Venerdì, 16 Aprile 2021

Provati dal lockdown, ma ora la paura è la crisi: così sono cambiati gli italiani in quarantena

Prima temevano per la salute e chiedevano misure più rigide, adesso il desiderio è allentare la morsa (e i timori si spostano sull'economia). E' il Belpaese alle prese con l'emergenza Covid-19, fotografato da un'indagine dell'università Statale di Milano che ne analizza i comportamenti, le opinioni e le reazioni

Come sono cambiati gli italiani durante l'ultimo mese di lockdown? Seppur provati, i cittadini hanno mostrato progressive modifiche nel comportamento tenuto di fronte ai divieti. Prima temevano per la salute e chiedevano misure più rigide per contenere il nuovo coronavirus, a fine aprile invece il desiderio era che la morsa venisse allentata e i timori si erano spostati sulla situazione economica. E' il Belpaese alle prese con l'emergenza Covid-19, fotografato da un'indagine dell'università Statale di Milano. Il progetto di ricerca si chiama ResPOnsE Covid-19 e, coordinato da Cristiano Vezzoni e a cura del Sps Trend Lab, dipartimento di Scienze sociali e politiche dell'ateneo, funziona come una sorta di 'termometro': rileva comportamenti, opinioni e benessere dei cittadini mediante 150 interviste al giorno svolte in collaborazione con Swg. Il periodo di copertura dello studio andrà da aprile a luglio 2020. 

Così è diminuita l'accettazione della libertà limitata

Quello che è emerso finora è un ritratto dell'Italia sotto lockdown. In primo luogo, segnalano gli esperti, "#iostoacasa ha funzionato: si esce quasi esclusivamente per attività essenziali (spesa, farmacia, uffici pubblici). Emerge tuttavia un'assuefazione alla situazione, accompagnata da un progressivo rilassamento dei comportamenti di fronte ai divieti".

Nel corso di aprile è aumentata la percentuale di chi esce per andare al lavoro, fare sport e passeggiate, andare in farmacia o in uffici pubblici, rilevano ancora gli esperti. E, pian piano, "nonostante un sostegno alle misure prese dal governo, diminuisce l'accettazione delle limitazioni alle libertà personali (movimento, frequentare chi si vuole, privacy)". Tra i lavoratori, l'80% ha modificato in qualche modo la propria attività. Lo smart-working è diffuso soprattutto tra i lavoratori dipendenti. La percezione del rischio di perdere il lavoro, per sé e per i propri familiari, risulta diffusa e più accentuata al Centro-Sud. Cosa dovrebbe fare ora il governo? L'opinione è mutata radicalmente da inizio aprile. All'inizio del mese, l'80% chiedeva di mantenere le misure prese (50%) o addirittura di renderle più severe (30%). A fine aprile, quasi il 60% ritiene che si debbano alleggerire. Tra riduzione dei contagi e salvaguardia dell'economia nazionale, gli italiani al momento privilegiano il primo obiettivo. Ma anche su questo orientamento il clima di opinione è mutato: alla fine del mese aumentano le persone che ritengono che i due obiettivi debbano essere bilanciati.

Le nuove sfide del progetto ResPOnsE Covid-19

Il progetto di ricerca ResPOnsE Covid-19 proseguirà con indagini settimanali. L'idea, spiegano dalla Statale, è di fornire uno strumento di ricerca scientifica e di "supporto alle attività di policy making rivolte alla definizione di interventi efficaci per il superamento dell'emergenza". Consapevoli che, spiegano gli esperti, "la situazione di incertezza" produce "una sensibile instabilità degli orientamenti" dei cittadini "nel breve periodo, ben documentata nelle interviste svolte quotidianamente".

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