Mercoledì, 2 Dicembre 2020

La villetta di Cogne pignorata: Taormina batte Franzoni per la parcella non pagata

L'ex legale della donna, condannata per l'omicidio del figlio Samuele, le aveva fatto causa per il mancato pagamento degli onorari

La villetta del delitto di Cogne

Il giudice Paolo De Paola del Tribunale di Aosta ha respinto le richieste di Annamaria Franzoni e del marito Stefano Lorenzi per la sospensione dell'esecuzione immobiliare e così l'avvocato Carlo Taormina potrà proseguire nel pignoramento della villetta di Cogne.

Franzoni, condannata per l'omicidio del figlio Samuele avvenuto proprio in quella casa nel gennaio 2002, era stata difesa dall'avvocato Taormina, che però non era mai stato pagato e si era quindi rivolto alla magistratura.

Una sentenza civile del tribunale di Bologna passata in giudicato aveva imposto a Franzoni di risarcire Taormina per oltre 275mila euro per il mancato pagamento degli onorari difensivi, divenuti circa 450mila all'atto del pignoramento.

Franzoni e Taormina avversari in tribunale

L'avvocato Taormina, assistito dal figlio Giorgio, nei mesi scorsi aveva pignorato l'unico bene aggredibile di Annamaria Franzoni, cioè la sua parte della proprietà immobiliare della villetta. I legali di Franzoni e Lorenzi, gli avvocati Maria Rindinella e Lorenza Parenti, si erano opposti al procedimento notificato a gennaio sostenendo, tra l'altro, che la villetta non fosse pignorabile perché facente parte di un fondo patrimoniale costituto a maggio 2009.

Il giudice però ha respinto tale argomentazione, scrive Repubblica, sottolineando come la costituzione di tale fondo – fatta da Lorenzi in qualità all'epoca di tutore della moglie interdetta a seguito della condanna penale per la morte del figlio – sia in realtà ricollegabile alla vicenda processuale di Franzoni la quale, per il suo stato, non poteva occuparsi dei bisogni materiali e morali della famiglia. Anche il debito contratto con Taormina è stato considerato legati ai bisogni della famiglia, in quanto "funzionale a ottenere la possibilità, per lei, di ritornare il prima possibile ai suoi affetti", perciò "se il debito ha queste caratteristiche, il fondo non può essere motivo di opposizione".

A questo punto, conclude Repubblica, "potrà essere disposta la vendita dell'immobile, anche se pende un giudizio nel merito, sempre ad Aosta, che il giudice invita a fissare entro il 30 ottobre".

Delitto di Cogne, la Franzoni non pagò lʼavvocato Taormina: condannata 

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