumerevoli: i consorzi Con-Sì, la criptovaluta Human, la Banca del Tempo Compiuto...

I personaggi dell'Universo Coemm

Un'interrogazione presentata in Senato il 5 giugno 2019 (che non ha avuto nessun seguito) ha provato a fare luce sull'universo in cui si muove l'associazione e in particolare su alcuni dei sedicenti professionisti che hanno collaborato con Coemm. 

"Come ha documentato la trasmissione televisiva (Striscia La Notizia, ndr), nella puntata del 26 novembre 2018, nell'operazione 'progetto per Amatrice', un villaggio per 20.000 persone promesso alle popolazioni colpite dal terremoto, è stato coinvolto un sedicente banchiere, Maurizio Ricciardelli, che aveva garantito di mettere a disposizione 100 milioni di euro, mai arrivati. In una delle presentazioni della 'White tiger wealth management ltd', una sorta di istituto bancario con sede a Londra, per dimostrare la serietà dell'operazione, Ricciardelli aveva mostrato il sito della White tiger e la sezione dedicata proprio al Coemm con 2.700.000 euro messi a disposizione. Ricciardelli, però, poco dopo si sarebbe ritirato dal progetto e con lui la White tiger, che in seguito risulterà una società con poche decine di sterline di capitale".

E ancora: 

"Ha partecipato alla Coemm&Clemm anche un certo Santo Santaniello, come membro del comitato etico scientifico nazionale della società. Santaniello avrebbe sostenuto di essere ambasciatore del principe Stefan Cernetic, reggente di Montenegro, nonché reale di Macedonia e, come spiega lo stesso Sarlo, ha fatto da tramite tra il Coemm e il principe, con reciproco beneficio. In realtà, Santaniello non risulta essere né avvocato né ambasciatore, ma un semplice direttore di un ufficio postale della provincia di Avellino, e Cernetic non avrebbe alcun titolo nobiliare". 

Si legge ancora nell'atto ispettivo indirizzato al Ministero dell'Economia e delle Finanze:

"A febbraio 2018 un certo dottor Claudio Ferraresi, presentato come portavoce della fondazione 'San Giovanni Bosco nel Mondo' (quella fondata dal sacerdote salesiano svizzero don Enrico Morganti, precisa lo stesso Ferraresi) inaugura "una proficua collaborazione tra Coemm e i salesiani fortemente voluta da Maurizio" e afferma che la sua fondazione apporterà un milione di voti al Pvu, Partito valore umano. Affermazione smentita dagli stessi salesiani, proprio quelli di don Morganti: "Nessuno degli enti facenti capo ai salesiani ha alcun tipo di collaborazione con il Coemm, né con Maurizio Sarlo, né con il Pvu, Ferraresi è persona a noi totalmente sconosciuta". 

Dal Coemm al Partito Valore Umano

Nell'ideologia Coemm, oscuri poteri forti ostacolano l'affermazione del benessere e della verità. Nel corso degli anni Sarlo ha fondato anche un partito, il PVU (Partito Valore Umano) che strizza l'occhio al sovranismo e la cui missione è quella di creare uno "Stato solidale ed etico per abbattere le povertà, le disuguaglianze sociali". Sebbene nel corso degli anni molti iscritti si siano allontanati dal Coemm, Sarlo continua a portare avanti le sue "battaglie" (detto tra molte virgolette) e ultimamente ha addirittura alzato il tiro. Il Coemm ha messo nel mirino anche la narrazione ufficiale sul Covid, ovviamente abbracciando tesi in odore di negazionismo. 

coemm 3-2

L'esposto "epocale" contro le "menzogne sul Covid"

A luglio il Coemm ha lanciato un "esposto epocale" affinché "si apra un fronte giudiziario di inchiesta" sul coronavirus, finalizzato a ottenere "una dichiarazione ufficiale che riporti le evidenze scientifiche dei motivi che ci hanno costretto alle restrizioni imposte fino ad oggi". In un post intitolato "Partigiani etici del III millennio", Sarlo spiega che  "nel caso tali evidenze formali e ufficiali non esistessero (come sembra) o fossero facilmente sbugiardabili da una nostra equipe scientifica di parte, allora passeremmo automaticamente ad una 'fase2'. Una fase2 che, in ultima analisi, andrebbe a sollecitare un risarcimento per gravi danni, morali e materiali, di almeno 50.000 euro, da versare ad ognuno degli Italiani che avranno sottoscritto l’esposto stesso!!!".

Già perché il Coemm non si accontenta delle informazioni ufficiali. Nel post, Sarlo si scaglia contro "la privazione delle libertà più elementari, i distanziamenti sociali, le vaccinazioni e i pesticidi obbligatori promossi da norme ipocrite e menzognere". Anche per questa "buona azione epocale" bisogna versare un contributo per "concorrere alle spese che il Coemm deve sostenere". Ma attenzione, avverte Sarlo: si tratta di soldi che valgono per il "credito formativo della Banca del Tempo della HumanCryptoBank: per ogni euro di contributo versato verranno elargiti due PASS". 

esposto epocale contributo-2

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