Giovedì, 26 Novembre 2020

Terrorismo, foreign fighter italiana condannata a 2 anni e 8 mesi

Lara Bombinati è stata condannata dalla Corte di Assise di Alessandria con l'accusa di associazione con finalità di terrorismo. Era stata arrestata nel giugno del 2017

Foto di repertorio

La Corte di Assise di Alessandria ha emesso una condanna a 2 anni e 8 mesi per Lara Bombonati (in basso in una foto Ansa), una foreign fighter italiana accusata di associazione con finalità di terrorismo.

I giudici hanno ritenuto la donna colpevole di aver fiancheggiato associazioni terroristiche di matrice islamica mentre era in Siria. Lara Bombonati era stata arrestata nel giungo del 2017, dopo aver abbracciato la fede islamico a sposato Francesco Cascio, un combattente italiano che risulterebbe morto in 'battaglia'.

Terminato il periodo che trascorrerà in carcere, la Bombonati dovrà scontare un anno in comunità. In aula in tribunale ad Alessandria erano presenti la sorella, i genitori e la suocera. Le motivazioni della sentenza verranno depositate tra 90 giorni

Terrorismo, chi è Lara Bombinati

Ventotto anni, nata a Milano, Lara Bombonati si sarebbe radicalizzata per diventare una foreign fighter, e combattere sul fronte siriano. Al momento del suo arresto, avvenuto nella notte tra 24 e 25 giugno del 2017 a Tortona, si trovava nell'abitazione della sorella gemella Valentina. Ufficialmente senza fissa dimora, si spostava proprio tra Tortona e la casa estiva dei nonni materni, situata nella frazione di San Vito di Garbagna, sulle colline tortonesi. 

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Secondo quanto è emerso dalle indagini coordinate dal procuratore capo Armando Spataro e dal sostituto Antonio Rinaudo, che portarono alla sua cattura, la donna era entrata in contatto con alcuni elementi collegati al terrorismo islamico. Sposata con Francesco Cascio, originario di Trapani, un foreign fighter italiano come lei, da anni ormai si faceva chiamare con il nome di Khadija. Già nel 2014 si era fatta notare a Tortona per aver iniziato ad indossare il velo integrale, poi era partita per il medio oriente insieme al marito, radicalizzato col nome di Muhammad. Secondo l'antiterrorismo italiano i legami pericolosi della donna erano con il gruppo Hayat Tahrir al-Sham, "Organizzazione per la liberazione del Levante" nato all’inizio dell’anno dalla fusione di quattro formazioni minori. 

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