Mercoledì, 14 Aprile 2021

Amnesty contro il congresso delle famiglie di Verona: “Evento ostile ai diritti umani”

L'organizzazione impegnata da anni nella difesa proprio dei diritti umani lancia l'allarme e mette in guardia dall'ostilità verso "i diritti sessuali e riproduttivi" e i "diritti delle persone Lgbti" per quanto riguarda "programma, obiettivi e relatori" dell'evento di Verona

Family Day al Circo Massimo a Roma (foto di repertorio Ansa)

Il congresso mondiale delle famiglie, in programma a Verona dal 29 al 31 marzo, è un “evento ostile ai diritti umani”. La denuncia arrivata da Amnesty International Italia alla vigilia dell’inizio dell’evento che richiamerà nella città scaligera gruppi conservatori, antiabortisti, movimenti pro-life, antidivorzisti e attivisti anti lgbtiq da tutto il mondo.

“Programma, obiettivi e relatori coinvolti caratterizzano chiaramente l’incontro di Verona come un evento ostile ai diritti umani, in particolare ai diritti sessuali e riproduttivi e ai diritti delle persone Lgbti; un evento che non dovrebbe essere sostenuto da alcuna istituzione governativa, cui piuttosto spetta il dovere di garantire i diritti di tutte le persone”, si legge in una nota diffusa dall’organizzazione impegnata da anni nella difesa proprio dei diritti umani.

A preoccupare sono, in particolare “l’affermazione che la ‘famiglia naturale’ composta da un genitore uomo e da un genitore donna sia la ‘sola unità stabile e fondamentale della società’ e quindi il rifiuto del riconoscimento di diritti civili a configurazioni familiari al di fuori della coppia eterosessuale unita in matrimonio”, ma non solo: anche “l'equiparazione, da parte di alcuni partecipanti stranieri, dell’interruzione volontaria di gravidanza all’omicidio” e la “patologizzazione dell’omosessualità e della transessualità e di tutte le forme di orientamento sessuale e identità di genere non ascrivibili a maschio/femmina eterosessuale e il rifiuto del pieno riconoscimento dei diritti civili alle persone che manifestano queste identità”.

Congresso delle famiglie a Verona, Amnesty: "Sui diritti non si torna indietro"

Amnesty sarà presente a Verona per ribadire che “sui diritti non si torna indietro” e che “tutte le persone hanno il diritto di prendere decisioni sulla propria salute, sul proprio corpo, sulla propria sessualità e sulla propria vita riproduttiva senza paura, coercizione, violenza o discriminazione, nonché per ricordare una serie di questioni cruciali riguardanti i diritti umani in Italia”, che vanno da alcune parti del ddl Pillon “che rischiano di colpire le donne già in condizioni di particolare vulnerabilità” alla questione dei femminicidi, “anche a causa del non rispetto e della mancata previsione di misure di protezione in favore delle donne minacciate”, dalla “proliferazione e accettazione di comportamenti criminali, come il cyberbullismo e il revenge-porn” alla “inadeguatezza dell’attuale legislazione sullo stupro, che è obsoleta e non rispetta gli obblighi internazionali derivanti dalla Convenzione di Istanbul – che l’Italia ha sollecitamente ratificato – in quanto non è basata sull’espressione esplicita del consenso”. Rimangono poi aperte altre questioni, come la “misoginia, dilagante particolarmente sui social, attraverso insulti e offese di esponenti politici nei confronti di donne che rivendicano diritti o prendono la parola su questioni come l’immigrazione”, la “non applicazione, in intere zone del paese, della legislazione in materia d’interruzione di gravidanza per l’indisponibilità del personale sanitario preposto alla sua attuazione”, la “perdurante mancata estensione della cosiddetta “Legge Mancino” ai crimini di natura omofobica e transfobica”, la “mancata equiparazione sul piano legale delle coppie omosessuali a quelle eterosessuali”.

Sabato 30 marzo Amnesty International Italia parteciperà al corteo e ad alcune iniziative della società civile, tra cui un convegno – in programma dalle 9 alle 13 presso l’Accademia dell’agricoltura, Lettere e scienze, via del Leoncino 6 – organizzato dall’International Planned Parenthood Federation European Network e Unione degli atei e degli agnostici razionalisti in collaborazione con Rebel Network e con una vasta rete di associazioni e movimenti, cui interverranno attiviste per i diritti umani provenienti da altri paesi.

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