Giovedì, 18 Luglio 2024
Sulla nostra pelle

Come costruire (davvero) la propria skin care, secondo la dottoressa

La cura della pelle è un trend pervasivo sui social media, in particolare nella sua natura multistep, mutuata dalla skin care coreana. Creme, sieri, esfolianti e tanti altri: ci servono davvero tutti questi prodotti? Ne abbiamo parlato con la cosmetologa Alessandra Vasselli

La "skin care", ovvero la cura della pelle, è un trend piuttosto pervasivo sui social media da qualche tempo. In particolare nella sua natura "multistep", ovvero attraverso l'applicazione quotidiana di più prodotti, come sponsorizzato delle dai beauty influencer e come mutuato dal fenomeno della "skin care coreana". Esfolianti, tonici, sieri, creme idratanti, olii, maschere, protezione solare vengono ormai maneggiati quotidianamente da uomini e donne, anche giovanissimi. Ma abbiamo davvero bisogno di tanti prodotti per avere una pelle sana? E come può ciascuno di noi costruire una skin routine efficace senza scadere in eccessi? Ne parliamo con la dottoressa Alessandra Vasselli, cosmetologa e membro del consiglio direttivo dell’associazione Aideco - Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia.

Di che cosa ha davvero bisogno la nostra pelle per stare in salute?

"Affinché la pelle sia in un buon stato, risulti idratata, luminosa, elastica e con poche imperfezioni, è di estrema importanza mantenere il film idrolipidico integro: è una prima barriera che protegge la cute da tutti i fattori esterni che possono danneggiarla".

E per fare questo quali prodotti ci servono? 

"In primis è importante la scelta del detergente adatto al proprio tipo di cute: pelle secca o grassa, matura, sensibile o tendente all’acne (qui bisogna distinguere se ci si trova davanti ad una pelle estremamente secca, anche a causa di trattamenti farmacologici, oppure se sussiste un’eccessiva quantità di sebo con fastidioso “effetto lucido”). Successivamente un prodotto, in genere una crema idratante per il viso con particolari attivi nella formulazione a seconda della tipologia di pelle, o due (tipo siero + crema, ma solo se ritenuto necessario), senza mai dimenticare che anche la pelle più grassa (seborroica) può necessitare di idratazione, ovvero la presenza di sebo non significa che la cute sia idratata… anzi non di rado è il contrario. Sempre per il viso, ma per area più specifica, una crema “contorno occhi”, adatta a questa area più peculiare e fragile".

Tutti gli altri passaggi sono dunque opzionali. Passiamo quindi al capitolo "esfoliazione".

"Questo atto cosmetico può essere inserito nella beauty routine uno o due volte a settimana, a seconda del tipo di pelle. Consente la rimozione delle cellule più superficiali e non più vitali dello strato corneo superficiale e può essere effettuata attraverso prodotti contenenti agenti cherato-modulanti come gli alfa-idrossiacidi oppure di tipo meccanicio, come scrub, gommage etc. (purché non presenti “microplastiche” nel rispetto dell’ambiente). Questo step rende sicuramente la pelle più libera e preparata per trattamenti successivi, al contempo più levigata e luminosa".

Lei consiglia l'utilizzo di maschere?

"Qualora se ne senta la necessità, una o due volte a settimana: la pelle spesso ci comunica i suoi bisogni, è importante riuscire a recepirli. Ci sono quelle notturne, da applicare prima di andare a dormire e da risciacquare al mattino oppure quelle che possono essere applicate durante qualsiasi momento della giornata prima di procedere alla beauty routine quotidiana". 

Negli ultimi anni si parla anche di “multi-masking”, ovvero l'uso per ogni zona del viso della maschera più adatta.

"Sì, ad esempio, per la zona T che spesso risulta lucida (le ghiandole sebacee in quest’area sono maggiormente presenti) si possono applicare prodotti sebo-assorbenti o che regolano la produzione di sebo, e per il resto del viso maschere idratanti. Allo stesso modo le maschere per l’area intorno agli occhi sono specifiche per quell’area, declinate nelle loro varie forme cosmetiche… dalle emulsioni agli ormai usatissimi patch".

Quali sono i fattori che invece danneggiano la pelle?

"Radiazioni ultraviolette, inquinamento, fumo, alimentazione scorretta, disequilibrio sonno/veglia, stress (generale ed ossidativo). Anche l'uso di cosmetici non adatti alle proprie esigenze, come ad esempio detergenti troppo aggressivi, può alterare la cute. Un esempio su tutti, tra gli effetti negativi del cosiddetto “esposoma”, è la fastidiosa sensazione di “pelle che tira”".

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Tra le indicazioni più diffuse sui social network, c'è quella di usare la protezione solare anche in inverno. È davvero utile? 

"È la primaria fonte di benessere per la pelle, perché ci protegge dai raggi UV, che a loro volta si distinguono in UVA, UVB e UVC. Il sole, anche nelle stagioni autunnali e invernali, è lì ed esplica la sua azione… La vera differenza sta nel fatto che noi ci esponiamo di meno (freddo, indumenti)". 

Come scegliere la crema solare da usare? 

"Tenendo in considerazione il proprio fototipo, classificato tra i 6 fototipi della tabella di Fitzpatrick. Sicuramente le pelli molto chiare e chiare, fino al fototipo III, necessitano di creme con un alto o molto alto fattore di protezione solare (SPF 50 o 50+), per tutte le altre servono prodotti con un fattore di protezione non inferiore a 30. C'è poi un’altra importante innovazione nel settore, ovvero la “foto-dermoprotezione dedicata”". 

Che cosa si intende? 

"Una protezione specifica per ogni tipologia di pelle (pelle secca o grassa, pelle matura, pelle acneica, pelle couperosica o con rosacea) e che quindi contiene anche ingredienti attivi adatti ad ogni singola esigenza individuale". 

TABELLA DI FITZPATRICK-2


C'è un ordine di applicazione da rispettare tra i prodotti di cui abbiamo parlato? 

"Invertire l’ordine dei prodotti potrebbe non far esplicare la loro efficacia: ad esempio, qualora si applicasse la protezione solare prima della crema idratante non avrebbe più lo stesso potere filtrante. O ancora, se si applicasse prima la crema e poi il siero, quest’ultimo non riuscirebbe a rilasciare i propri attivi sulla pelle, in quanto “coperta”. Oppure, se prima non è stata eseguita una corretta detersione…tutto il resto “messo sopra” sarebbe quasi inutile…"

Esistono prodotti, oppure attivi, da maneggiare con maggior attenzione? 

"Si possono citare gli esfolianti chimici, oltretutto molto in voga sui social. Sono generalmente i cosiddetti “acidi derivati dalla frutta”, come l’acido glicolico o l’acido mandelico o anche l’acido salicilico (in realtà un beta idrossiacido, non un alfa come i precedenti) per le pelli più sebacee e tendenti all’insorgenza dell’acne. Ma anche tutti i derivati della vitamina A, i retinoidi. A tal proposito la Commissione Europea ha deciso da poco di regolamentarne l’utilizzo, abbassando le concentrazioni massime che possono essere presenti nei cosmetici; nello specifico retinolo, retinyl acetate e retinyl palmitate. Fanno parte della stessa restrizione anche alcuni agenti depigmentanti come l’arbutina e l’acido cogico". Ultimo esempio, le tinture per capelli ed i depilatori.

Si parla molto degli integratori per la pelle da assumere via bocca. Esistono prove dell'efficacia? 

"È un argomento ancora controverso. Attualmente sono largamente pubblicizzati soprattutto gli integratori di collagene: dagli studi scientifici risulta che l’integrazione alimentare di collagene riesce a migliorare importanti qualità cutanee, come elasticità e idratazione, tuttavia, le affermazioni e i claims presenti in comunicazione spesso superano qualsiasi prova". 

Quali sono gli errori che commettiamo più spesso quando facciamo skin care?

"Utilizzare cosmetici non adatti alla nostra pelle. I cosmetici non dovrebbero essere scelti per “passaparola” ma se adatti rispondono alle esigenze dealla propria pelle. Altro errore è non capire fino in fondo l’importanza della detersione: un detergente troppo aggressivo o usato male tende a “seccare” troppo la cute, perché “sfianca” il film idrolipidico".

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Quali sono i falsi miti più diffusi sulla skin care?

"Ad esempio la convinzione che le occhiaie congenite di color blu-violaceo possono essere eliminate con un prodotto contorno occhi oppure che una pelle grassa è ben idratata e non ha bisogno di una crema. O ancora: il dentifricio secca i brufoli, la protezione solare ostacola la produzione di vitamina D, la pelle si abitua a “quel cosmetico”, gli ingredienti naturali rendono il cosmetico più “sicuro” e molti, molti altri ancora". 

I prodotti di bellezza scadono?

"Certamente una volta aperto il flacone primario bisogna dare un termine al suo utilizzo, per questo bBisognerebbe sempre ricordare/annotare la data in cui si apre un prodotto. Questo per dare valore al previsto periodo di utilizzo dopo la prima apertura (PAO – Period After Opening)". Qualora presente la data di scadenza (solo per i prodotti di durata minima sotto i 30 mesi), il termine riportato è quello: “da usare preferibilmente entro il…”.

Agli appartenenti alle generazioni Alpha e Zeta viene introdotta l'idea che iniziare i prodotti antietà precocemente può essere un trattamento preventivo per le rughe del futuro. Esistono davvero trattamenti con effetti a lungo termine? 

"I trattamenti denominati antietà (attualmente sarebbe meglio pro-ageing) non possono avere efficacia “anti-età” su una pelle che non presenta i segni del passare del tempo, come rughe sottili o profonde, macchie, pelle spenta e inspessita. Allo stesso modo, per ovvietà, neanche un’azione preventiva. È importante però mantenere sempre la pelle idratata e proteggerla dai raggi solari per evitare la comparsa precoce di macchie, rughe e, nei casi peggiori, patologie della pelle in età più adulta. È come se la pelle avesse una memoria: non dimentica i danni dell’esposizione “selvaggia” in giovane età". 

Qual è l'età giusta per cominciare a fare skin care?

"Per ogni età va bene il suo equivalente cosmetico, adatto ai parametri della propria pelle, anche perché questo nostro organo si evolve insieme al crescere dell’individuo e quindi cambia le proprie esigenze".

Come cambiano le esigenze della pelle nel corso del tempo, ovvero in base all'età? 

"Ad esempio, nell’adolescenza la pelle è caratterizzata da molti cambiamenti ormonali che possono spesso tradursi nella comparsa di imperfezioni. Successivamente la pelle trova un proprio equilibrio, che deve esser mantenuto con i giusti accorgimenti cosmetici. In età avanzata, in menopausa, la pelle della donna risente di tutti i cambiamenti ormonali caratteristici: risulta più sottile ed opaca, secca e tendenzialmente ruvida al tatto, considerata l’alterazione dell’equilibrio idrico che si manifesta in una diminuzione di tono, elasticità e luminosità. Si riduce la presenza di collagene, elastina e acido ialuronico con conseguente riduzione del tessuto dermo-ipodermico". 

Tornando alla skin care coreana, ha davvero una efficacia maggiore rispetto alle nostre abitudini cosmetiche?

"La skin care coreana prevede 10 passaggi, da effettuarsi sia la mattina che la sera. Il principio base è quello della stratificazione di prodotti: prima quelli più leggeri e poi quelli più ricchi e corposi. Parliamo di: detergente schiumogeno, esfolianti, tonico, essenza, siero, maschere, contorno occhi, crema viso, protezione solare di giorno o una maschera notte per la sera. È una routine di tipo orientale e la pelle di queste popolazioni è molto diversa dalla nostra. Ad esempio, per ovvi motivi, la doppia detersione non è adatta a tutti…".

Proprio in virtù della diffusione della skin care coreana, siamo più portati ad acquistare prodotti all'estero. Quali sono gli standard di sicurezza da controllare?

"La normativa coreana sui cosmetici è in linea con quella europea e questo può già significare come il livello di sicurezza sia ampio. Per tutti gli altri stati a livello globale, vigono altre normative (alcune complesse o di recente istituzione, come in Cina), ma in linea di massima molte di queste derivano o dalla normativa europea o da quella statunitense."

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