Lunedì, 17 Maggio 2021
La nuova mappa dell'Italia

Le 12 regioni verso la zona gialla con l'ordinanza di Speranza del 23 aprile

Il provvedimento del ministro è in arrivo dopo il nuovo monitoraggio Iss-ministero della Salute di questo venerdì ed entrerà in vigore da lunedì 26. Ecco chi rischia di rimanere in zona rossa e arancione e chi potrebbe passare nell'area con le restrizioni più soft

La nuova ordinanza del ministro Roberto Speranza con i colori delle regioni è attesa questo venerdì, 23 aprile. Foto Ansa

Dodici regioni, dati alla mano, potrebbero passare dalla zona arancione alla zona gialla già da lunedì 26 aprile. Tre territori rimarranno in zona rossa, altre cinque regioni dovrebbero rimanere nell'area arancione. A poche ore dal nuovo monitoraggio sull'evoluzione dell'epidemia dell'Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute previsto per venerdì 23 aprile, è questo lo scenario sul sistema delle fasce di rischio che potrebbe parzialmente ridisegnare la mappa dei colori dell'Italia. In base ai dati aggiornati sulla curva epidemiologica trasmessi tra circa 72 ore alla cabina di regia, il ministro della Salute Roberto Speranza emanerà una nuova ordinanza sugli eventuali cambi di colore di alcuni territori: il provvedimento entrerà in vigore da lunedì 26 aprile. Ne sapremo di più nelle prossime ore, dopo il quarto report del mese di aprile, ma ecco le ultime ipotesi sulle regioni che possono cambiare colore con l'ordinanza di Speranza del 23 aprile.

Le 12 regioni verso la zona gialla con l'ordinanza di Speranza del 23 aprile

Al momento l'Italia è divisa tra zona arancione, nella quale si trovano sedici regioni e due province autonome, e zona rossa con le misure più restrittive, in cui ci sono le altre tre. Ecco la situazione attuale nelle regioni italiane:

  • regioni in zona arancione: Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto e province autonome di Bolzano e Trento;
  • regioni in zona rossa: Puglia, Sardegna e Valle d'Aosta.

Mentre il governo, dopo il parere del Comitato tecnico scientifico e un confronto con le regioni, metterà nero su bianco in Consiglio dei ministri mercoledì 21 o al più tardi giovedì 22 aprile il nuovo decreto che indicherà il cronoprogramma e le regole per le riaperture, per sapere con certezza in quali regioni si potrà riaprire sarà determinante, come sempre, il monitoraggio di venerdì dell'Istituto superiore di sanità. Sulla base del nuovo decreto covid dal 26 aprile in Italia torneranno le zone gialle, finora sospese. Stando agli ultimi dati sulla curva epidemiologica, dodici regioni sono compatibili con il cosiddetto "scenario 1", avendo un indice Rt nel valore inferiore sotto l'1 e un rischio covid basso o moderato, secondo i parametri definiti dagli esperti. Vanno verso la zona gialla in cui sarà possibile riaprire le seguenti regioni:

  • Abruzzo
  • Emilia-Romagna
  • Friuli-Venezia Giulia
  • Lazio
  • Liguria
  • Lombardia
  • Marche
  • Molise
  • Piemonte
  • Trentino Alto Adige (province autonome di Trento e Bolzano)
  • Umbria
  • Veneto

Le regioni ancora in zona arancione e rossa

In zona arancione resterebbero invece Basilicata, Calabria, Campania, Sicilia e Toscana, avendo un Rt molto vicino a 1 e un'incidenza dei casi settimanali sopra 200 per centomila abitanti. Niente da fare per Puglia, Sardegna e Valle d'Aosta: hanno ancora numeri da zona rossa e per loro si parlerà di riaperture non prima di maggio.

La zona gialla rafforzata e il decreto sulle riaperture

Nei giorni scorsi le agenzie di stampa, ancora prima che il governo esponesse la road map delle riaperture, hanno parlato di zona gialla "rinforzata" o "rafforzata". Che cosa significa? Durante la seconda ondata questa espressione è stata usata quando il governo aveva deciso di estendere il divieto di spostamento anche alle regioni gialle. Nella nuova accezione, le zone gialle rinforzate indicano invece il fatto che la ripartenza sarà legata quasi esclusivamente alle attività all'aperto. I ristoranti ad esempio potranno riaprire, anche di sera, ma solo se dispongono di tavoli all'esterno. E così pure teatri e cinema che potranno riaprire se ci sono spettacoli all'aperto, mentre all'interno delle sale dovrebbero essere stabiliti dei limiti di capienza. Per quanto riguarda bar e ristoranti, il via libera per aprire ai clienti anche con i tavoli al chiuso potrebbe arrivare il 1° giugno.

I dettagli delle nuove norme non sono stati ancora resi noti, ma la ratio sembra chiara: via libera a tutte quelle attività che si possono svolgere in spazi esterni, con il coprifuoco spostato probabilmente alle 23. Per conoscere nel dettaglio regole e protocolli bisognerà attendere che arrivi il nuovo decreto del governo Draghi: sarà varato nel corso del Consiglio dei ministri di mercoledì 21 o giovedì 22 aprile.

Nel decreto tanto atteso sulle riaperture da lunedì 26 aprile ci saranno anche la proroga dello stato di emergenza covid fino al prossimo 31 luglio e le nuove regole sugli spostamenti tra le regioni con l'utilizzo del pass o certificato vaccinale. La proroga dello stato di emergenza per il rischio sanitario connesso alla pandemia di coronavirus avrà conseguenze anche sulla durata dello smart working, come abbiamo spiegato qui.

Le regioni verso la zona gialla e quelle in bilico con le ordinanze del 23 aprile

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