Sabato, 16 Ottobre 2021
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Coniugi e fidanzati fuori regione si potranno vedere a Natale 2020?

Si ragiona sulle deroghe: secondo le indiscrezioni il governo potrebbe dare il via libera al ricongiungimento di coppie sposate e partner conviventi. Ma tutto è ancora in dubbio

Il nuovo Dpcm del 3 dicembre dovrebbe prevedere tra le altre zone lo stop agli spostamenti anche tra le regioni in area gialla a partire dal 18 o 19 dicembre. Si ragiona però sulle possibile deroghe per consentire il ricongiungimento di genitori e figli anche per non lasciare gli anziani soli. Chi ha la residenza potrà ovviamente tornare nella sua città, mentre si sta valutando la possibilità di consentire il ricongiungimento dei partner conviventi. Si tratta ovviamente di ipotesi, ma la direzione dell’esecutivo sembra comunque essere quella di concedere ben poche deroghe. La “sorte” di congiunti e fidanzati è appesa dunque ai “dettagli” del Dpcm su cui Palazzo Chigi sta lavorando in queste ore. Dalle indiscrezioni emerse, sembra che il ricongiumento possa essere concesso a congiunti stretti e partner conviventi.

Coniugi, fidanzati e conviventi: le regole per spostarsi a Natale

Ieri il “Corriere della Sera” scriveva che per i coniugi “non dovrebbe esserci alcun divieto al ricongiungimento familiare”, mentre per quanto rigurda i partner conviventi si sta valutando “se applicare la regola già in vigore per chi arriva dall’estero e può andare dalla persona con cui ha un ‘affetto stabile’”. Ma chi sono i partner conviventi? Come spiega il sito Diritto.it, "secondo la legge, si intendono per conviventi di fatto, due persone maggiorenni unite in modo stabile da legami affettivi di coppia e di reciproca  assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile".La convivenza di fatto viene attestata attraverso un’autocertificazione in carta libera, presentata al comune di residenza, ma ad ogni modo i conviventi "non hanno nessun obbligo di presentare la sopra menzionata autocertificazione, perché la convivenza può essere provata con ogni strumento, anche con dichiarazioni testimoniali".  

Ad oggi ad ogni modo non c’è nessuna certezza. E molte coppie (conviventi o semplicemente legate da un legame affettivo) dovranno aspettare il decreto per capire se a Natale potranno vedersi oppure no.

Se congiunti e fidanzati fanno sentire la loro voce

Oggi il 'Fatto Quotidiano' pubblica la lettera di una donna che ha il fidanzato fuori regione che ha una richiesta per Conte: "C’è una miriade di famiglie, sorelle, fratelli e fidanzati divisi da questo dpcm che per l’ennesima volta non ha inserito un’autocertificazione con la voce “spostamento per visita ad affetto stabile”. Questo è quello che chiediamo. Una sensibilità maggiore per un argomento così delicato. Continuiamo a lavorare, a produrre, a trascorrere giornate lavorative come se nulla fosse, per poi tornare a casa con la consapevolezza e l’amarezza nel cuore di non sapere se e quando potremmo rivedere il nostro caro. Siamo soli, spesso, in città non nostre, lontani dalle famiglie di origine o da un fidanzato. Prima di questa pandemia, le storie d’amore e d’affetto proseguivano diversamente".

Una situazione di incertezza che si protrae da tempo, come testimonia una lettera pubblicata dal  gruppo Facebook “Congiunti e fidanzati fuori regione” nato durante il primo lockdown e che nel corso dei mesi ha raccolto oltre cinquemila iscritti. A pubblicarla è il sito Varesenews. 

“Dopo la brutta esperienza primaverile, quando ormai i congiunti all’interno delle regioni potevano incontrarsi, abbiamo dovuto aspettare che le regioni riaprissero per far ripartire il turismo, per poter rivedere i nostri congiunti, genitori, figli, fidanzati, fratelli e sorelle, come se fossimo dei turisti. Non siamo stati presi in considerazione allora, e nemmeno adesso".

“La rabbia, la delusione, la frustrazione e la sofferenza causati dalla pandemia sono pesanti - si legge -, soprattutto se manca la vicinanza di chi amiamo. Molti di noi abitano a pochi chilometri dal loro partner, ma siccome c’è un confine, non possono incontrarsi. Tutto questo è assurdo, uno spostamento di 15 chilometri giustificato dal bisogno di fare compere per risparmiare è consentito, mentre lo spostamento di pochi chilometri al di là di un confine regionale per vedere un congiunto no. La nostra rabbia deriva dalle decisioni prese da chi ci governa, che comprendiamo siano difficili in una situazione del genere. Tutto ruota intorno all’economia, gli assembramenti fuori dai centri commerciali sono consentiti, le vacanze all’estero sono consentite, ma vedere i propri affetti no e questo fa ci molto male. Ogni giorno da un mese inviamo mail a tutti i politici, senza riscontro. Chiediamo solo che nell’autocertificazione sia inserita come necessità, la possibilità di vedere i propri affetti fuori regione, cosa che era stata già fatta a fine aprile per i congiunti all’interno delle stesse regioni. L’unica risposta che ci viene data dai Presidenti di Regione è che gli spostamenti tra regioni sono di competenza del Governo”. 

“No siamo noi i primi a cercare la sicurezza negli spostamenti perché siamo stanchi di vivere lontani da chi amiamo e siamo stanchi di essere considerati di serie B. Non siamo noi le colonne portanti dell’economia Italiana e per questo non dobbiamo essere presi in considerazione?, La situazione che si è creata fa male, ci fa soffrire soprattutto perché non sappiamo quando potremo rivedere i nostri congiunti. Viviamo in balia di notizie che ogni tanto ci danno speranza per poi essere smentite nel giro di poco tempo. Dicono che la salute venga prima di tutto, ma iniziamo a non crederci più. La nostra salute è minacciata anche da ansia, depressione e dolore nel vivere da troppo tempo quest’incertezza che ci circonda. In altri Stati gli affetti vengono tutelati, perché da noi non si può? Perché è così difficile inserire nell’autocertificazione “Visita congiunti” o qualcosa di simile? Cos’abbiamo fatto di male per essere trattati nuovamente come cittadini di serie B?”. 

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