Giovedì, 6 Maggio 2021
La nuova mappa dell'Italia

Le regioni verso la zona gialla e quelle in bilico con le ordinanze del 23 aprile

Più di mezza Italia sarà in zona gialla. In base agli ultimi dati sulla curva epidemiologica, sono 11 o 12 le regioni compatibili con il cosiddetto "scenario 1". L'ufficialità sui nuovi colori da lunedì 26 aprile arriverà venerdì con le ordinanze del ministro Speranza

Controlli della Polizia tra le persone a passeggio a via del Corso nel centro di Roma, 17 aprile 2021. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Il passaggio di una decina abbondante di regioni in zona gialla a partire da lunedì 26 aprile sarà ufficiale solo venerdì, con le ordinanze del ministero della Salute firmate da Roberto Speranza. "Il passaggio alla zona gialla è una conquista degli italiani, abbiamo recuperato degli spazi di libertà che dobbiamo gestire con molta prudenza, il passaggio al giallo avverrà per molte regioni ma dobbiamo usare questi spazi senza pensare che il virus non ci sia più, circola tra di noi, non c'è solo una responsabilità del governo ma collettiva" dice oggi la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini.

Le regioni verso la zona gialla e le 4 ancora in arancione: cosa succede con l'ordinanza di Speranza

Le 11 o 12 regioni che passeranno in zona gialla

"Lunedì passeranno in giallo forse più di 11 regioni ma non è un liberi tutti, abbiamo già commesso errori in passato" ha aggiunto. Il coprifuoco? "Se ne parlerà in Consiglio dei ministri" ma "serve una gradualità, il ritorno alla normalità deve essere graduale, si passerà gradualmente dalle 22 alle 23, alle 24 e poi a togliere del tutto il coprifuoco" aggiunge la deputata azzurra.

In base al nuovo decreto Covid (qui la bozza) dal 26 aprile in Italia torneranno le zone gialle, finora sospese, e arriveranno tante riaperture: si partirà dai ristoranti all’aperto, che riaprono a pranzo e a cena, ma tornano anche gli spostamenti tra Regioni gialle, così come lo sport di contatto, per esempio calcetto e basket all’aperto. Le tre regioni in zona rossa resteranno in zona rossa almeno fino a fine mese.

Aggiornamento 9.49, 23 aprile 2021 - L'Rt nazionale è 0,81, scende ancora rispetto allo 0,85 di venerdì scorso. Dovrebbero essere da lunedì in zona arancione Calabria, Sicilia, Valle d'Aosta e Basilicata. In zona rossa solo la Sardegna? Tutte le altre 14 Regioni e le Province autonome di Bolzano e Trento dovrebbero andare in zona gialla. Si tratta di ipotesi al momento. L'ufficialità arriverà solo con le ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza nel corso della giornata di oggi.

I nuovi colori delle regioni da lunedì 26 aprile

Adesso l'Italia è divisa tra zona arancione, nella quale si trovano sedici regioni e due province autonome, e zona rossa con le misure più restrittive, in cui ci sono le altre tre. 

  • le regioni oggi in zona arancione: Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto e province autonome di Bolzano e Trento;
  • le regioni in zona rossa: Puglia, Sardegna e Valle d'Aosta.

Che cosa cambierà tra qualche giorno? Più di mezza Italia sarà in zona gialla. In base agli ultimi dati sulla curva epidemiologica, sono dodici le regioni compatibili con il cosiddetto "scenario 1", avendo un indice Rt nel valore inferiore sotto l'1 e un rischio covid basso o moderato, secondo i parametri definiti dagli esperti. Hanno buone probabilità di passare in zona gialla le seguenti regioni:

  • Abruzzo
  • Emilia-Romagna
  • Friuli-Venezia Giulia
  • Lazio
  • Liguria
  • Lombardia
  • Marche
  • Molise
  • Piemonte
  • Trentino Alto Adige (province autonome di Trento e Bolzano)
  • Umbria
  • Veneto

In zona arancione rimarrebbero Basilicata, Calabria, Campania, Sicilia e Toscana, che hanno un Rt molto vicino a 1 e un'incidenza dei casi settimanali sopra 200 per centomila abitanti. Stando al parametro dell’Rt e delle due settimane potrebbe non rientrare in zona gialla – proprio per un Rt uguale o superiore a 1 – la Liguria: è una regione al limite tra arancione e giallo, e la certezza sul colore della zona si avrà solo venerdì. Anche le indiscrezioni su una Campania e una Basilicata potenzialmente da zona gialla al momento non trovano conferme.

Puglia, Sardegna e Valle d'Aosta in zona rossa?

Restano dubbi su Puglia, Sardegna e Valle d'Aosta: potrebbero "inchiodate" in zona rossa fino a fine mese almeno. Al momento per Puglia e Valle d'Aosta le ordinanze sono già state firmate e la proroga della zona rossa fino al 30 aprile 2021, ma veniva esplicitato con una nuova classificazione di rischio le cose sarebbero potute cambiare anche prima della scadenza. Per Puglia e Valle d'Aosta l'arancione è un'ipotesi sul tavolo, visto il calo sostenuto di contagi.

La Sardegna attende l'ufficialità della zona rossa per almeno un'altra settimana. Fino a qualche giorno fa sembrava certo, invece nelle ultime ore dal mondo politico regionale trapelano indiscrezioni su una possibile zona arancione già da lunedì. Staremo a vedere.

Le poche possibilità della Sicilia di terminare la settimana con un balzo in zona gialla svaniscono bollettino dopo bollettino. E non arrivano buone notizie nemmeno per Palermo dove, nonostante il lieve calo dei contagi registrati ieri, è ancora possibile una proroga della zona rossa in scadenza domani 22 aprile. La decisione sarà presa dal presidente Musumeci nelle prossime ore.

Zona gialla rafforzata: le regole del nuovo decreto

Dal 26 aprile tornano in Italia le regioni gialle, con la possibilità di spostamenti (con pass tra quelle arancioni o rosse), riaprono i locali all'aperto e anche cinema e teatri, ma, almeno per il momento, resta il coprifuoco alle 22. Per la scuola, ripartono le classi dell'infanzia, delle primarie e delle secondarie di primo grado, mentre per le superiori è prevista la presenza almeno al 60% (al 50% in zona rossa).Queste le novità previste dalla bozza del decreto Covid che dovrebbe andare oggi o domani in Consiglio dei ministri.

Dal testo si evince che lo stato di emergenza sarà prorogato al 31 luglio, ma nella bozza manca l'articolo in questione. Viene previsto l'anticipo (al 26 aprile) del ritorno alle zone gialle, dove i numeri lo consentano. In zona gialla riaprono i ristoranti, ma solo con tavoli all'aperto, sia a pranzo che a cena, nel rispetto del coprifuoco che resta fissato alle 22, a differenza di quanto chiedevano le Regioni e la Lega, che auspicavano uno slittamento almeno alle 23. Via libera anche agli "spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all'aperto" con posti a sedere e con una capienza del 50 per cento di quella massima autorizzata e comunque con un numero massimo di 1.000 spettatori all'aperto e 500 al chiuso. Da lunedì torna anche il calcetto e comunque "qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto" anche a livello amatoriale.

Per quanto riguarda gli spostamenti, sono consentiti "in entrata e in uscita dai territori delle Regioni e delle Province autonome che si collocano nelle zone bianca e gialla" mentre "gli spostamenti in entrata e in uscita dai territori delle Regioni e delle Province autonome collocati in zona arancione o rossa sono consentiti ai soggetti muniti delle certificazioni verdi", disciplinate dal decreto. I 'pass', validi sei mesi, saranno rilasciati, in versione cartacea e digitale, a chi avrà effettuato l'intero ciclo di vaccinazioni, a chi sarà guarito dal covid o a chi avrà effettuato un tampone rapido nelle 48 ore precedenti allo spostamento.

Capitolo scuola: rispetto alla riapertura generale è stata trovata una soluzione di compromesso, una via di mezzo. Il dl prevede che "dal 26 aprile e fino alla conclusione dell'anno scolastico 2020-2021, è assicurato in presenza sull'intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi per l'infanzia" della "scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, nonché delle attività scolastiche e didattiche della scuola secondaria di secondo grado" almeno "per il 50 per cento della popolazione studentesca" e tali disposizioni "non possono essere derogate" dalle regioni. Per quanto riguarda le superiori, queste "adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica" affinché "nella zona rossa, sia garantita l'attività didattica in presenza ad almeno il 50 per cento, e, fino a un massimo del 75 per cento, della popolazione studentesca, e, nelle zone gialla e arancione, ad almeno il 60 per cento e fino al 100 per cento della popolazione studentesca".

La certificazione verde Covid-19 nella bozza del decreto sulle riaperture dal 26 aprile

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