Il Congresso di Verona manda in tilt il governo

Tutti contro Salvini. Il vicepremier attacca il sottosegretario M5s Spadafora ("si occupi di rendere più veloci le adozioni") e scatena l'ira di Di Maio e Palazzo Chigi ("studi prima di parlare"). Poi il leghista si sfoga con i suoi: "Mi ritrovo a sentirmi dare del retrogrado, dello sfigato..."

Un momento dell'intervento del vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini al Congresso 'World Congress of Families XIII - The Wind of Change: Europe and the Global Pro-Family Movemen,' Verona, 30 Marzo 2019. ANSA/Filippo Venezia

Il Congresso sulla famiglia apre una nuova crepa nel governo. "Se è da sfigati" parlare di questi temi, allora "sono orgoglioso di essere sfigato". Così Matteo Salvini replica, piccato, alle dichiarazioni rilasciate dal vicepremier Di Maio che ieri aveva parlato di "fanatici" a Verona dopo aver dato degli "sfigati", appunto, ai partecipanti. Il leghista non l’ha mandata giù e non ha risparmiato saette agli alleati. Oltre a Di Maio, nel mirino di Salvini è finito Vincenzo Spadafora, sottosegretario alla presidenza del Consiglio del M5s che aveva detto: "Al Forum veronese rivangano il passato, la realtà è già più avanti". "Spadafora si occupi di rendere più veloci le adozioni, ci sono più di 30mila famiglie che attendono di adottare un bambino", le parole del vicepremier leghista.

Palazzo Chigi contro Salvini: "Studi prima di parlare"

Ne è nato un piccolo caso, con la presidenza di Palazzo Chigi che in serata ha replicato così alle parole del ministro: "La delega in materia di adozioni di minori italiani e stranieri - si legge - è attualmente ed è sempre stata in capo al ministro della Lega Fontana. Il Presidente del Consiglio ha solo mantenuto le funzioni di Presidente della Commissione per le adozioni internazionali. Spetta quindi a Fontana adoperarsi - come chiesto da Salvini - per rendere le adozioni più veloci e dare risposta alle 30.000 famiglie che aspettano. Rimane confermato che bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare nei ministeri tutti i giorni e studiare le cose - lancia la stoccata finale Palazzo Chigi - prima di parlare, altrimenti si fa solo confusione".

Di Maio: "Ho sentito dichiarazioni sconvolgenti"

Ma ancora prima di quella di Palazzo Chigi, era arrivata la replica, piccata, di Luigi Di Maio: "Almeno le deleghe si dovrebbe leggerle prima di accusare qualcuno. La delega alle adozioni non è del sottosegretario Spadafora è una delega che ha in capo il presidente del Consiglio dei ministri e il ministro Fontana in compartecipazione. Evitiamo di dire cose inesatte". Quelle pronunciate ieri da Di Maio dal palco di 'oggiprotagonisti' non sono esattamente parole al miele nei confronti di Salvini: "A Verona ci sono dei fanatici, qui il buon senso, lì si affrontano questi temi con stile medioevale, qui guadando al futuro".

Poi il vicepremier è tornato sull’argomento con un post su facebook: "A Verona è stato distribuito un finto feto come gadget, ho letto dichiarazioni sconvolgenti sulla legge sull'aborto, alcuni partecipanti hanno persino negato il femminicidio. E se vai a mangiare al loro stesso tavolo, per me, la pensi come loro. Ma tant’è". 

Lo sfogo di Salvini con i suoi: "I 5 Stelle mi attaccano ogni giorno"

Secondo il Corriere della Sera, Salvini si sarebbe sfogato così con i suoi: "Io non è che passi le mie giornate ad attaccare i Cinque Stelle. E invece ogni giorno io mi ritrovo a sentirmi dare del retrogrado, del medievale, dello sfigato. Ma guarda un po’...". E ancora: "Non un giorno, nemmeno un singolo giorno hanno rinunciato a cavalcare il Congresso della Famiglie. Non gli è parso vero...". 

Il discorso del leghista a Verona: "La crisi più pesante sono le culle vuote"

Fatto sta che a Verona Salvini è riuscito a guadagnarsi gli applausi (e i voti?) degli ultrà della famiglia tradizionale, mantenendo però un profilo morbido sul terreno scivoloso dei diritti acquisiti: "Siamo qua non per togliere i diritti, non si tocca niente a nessuno, non sono in discussione l'aborto, il divorzio". "Il grande pericolo del 2019 non è il congresso di Verona – ha detto Salvini - , ma la subcultura islamica dove la donna vale meno di zero. A casa mia non c'è spazio né cittadinanza per una subcultura del genere, per chi dice che le donne valgono meno dell'uomo. A casa mia la donna ha gli stessi diritti".

Secondo il vicepremier "la crisi più pesante non è lo spread ma quella delle culle vuote", ha detto puntando il dito contro il problema della denatalità nel nostro Paese: "Ma c'è qualcuno che dice 'gli italiani non fanno figli, te li mandiamo 20enni sui barconi, già grandi e ignoranti".  

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Pochi applausi al passaggio sull'omofobia

Salvini ha ribadito un secco no anche "alla pratica barbara e disumana dell'utero in affitto che mi fa schifo solo a pensarla, un'aberrazione umana e sociale" e un altro no alla teoria gender: "Io – ha spiegato - ho terrore di pensiero unico perché per me bimbo è bimbo e bimba è bimba. Qualche pseudo educatore ha sbagliato mestiere e dice che i bambini decideranno da grandi quello che sono" ma, promette ancora "io la teoria gender la combatterò sempre, perché buon Dio ci ha fatti diversi, non migliori o peggiori". Quanto agli omossessuali, "ognuno nella sua camera da letto fa l'amore con chi vuole, va a cena con chi vuole". Ma quello sull’omofobia risulterà uno dei passaggi meno applauditi del suo intervento. 

Verona, tra i gadget anche un feto di plastica
 

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